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Attualità martedì 08 dicembre 2015 ore 11:56

Lettera per un'amica

Ospitiamo la lettera di Doriana Feola a Luciana Mari, presidente del consiglio d'istituto al centro del caso che sta agitando le acque campesi



CAMPO NELL'ELBA — Ospitiamo una lettera sul caso di Luciana Mari, presidente del consiglio d'istituto di Campo nell'Elba finita al centro delle cronache elbane per alcuni post e foto pubblicati sul proprio profilo facebook. Lo facciamo per due motivi: in questa storia abbiamo cercato di dare spazio a tutte le campane (la stessa Mari, il Comune, la scuola, la lista che ha criticato quelle foto), ci pare quindi giusto dare spazio anche a chi difende l'operato della Mari. In secondo luogo, il tono molto personale di queste righe forse fanno comprendere l'impatto che questa vicenda ha avuto, e sta avendo per entrambe le parti, in una piccola comunità come quella campese.

"Cara Luciana,

ho finalmente trovato anche io la penna e il calamaio per scriverti una lettera che spero ti serva di conforto in un momento in cui nonostante tante persone ti siano vicine, so che ti senti sola. 

Lo so, lo so perchè nonostante la tua ironia, ho visto i tuoi occhi spenti; lo so perchè quando impacchettavi i biscotti domenica e allestivi con noi il banchetto per la festa dei dolci non eri la stessa.

Ti conosco da tanto tempo, ma mi hai coinvolto in questo strano mondo da poco più di un anno: io, te ed Elena in prima linea sempre, ”le tre grazie” e quando dico sorridendo che voglio stare nel mezzo è perchè voglio stare al vostro fianco.

In questi giorni mi chiedo, se ci è concesso ogni tanto di toglierci la veste, di essere noi stesse, di scherzare, di goderci le nostre case, le nostre famiglie o se siamo un'istituzione.

Mi chiedo se siamo donne o automi, mi chiedo quante persone irreprensibili conosco, mi chiedo quanti potrebbero scagliare la prima pietra, mi chiedo quale sia il pulpito da cui molti si ergono, mi chiedo dove sia la verità e dove il vizio, mi chiedo a chi tutto questo possa servire, mi chiedo se chi ha giudicato il dito medio, sarebbe stato vestito da Babbo Natale tutto il giorno, mi chiedo se andare al poligono sia reato, mi chiedo se nessun altro abbia mai detto che i politici sono parassiti, mi chiedo se chi quel post lo ha creato è stato condannato, mi chiedo se si debba essere giudicati da un profilo facebook, mi chiedo quanta gente in questi giorni abbia controllato meticolosamente il suo account, mi chiedo se non ci siano cose molto piu' importanti a cui pensare.

C'è una cosa sola che non mi chiedo, non ho dubbi, da che parte voglio stare, e non solo perchè ti conosco e ti stimo, ma per la libertà che questo rappresenta: la libertà di essere attori o solo spettatori, di indossare una maschera o mostrare la propria faccia. 

Io ci sono e aspetto, tanto come diciamo spesso: ”gli asini possono travestirsi anche da cavalli, ma prima o dopo ragliano”.

Doriana".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata

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