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giovedì 28 ottobre 2021

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Insopportabile

di Libero Venturi - domenica 30 maggio 2021 ore 07:30

Diverse cose sono insopportabili a questo mondo. Battiato non sopportava i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese, neanche la nera africana… e nemmeno la classe politica che, diceva, deve andare fuori dai... E vabbè. Cercava un centro di gravità permanente che non gli facesse mai cambiare idee sulle cose, sulla gente. Ma per la teoria della relatività non c’è un solo centro e la gravità curva addirittura lo spazio/tempo, figuriamoci il resto. Così tutto cambia. E anche il concetto di sopportazione -e quindi pure il suo contrario- varia a seconda delle diverse sensibilità o convinzioni. Per me insopportabili sono le seguenti cose.

Insopportabile è il fatto che, a causa delle guerre, della povertà, dell’ingiustizia, della diseguaglianza che imperversano nel mondo, i dannati della Terra siano costretti a migrare, a tentare le traversate della disperazione e morire senza aiuto in un mare che non è nemmeno un oceano. È un piccolo mare chiuso tra le terre, alcune delle quali sono nazioni della progredita Europa. Che non si pongono l’obiettivo di far crescere quei paesi e pacificarli, dopo averli, a suo tempo, colonizzati e sfruttati. I corpi inanimati di bambini, di donne, di uomini sono un’offesa per l’umanità. E questo avviene non solo per i mascalzoni che lo determinano, ma anche per i giusti e i benpensanti che non lo impediscono, che si girano dall’altra parte, confinati nella loro proterva sicurezza nazionale. Le ONG sono isolate e malviste. La Commissaria europea Johansson ha voglia di dire che non ci lascerà soli, che provvederà alla condivisione dei migranti e dei profughi! Non mi pare che, al momento, l’Europa risponda. E anche l’Italia è tiepida, anzi, ripartono le chiusure e le paure alimentate dalla Lega e dai Fratelli d’Italia e riecheggiate dalla destra. Ma anche la sinistra non mi pare si spertichi: si perdono consensi, dice, perché anche tra la popolazione passa un atteggiamento di ostilità antisolidale. Aspettiamo l’Europa, a giugno, e intanto i poveri annegano e poi tutti a commuoversi sul corpicino inerme che giace spiaggiato, che il mare, pietoso, ci rende.

Insopportabile è il fatto che mentre si spera nell’uscita dalla pandemia e si parla dei contributi europei che arrivano al Paese e, giustamente, anche al mondo dell’impresa, la prima cosa di cui Confindustria e padroni si preoccupano e discutono è ripristinare il diritto di licenziare. Non mi interessano le forme e i ragionamenti sul buon andamento delle aziende. Non sopporto che quello possa essere un requisito con cui si pensa di uscire dalla crisi e ripartire: licenziare lavoratori. In Italia il diritto sarebbe quello del lavoro, su cui si fonda addirittura la Repubblica. E meno male si diceva che la pandemia ci avrebbe cambiati. Sopporto anche poco che Amazon, che comunque, anche in seguito alla pandemia, ha creato nuova occupazione e il cui proprietario è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, si ponga il problema dello stress sul lavoro, ma lo risolva in modo paternalista e coercitivo. L’azienda infatti propone pause, nonché spazi relax e fitness, durante l’orario lavorativo e questo va più che bene. Ciò che non va bene, però, è che il carico di lavoro non possa ragionevolmente diminuire, a seguito di queste “illuminate” disposizioni, ma debba restare inalterato. Così il lavoro non è al servizio dell’uomo, è l’uomo al servizio del lavoro.

Sono insopportabili le morti dei lavoratori che si ripetono ancora in tempi moderni e sono la rappresentazione dello sfruttamento, della mancanza di sicurezza, dell’inadeguatezza dei controlli, della carenza di formazione e prevenzione. Le sicurezze ci sarebbero, ma vengono rimosse come nel caso della morte della giovane operaia Luana D’Orazio. Trecentosei le vittime sul lavoro in Italia nel 2021.

Ed è insopportabile e risponde in gran parte alla solita logica, che in questo Paese tutto ciò che è opera di mantenimento e messa in sicurezza venga trascurato, affrontato con superficialità o senza i dovuti controlli. Lasciato all’imponderabilità. Per il profitto e per questa superficiale e colpevole sicumera che nulla può accadere. Che siano strade, ponti o funivie. Siamo più versati alla ricerca del colpevole, piuttosto che a svolgere i lavori necessari di ordinaria e straordinaria manutenzione. I lavori di cura. Lo so che non è tutto e sempre così, ma quando è così, come per il ponte di Genova o la funivia di Stresa, quando ci sono evidenti responsabilità, si contano e si piangono i morti. Vite troncate, intere famiglie distrutte. Oltre al dolore inconsolabile, è la peggiore immagine del nostro Paese che possiamo dare agli occhi del mondo e a noi stessi, al posto delle tante positive che invece potremmo offrire. Così le opere e le imprese umane non sono al servizio della vita, è la vita sacrificata al denaro che ne deriva. Nonostante tutto continuo a pensare che in un’economia di mercato, pubblico e privato possano e debbano integrarsi, pur nella distinzione delle reciproche funzioni. Ma devono essere all’altezza dei rispettivi e distinti ruoli di controllo e di gestione. Le politiche pubbliche vanno rafforzate. E il privato se lo deve meritare.

Insopportabile in Italia è l’evasione fiscale, comunque non giustificata da un sistema fiscale esoso, farraginoso e da riformare. Certo da riformare nella sua complessità, però è poco accettabile che ci si opponga alla proposta di Letta di tassare le grandi successioni di un misero un per cento in più da destinare alle nuove generazioni. Non una gran cosa, ma finalmente una cosa di sinistra. E subito ritorna la solfa delle mani in tasca agli italiani, ancorché edulcorata dalla frase di Draghi che è tempo di dare e non di togliere. Caro Presidente, si dà anche e soprattutto attraverso un fisco equo e progressivo. Ma invece eccoci a difendere la classe dei più abbienti e non disturbare i privilegiati. Immagino quale grande sacrificio sarebbe stato per costoro la tassa dell’1% e quanto avrebbe ostacolato la riforma fiscale più complessiva! Che va fatta, anche in ottemperanza alle richieste europee collegate ai finanziamenti accordati. Salvini tuona: tassiamo piuttosto le rendite delle grandi aziende digitali! E chi dice di no? Ma perché questo sarebbe contrapposto a tassare equamente e progressivamente anche le successioni e le grandi rendite nazionali? Semmai è la flat tax che è un’eresia fiscale.

Insopportabile, per inciso e a proposito di soldi, è che il noto allenatore della squadra che ha finalmente vinto il campionato di calcio risolva consensualmente il contratto con detta squadra con una buonuscita di sette milioni di euro! Non male: come sconfiggere la dilagante povertà. Il calcio ce ne offre diverse soluzioni. Sette milioni di euro erano circa tredici miliardi e mezzo delle vecchie lire. Può non bastare più di una vita per spenderli tutti.

Mentre, a livello internazionale, è insopportabile che un despota come il Presidente della Bielorussia, Lukašėnko, sorretto dal suo superiore Putin, ordini ed esegua il dirottamento a Minsk di un aereo civile Ryanair, sotto la minaccia di un caccia Mig-29 -con la scusa dell’esistenza di una bomba di Hamas a bordo- per arrestare il giornalista dissidente, Roman Protasevich. E quanti giornalisti dissidenti sono nelle carceri turche del dittatore Erdogan che spadroneggia in patria e nel Mediterraneo! Come insopportabile è che il regime egiziano del Generale al-Sisi non riconosca i suoi torti per l’omicidio di Giulio Regeni e continui a tenere in carcere Patrick Zaky.

E, al di là dei meriti della pronta realizzazione dei vaccini anti covid, insopportabili sono i guadagni spropositati di Big Pharma, realizzati in seguito alla pandemia, a fronte della condizione di povertà di molti paesi in cui il virus ancora infuria. E anche in quei paesi, stridente è la contraddizione tra la ricchezza di pochi e l’indigenza dei molti.

Insopportabile è il grido di dolore che il nostro pianeta ci lancia per l’inquinamento, per il riscaldamento, per l’effetto serra, per il disastro climatico a cui lo sottoponiamo. E per il fatto che non facciamo il necessario per ridurre il peso del carico delle nostre azioni, della nostra impronta ecologica, quando non dei nostri colpevoli misfatti ambientali.

Insomma, nel terzo millennio è insopportabile la mancanza di solidarietà, di giustizia e di uguaglianza. Come è insopportabile l’assenza di democrazia e di libertà in tanti paesi, e non solo i meno evoluti. Insopportabile, in sostanza, è come trattiamo gli uomini, la Terra e le sue creature. E insopportabili risulteranno pure questi lunghi pipponi. Lo so. Non lo sapessi, ma lo so. Tuttavia, nella diffusa, folgorante e accattivante brevitasmediatica, nella generale captatio benevolentiae, in questo mondo di assuefatti simpaticoni, ci vorrà pure qualche insopportabile che non sopporta l’insopportabile e si dilunga per dirlo. Il problema semmai è se tutto resta solo e specularmente, altrettanto diffusa captatio malevolentiae. Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 30 maggio 2021

Centro di gravità permanente” di Franco Battiato

https://youtu.be/M5-Zz9iUZvA

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Libero Venturi

Franco Battiato - Centro di gravità permanente (@Domenica In)

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