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Politica giovedì 28 aprile 2016 ore 11:57

"Chi è sceso in piazza, dov'era l'anno scorso?"

Il consigliere comunale Riccardo Nurra commenta la celebrazione della Liberazione e attacca l'Associazione Nazionale Partigiani



PORTOFERRAIO — "E' grazie al sacrificio dei molti che hanno speso la loro vita per un ideale nella lotta contro il nazifacismo, lotta culminata con la Liberazione del 25 aprile del 1945, che ora noi possiamo parlare: solo grazie a loro oggi è possibile criticare, manifestando la propria opinione, anche quando è diversa da quella di chi ci governa.

Ed è questa possibilità - arrivata sino a noi per eredità - che ha permesso quella libera forma di protesta dello scorso 25 aprile, quando un gruppo di persone ha contestato la decisione del sindaco di Portoferraio di celebrare la giornata della Liberazione a Marina di Campo, decidendo di conseguenza di organizzare un evento privato. Che però tanto privato non era. Passati alcuni giorni e tacitati gli animi consentitemi di fare alcune considerazioni.

All’evento privato - organizzato per rendere omaggio al nostro conterraneo riese Ilario Zambelli, morto eroicamente alle Fosse Ardeatine e il cui svolgimento era previsto e annunciato al Largo Donatori di sangue - c’erano un centinaio di persone: molte rispetto alle celebrazioni degli scorsi anni quando, se si fa eccezione per la presenza dei militari in servizio e congedati, i civili erano veramente pochissimi ed i soliti di tutti gli anni. 

Io me li ricordo bene quei pochi, pochissimi dello scorso anno, perché ho ben notato l’assenza di tutti i consiglieri della vecchia maggioranza - salvo, forse, uno - quasi che la sconfitta elettorale avesse fatto perdere la voglia di ricordare il 25 aprile. Lo scorso anno mancava anche sia il gonfalone dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, ANPI, e un suo rappresentante ufficiale. E ora gli stessi soliti assenti cronici si strappano le vesti, facendo i disperati perché quest'anno il Comune non ha organizzato una manifestazione celebrativa.

Spero che questa mancata celebrazione (anche se in forma strettamente privata una corona è stata deposta al Monumento ai Caduti) abbia risvegliato gli animi oramai adagiati in un apatico torpore e non sia stato solo il solito tam-tam dove si esce a chiamata. Spero che non si tratti solo dei soliti "riaggallati", che all’occasione si tuffano nel "bolliccio" e fanno riemergere verso i loro avversari politici quel livore che troppo spesso li contraddistingue.

Alle passate manifestazioni la maggior parte di quelli che hanno scritto parole di fuoco non c’era e non c’era neanche chi dice che si ricorderà l'attuale sindaco per aver fatto un Consiglio comunale a Montecristo e per aver negato il 25 aprile. A questo proposito bisogna che dica che anche altri sindaci verranno ricordati: per esempio chi, negli anni '50, ha fatto costruire i due orribili grattacieli al porto o, in tempi più recenti, qualche "ferajese" può sempre ricordare, quando sale verso il Forte Stella, che è vietato entrarvi perché un sindaco l’ha venduto. 

Ognuno compie i propri errori e, a volte, questi sono irreparabili. Comunque sia, a comando o no, al Largo Donatori si sono ritrovate un centinaio di persone e quindi un obiettivo è stato raggiunto: la gente è scesa in piazza numerosa per ricordare il giorno della Liberazione. Se fosse stata una strategia sarebbe stata diabolica. Ma non è andata così e forse c’è stato un fraintendimento: spero che nei prossimi anni sia possibile ricordare insieme, numerosi e senza polemiche, questa giornata".


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