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giovedì 18 luglio 2019

Elezioni martedì 02 aprile 2019 ore 17:00

De Santi scettico sull'unità del centrodestra

Claudio de Santi

Claudio De Santi, assessore esterno al Comune di Portoferraio, in una intervista ha spiegato le criticità nel centrodestra per una lista unitaria



PORTOFERRAIO — Dopo che ieri è stata ufficializzata la candidatura di Angelo Zini alla guida di una lista civica trasversale (qui l'articolo) che però ha comunque una forte componente legata al centrosinistra, abbiamo deciso di intervistare un esponente del centrodestra. 

Si tratta di Claudio De Santi, esponente di Forza Italia, imprenditore ed ex sindaco di Rio nell'Elba, che recentemente è stato nominato assessore esterno dal sindaco di Portoferraio Mario Ferrari.

Il centrodestra a Portoferraio appare in difficoltà in vista delle imminenti elezioni amministrative. Tre candidati di quest'area politica si sono già resi noti pubblicamente nei giorni e mesi scorsi: Ferrari, Lanera e Del Mastro ma c'è anche un intervento pubblico di Simone Meloni e poi l'incognita Marini. Cosa ne pensa lei, che a fine legislatura è stato chiamato dal sindaco Ferrari come assessore e che ha dichiarato che avrebbe cercato di dare una mano per trovare una candidatura unitaria del centrodestra?

“Sinceramente, io non ci sto a questo modo di fare politica. Purtroppo mi sembra che per ambizione personale qualcuno stia perdendo di vista il bene comune, che deve essere la prima missione da perseguire per chi è impegnato in politica. Per questo in questa ipotetica corsa alla poltrona mi faccio da parte: non voglio essere corresponsabile di un fallimento”.

Che ruolo occupa in questo momento nell’amministrazione comunale di Portoferraio?

“Sono stato chiamato ad un assessorato esterno con deleghe importanti come quelle del Demanio, dei finanziamenti e delle politiche comunitarie, e mi sono messo al lavoro su delle iniziative in corso, cercando di portare anche qualche ulteriore contributo nonostante il tempo d’azione molto ridotto. Oltre ad affrontare e concludere al meglio gli impegni già fissati, fra cui un convegno legato al progetto Civitas Destinations Elba Sharing che ci vedrà confrontare con importanti proposte ad altri partners europei, ci stiamo muovendo per intercettare in tempi brevissimi importanti finanziamenti subito utilizzabili per le scuole e per opere pubbliche. E poi sto cercando di portare il mio contributo di esperienza per concludere al meglio le questioni più importanti di fine legislatura, fra cui la realizzazione della nuova portualità che dopo l’ultimo incontro avvenuto in Regione sembra finalmente avviata ad una conclusione più realistica e concreta".

Lei ha assistito pochi giorni fa ad un Consiglio comunale, toccando personalmente con mano le dinamiche interne ed esterne alla amministrazione Ferrari. Che idea si è fatto?

“Non nego di averci messo poco tempo a capire che siano state proprio le ambizioni personali di qualcuno a mettere in crisi l’amministrazione comunale, che oggi si ritrova con una maggioranza risicatissima. E il problema è che queste situazioni continuano a ripetersi anche a meno di due mesi dalle elezioni. Questi rischi vanno abbattuti, a costo di abbattere chi li provoca”.

Ma secondo lei di chi sono le responsabilità di tutto questo?

“Il peccato originale purtroppo è di Mario Ferrari, che evidentemente si è fidato delle persone sbagliate. Ma, al di là dell’errore originario della scelta, il sindaco nonostante tutto e tutti ha lavorato a testa bassa per il bene della città e per risolvere e sbloccare definitivamente le questioni interne. Il problema evidentemente sono stati coloro che hanno lavorato per sé, per mettersi in mostra, fino a giungere ai tradimenti e agli abbandoni last minute”.

I potenziali candidati non sembrano disposti tanto facilmente a rinunciare alle loro ambizioni. Una situazione decisamente anomala, soprattutto alla luce del fatto che c'è l'ipotesi che la lista civica di Angelo Zini possa intercettare anche altre spinte civiche oltre che a quelle di centrosinistra. E il centrodestra sta a guardare?

“Si, è vero. Soprattutto quando a portare avanti le proprie ambizioni sono persone che non si sono mai misurate con la politica, con la pubblica amministrazione, e lo dimostrano nel loro non saper mettersi a disposizione della comunità. E’ il bene comune il principale punto di riferimento da tenere sempre ben presente per chi fa politica. Molte volte la politica deve servire senza vedere i risultati, e ciò aumenta il valore dei suoi contenuti. Ma questo non sono in molti a capirlo”.

Qual è, secondo lei, la soluzione a questa situazione di stallo che evidentemente favorisce il centrosinistra e le altre forze antagoniste?

“La soluzione unica allo stallo in cui ci troviamo dovrebbe essere un grande atto di assunzione di responsabilità da parte di tutti, mettendosi a disposizione senza chiedere nulla in cambio. Una situazione impensabile con questi personaggi”.

Ma non potrebbe lei recuperare la posizione di candidato sindaco e cercare di mediare, inizialmente era circolata questa ipotesi?

“No, io non credo che sarebbe opportuno: la mia faccia non la metto comunque in campo. La politica per me è una passione, ma non sono disponibile per fare il sindaco a dire tutto e il contrario di tutto con la stessa disinvoltura, come invece fanno altri. E poi, non c’è solo da vincere, ma anche e soprattutto da governare. E la fine dell’amministrazione attuale non la voglio fare”.

Allora secondo lei la partita è chiusa? Non c’è più speranza di veder correre il centrodestra unito a Portoferraio?

“Secondo me si, è tutto finito. Salvo miracoli, che talvolta accadono".

Non è ancora troppo presto per dare un giudizio così netto?

“Io sono abituato a dire le cose come stanno. La situazione attualmente è questa e credo che sia necessario essere il più trasparenti possibile. Non credo che ci sia da vergognarsi nel dire come effettivamente è la situazione”.

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata



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