Politica Giovedì 05 Febbraio 2026 ore 16:40
"La guerra è già a casa nostra"

Rifondazione Comunista Elba interviene sul passaggio di mezzi e materiale bellico dal porto di Piombino
ISOLA D'ELBA — "Le navi Severine e Capucine con sempre maggiore frequenza attraccano al porto di Piombino trasportando armamenti e materiale bellico. Difficile stabilire la destinazione, non solo per le possibili “triangolazioni”, ma anche perché i primi a violare la Legge 185/1990, quella che vieta la cessione e il transito di armi verso paesi in guerra, sono proprio i vari governi italiani succedutisi negli ultimi anni. Nulla esclude che il carico possa finire in un teatro di guerra in Medio Oriente o in Ucraina o al Governo di Israele responsabile del Genocidio del popolo palestinese".
Rifondazione Comunista Elba interviene sul passaggio di materiale bellico nel porto di Piombino.
"Chi pensa che la guerra sia una cosa lontana da noi si sbaglia di grosso: - prosegue Rifondazione Elba - a poche miglia di mare da noi si materializza sotto forma di logistica degli armamenti. D’altra parte sempre nel porto di Piombino incombe la sagoma del rigassificatore che altro non è che il prodotto di una guerra, nella fattispecie economica ed energetica. Nell’ambito del conflitto russo-ucraino gli accordi intercorsi tra governi USA, Unione Europea e Italia (prima col Governo Draghi e poi con il Governo Meloni) hanno imposto la sostituzione del gas naturale russo con il gas liquefatto americano, molto più inquinante e 4 o 5 volte più costoso".
"In pratica - prosegue Rifondazione Elba - quella che Papa Francesco chiamava la “Terza Guerra Mondiale a pezzi” l’abbiamo già in casa. Il ReArm Europe, il piano da 800 miliardi per l’acquisto di nuovi armamenti, oltre ad essere un poderoso strumento industriale e finanziario con il quale verranno drenati a favore delle politiche belliciste immensi capitali pubblici e privati, segna la nascita di un vero e proprio “Sistema Guerra”. E quando si parla di capitali pubblici è chiaro che quelle risorse economiche che saranno impiegate per alimentare l’escalation militare verranno sottratte allo stato sociale, alla scuola, alla sanità, ai servizi e alle pensioni. Anche l’Italia porterà la spesa per la difesa al 5% del Pil, poco meno di quanto il nostro paese spende per il Sistema Sanitario Nazionale. Che tutto questo avvenga a livello europeo con una larghissima maggioranza che va dalla destra conservatrice alla giullaresca compagine pseudo-sovranista ed alla ex-pseudo- sinistra, la dice lunga sul livello di inadeguatezza e di connivenza del tradizionale ceto politico verso gli interessi dell’apparato politico-finanziario targato USA".
"Ed infatti - prosegue - la gran parte delle armi saranno acquistate dall’Europa e dall’Italia proprio negli Stati Uniti. Ma il “Sistema Guerra” non significa solo che domani avremo una sanità peggiore e sempre più privatizzata, pensioni più basse, scuole sempre più dequalificate e fatiscenti, significa anche controllo dell’informazione, restrizione dei diritti civili e politici un tempo garantiti dalla costituzione. Quello che si vede negli USA con gli abusi dell’ICE, il corpo speciale al servizio del presidente Trump, avviene progressivamente anche nel nostro paese con il susseguirsi di “decreti sicurezza” che ben poco hanno a che fare con la repressione dei reati e molto, invece, con la repressione di ogni forma di opposizione. Questo obiettivo è palese, ad esempio, nelle proposte di legge presentate da Gasparri (Forza Italia) e Delrio (PD) che mirano a punire penalmente ogni tipo di critica al Governo Israeliano per il Genocidio in atto ai danni del popolo palestinese effettuando una infondata equiparazione tra antisemitismo ed antisionismo".
"Lo scopo di tutto ciò è chiaro: per fare i loro affari “lorsignori” hanno bisogno di trasformare i cittadini e le cittadine in una massa informe di individui ostinatamente passivi e rassegnati, polli d’allevamento inebetiti dalla propaganda dei media. - aggiunge Rifondazione - Hanno indubbiamente sistemi potentissimi per farlo. Scriveva Antonio Gramsci: “poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa”. Invece avremmo tutti/e molto da preoccuparci".
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