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martedì 14 agosto 2018

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

E se il tango fosse un tema da scrivere ?

di Maria Caruso - lunedì 25 dicembre 2017 ore 08:00

Sei andato a lezione per diverso tempo. I tuoi maestri ti sollecitano ad andare in milonga. Tu indugi, come tutti i principianti e rimandi sempre il debutto per paura di non essere all’altezza e di fare brutte figure. Poi un giorno ti fai convincere. Ti dicono che sei maturo per affrontare la prova. Non ti resta che andare. La tua prima milonga è uno strumento fondamentale per valutare le tue capacità di esprimerti in modo decente e coerente con quanto richiesto dal tango. La prima prova da superare è capire, appena parte la musica le 3 tipologie di tracce. Tango, tango valz oppure milonga

Non sei abituato ancora a capire il tipo di brano fin dalle prime note, ma questo non significa che ascoltando la musica di una melodia ti devi lasciar prendere dal panico o subire il famoso “stress da milonga”. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti prima di mirare sarà utile ascoltare sempre musica di tango per non arrivare impreparati. La maggior parte dei dj per il timore di mettere pezzi poco conosciuti quasi mai azzarda. Quando parte la traccia musicale subito dopo la cortina, prenditi il tuo tempo. Il primo brano ti darà una idea di come sarà più o meno, tutta la tanda, poiché un bravo musicalizador non mescola a caso brani e autori. 

Non avere fretta di iniziare. Scegli chi mirare e assicurati di essere ricambiato prima di partire per la tangente. Focalizza la sua mirada e il modo in cui ti risponde ad essa e cerca di stare tranquillo nel tragitto che ti separa dalla ballerina. Avvicina il tuo corpo al suo senza esagerare e lascia che sia lei ad accostarsi a te, come meglio le aggrada. Lei ti sta già comunicando qualcosa e quindi evita di perdere tempo pensando a dettagli inutili e superflui per non andare fuori dal tema da lei proposto. Dedicati a sviluppare la tanda solo quando sei sicuro di aver capito dove la donna ha il peso oppure accertati che lei lo abbia veramente cambiato prima di avanzare. 

E’ indispensabile guardarsi intorno e andare in “allarme visivo” se davanti a te c’è un'altra coppia di tangueri. Se la loro scia la utilizzi al meglio, saranno per te le colonne portanti della tanda stessa se eviti di sorpassare. Attenzione la tanda contiene tutte le informazioni essenziali per ballare, sta a te decidere se camminare, fare un giro, un enrosque, ecc. Una volta che hai preso confidenza con la tanda che stai ballando, arriva il momento di mettere in pratica tutti gli insegnamenti ricevuti a scuola. 

Spesso il pensiero è molto più veloce dei passi e rischi di non ascoltare la ballerina pertanto prenditela con calma. Quando cerchi di ballare facendo mille cose, confusamente e disordinatamente, rischi di compromettere l’esito stesso della tanda. Anche in questo caso la parola l’ordine è “calma”. Senza fretta, una dopo l’altra, così da evitare di perdere il flusso del ballo, fai le tue sequenze o figure. Fare tale sequenze o figure, inoltre sarà utile per comprendere il “valore” che hanno nel tango argentino. 

Che significa?. Che magari ti è venuto in mente una associazione forzata di passi rispetto a quello che il brano richiede oppure di quanto ti permette l’affollamento in pista. Stare attento ti aiuterà a capire, che forse è meglio cercare una soluzione alternativa, magari un rebote piuttosto di un boleo, ecc. Elimina le idee malsane di provare a fare cose che non ti riescono per niente. Se non sai fare una volkada non la fare, punto. Fatti una scaletta mentale raccogliendo le varie figure da inserire nel brano considerando ovviamente il tipo di musica, così da favorire una certa fluidità interna alla tanda. Se conosci bene la canzone che senti puoi stabilire anche un certo ordine in base al quale le svilupperai, anche se puoi cambiare in qualsiasi momento idea. 

Per ballare una bella tanda ti serviranno i passi chiavi quali la camminata e le sequenze o figure che hai acquisito a scuola. Occorre ora stabilire quale sarà la tua logica nel ballare. Ovvio che si parte dalla struttura standard: connessione, passi, ballo, cortina. Queste quattro parti rappresentano un macro contenitore in cui inserire i tuoi passi e in particolare le figure che sai fare. Non devi dare nulla per scontato. Può accadere infatti, che nel corso della tanda i passi inciampino fra loro moltiplicando e influenzando la ballerina, che inevitabilmente stai andando fuori tempo, concludendo in modo del tutto diverso, da come avevi sperato di finire. Se succede puoi sempre dire, per salvarti la faccia e la reputazione, che era stata la tua creatività del momento, ma stai comunque attento comunque a non perdere del tutto il filo. 

E’ il momento di trasformare le frasi musicali in passi corretti. La tanda infatti è un insieme organizzato e coerente di passi, connessi tra loro in modo da rendere piacevole per entrambi il ballo. Le sequenze devono essere brevi ma non troppo. E’ inutile appesantire una interpretazione con miriadi di figure. Usa le pause per legare tra loro le varie sequenze e soprattutto quando la pista lo consente, cammina. In ogni tanda c’è una introduzione e una conclusione. La prima serve a trovare la connessione con il partner di ballo e il punto di contatto, la seconda invece, è una parte altrettanto importante. Soffermarsi come a fare un riepilogo di quanto è accaduto in quei minuti è come chiudere un cerchio. Il modo personale di interpretare i brani, deve emergere fin da subito. Evita sbalzi, frenate brusche coi rebote. Gli errori da evitare:

Ripetere a raffica dieci ocho di fila

Evitare i sorpassi delle coppie davanti

Figure che non si sanno fare

Cura la punteggiatura. Se non sei abituato a ballare tutte le note di un brano o se lo conosci poco osserva almeno queste regole:

- L’interruzione tra un brano e l’altro vuole un segno debole, quale fosse un virgola, non importa fare una lunga pausa.

- La fine della tanda richiede di riaccompagnare la ballerina a sedere come fosse un punto e a capo.

- Non ti separare da lei finché non suona l’ultima note del brano punto e virgola.

A fine tanda fai una piccola rilettura di quanto accaduto: sei andato fuori tempo?, sei stato coerente con il brano sentito?, ecc. Infine cerca un feedback dalla partner di quella tanda. E’ la prova del nove. Non ti soffermare ad ascoltare quanto ti viene detto. Se sorride, osserva soprattutto la parte superiore del viso. Se sorride solo con le labbra, allora sta mentendo. Devi migliorare!!!

Maria Caruso

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