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martedì 25 settembre 2018

Attualità martedì 13 marzo 2018 ore 09:11

Tassa di sbarco, dicono no all'aumento

Foto di archivio

Confcommercio e Cna sono intervenute in merito alla proposta di aumento in alta stagione della tassa di sbarco. Ecco perché dicono no



PORTOFERRAIO — Tassa di sbarco a 5 euro in alta stagione? E’ polemica dalle associazioni di categoria. La proposta del sindaco di Portoferraio (leggi l’articolo correlato qui sotto) non è del tutto apprezzata tanto da sollevare forti dubbi sull’operazione.

“Ci lascia perplessi la decisione di aumentare la tassa di sbarco in alta stagione. – ha commentato Franco Rosso, presidente di Confcommercio - Questa imposizione, sostenuta anni fa dalle nostre associazioni di categoria e suggerita ai comuni come alternativa all’Imposta di soggiorno, grazie anche all’intervento di Ancim che rese possibile questa opzione per le isole minori, doveva in qualche modo sopperire al venir meno dell’attività della vecchia Apt ed essere destinata alla promozione turistica del territorio. L’idea di partenza era quella – ha aggiunto - di un confronto continuo tra le categorie economiche del turismo ed i Comuni elbani, al fine di porre in atto le migliori strategie sulla base degli input provenienti dagli operatori del settore, che meglio di altri ne conoscono le dinamiche. La tassa di sbarco avrebbe dovuto anche sostenere dei progetti di sviluppo, condivisi dalle associazioni di categoria, in mancanza delle risorse regionali che prima arrivavano attraverso l’Apt. Ebbene, tutte queste buone intenzioni nel tempo si sono dissolte, evaporate”. Vero che lo Stato ha successivamente concesso ai comuni l’impiego di parte di questi proventi su altre direttrici (ambiente, rifiuti, opere comprensoriali, ecc.), ma è anche vero che la tassa di sbarco è incrementata di anno in anno, mentre la concertazione con le categorie è andata a scemare progressivamente. – e ha concluso - Decidere da un lato un ulteriore aumento della tassa di sbarco, e dall’altro essere così macroscopicamente carenti nell’interlocuzione e nella condivisione di comuni obiettivi strategici di promozione e sviluppo turistico del territorio con i soggetti preposti, francamente ci sembra deleterio e confidiamo in una salutare inversione di marcia”.

Sull’argomento è intervenuto anche Maurizio Serini, presidente provinciale Cna e membro della giunta camerale della Camera di Commercio di Livorno e Grosseto, che chiede ai sindaci elbani di riflettere bene prima aumentare tale contributo. La tassa di sbarco è passata da 1,50 euro a 3,50, ritenuto troppo ravvicinato il passaggio a 5 euro (sempre in alta stagione).

“Le tasse o i contributi che si richiedono, sia che vadano allo Stato o ad un ente locale devono servire ad avere servizi, infrastrutture o consentire operatività ben definibili. – ha detto Serini - Allora prima di aumentare il contributo di sbarco bisognerebbe, intanto, dimostrare cosa si è fatto con i soldi incassati fino ad ora. E già qui secondo me c'è una mancanza. Prima – ha concluso - realizziamo con quello che abbiamo e facciamo in modo che i tre milioni incassati fino ad ora si trasformino in qualcosa di visibile ed efficiente per tutti gli ambiti a cui sono destinati”. Ora come ora, per Serini, questo aumento è “un passo inopportuno”.



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