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Attualità giovedì 01 marzo 2018 ore 00:15

Canile a rischio per colpa del...campanile?

Papi e Barbetti

Il sindaco di Porto Azzurro spiega perchè non ha approvato la convenzione, Barbetti replica duramente. E minaccia di chiudere la gestione associata



CAPOLIVERI — Quella che poteva essere una semplice incomprensione fra due amministrazioni comunali rischia di avere forti ripercussioni sulla realizzazione del canile comprensoriale e - forse - anche sulla Gestione Associata della Promozione Turistica dell'Isola d'Elba. L'antefatto: il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, capofila della GAT, delegata come è noto anche alla realizzazione del canile comprensoriale, aveva emesso un "ultimatum", fissando al 28 febbraio la data di approvazione, da parte dei comuni fino ad allora inadempienti, della convenzione per la realizzazione del canile comprensoriale. A mancare all'appello erano il nuovo comune di Rio, ma solo per una formale riunificazione delle  decisioni già prese dai singoli comuni poi fusi, e il comune di Porto Azzurro.

Proprio nella giornata di mercoledì 28 febbraio, però, una nota del sindaco di Porto Azzurro Maurizio Papi chiarisce le motivazioni di quella amministrazione comunale, per le quali il  comune non si è ancora espresso.

"In relazione  - si legge nella nota di Papi - alla nostra presunta non adesione alla convenzione per la gestione associata del canile comprensoriale, come apparso negli scorsi giorni nella stampa locale ed oggetto di infondate polemiche faccio presente, come da documento che allego, di aver chiesto necessarie chiarificazioni in data 26.10.2017 alle deliberazioni adottate dalla Giunta del Comune di Capoliveri (nn. 239 e 240 del 10.10.2017) a cui non è stato dato, da parte di codesta Amministrazione Comunale, nessun seguito. E’ evidente che, fermo restando tutti i rapporti di stima nei confronti del Dr. Barbetti, non siamo abituati a rilasciare deleghe in bianco a nessuno; se lo vogliono fare gli altri Comuni è un problema loro. Non appena le legittime richieste avanzate da questa Amministrazione saranno soddisfatte, provvederemo a deliberare conseguentemente il nostro parere inerente l’attivazione della suddetta convenzione".

La nota del sindaco di Porto Azzurro ha provocato l'immediata replica da parte di quello di Capoliveri. Ruggero Barbetti non ha risposto d'ufficio, come si converrebbe far due pubbliche amministrazioni, ma ha fatto ricorso (come ormai avviene abitualmente) ai social media.

"Veramente  - scrive Barbetti su Facebook - alle richieste dell'amministrazione di Porto Azzurro è stata già data ampia risposta nella prima conferenza dei sindaci utile dopo la richiesta di chiarimenti. E' stato spiegato tutto ai rappresentanti del Comune di Porto Azzurro che hanno approvato, votando favorevolmente insieme agli altri comuni, quanto da noi rappresentato. Maurizio Papi non era però presente, come troppo spesso accade.
Se a Maurizio non è stato detto nulla, non è un problema degli altri sindaci.
Oppure ci stiamo tutti prendendo per i fondelli.
Se Porto Azzurro fosse favorevole sarebbe bastato presentare una bozza di convenzione a loro confacente, sia per la realizzazione che per la gestione. Se poi Porto Azzurro vuole realizzare e gestire il canile, io approvo subito la delega nei modi che riterrà più opportuni, basta che siano conformi alle norme. Il problema vero è che non gliene frega nulla del canile e penso anche della gestione associata Turismo. Nella prossima riunione già convocata per il giorno 8 marzo proporrò di suddividerci i proventi del Contributo di Sbarco così come già previsto dagli accordi esistenti: popolazione residente e presenze turistiche.
Capoliveri incasserà più o meno un milione di euro su tre milioni. Gli altri, che oltretutto vogliono comandare, non so..... Ma si può ritornare indietro alle dispute tra comuni di 40 anni fa.....??? Povera Elba
".

La dura risposta di Barbetti dunque, oltre a far risuonare in maniera sinistra i rintocchi del proverbiale campanile elbano sul futuro del canile comprensoriale, torna ad aprire dubbi sul futuro della gestione associata della promozione turistica, già in passato scossa da minacce di questo genere. 


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