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giovedì 20 giugno 2019

Attualità giovedì 28 marzo 2019 ore 15:25

Tutela della biodiversità, il caso "Montecristo"

L'isola di Montecristo

Il 10 per cento delle estinzioni che avvengono sulle isole si può prevenire attraverso programmi mirati di eradicazioni di mammiferi invasivi



ROMA — Una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Plos One dimostra che l’eradicazione di specie invasive sulle isole è un'azione di conservazione che può dare un forte contributo per ridurre la crisi della biodiversità che sta colpendo il pianeta. 

Queste nuove analisi sono state realizzate da un team di oltre 50 esperti mondiali di 40 istituzioni, tra i quali anche un ricercatore italiano dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra).

Ci sono circa 456mila  isole al mondo che ammontano solo al 5.6 per cento della superficie della Terra, eppure queste ospitano ecosistema unici e una grandissima quantità di esseri viventi, con tantissime specie endemiche che non si trovano in nessuna altra parte sul pianeta.

Ma le isole hanno anche il più alto tasso di estinzione: il 75 per cento di estinzioni di rettili, uccelli e mammiferi avviene sulle isole. 

La principale causa di queste estinzioni sono specie invasive, che sono arrivate sulle isole e hanno causato la scomparsa delle specie presenti in quell’habitat spesso unico al mondo.

Lavorare per conservare gli habitat insulari è una necessità per la conservazione della natura e un’opportunità unica. Diversi studi hanno già evidenziato che eradicare mammiferi alieni invasivi come ratti, gatti, capre e maiali dalle isole è un’azione di conservazione particolarmente efficace.

Ma da quale isole cominciare? In questo nuovo studio sono state identificate 107 isole sulle quali è prioritario attivare progetti di eradicazione entro il 2010 e 62 isole con progetti da iniziare entro il 2030; lo studio dimostra che tali interventi porterebbero importanti benefici per il 9,4 per cento delle specie insulari minacciate a scala mondiale.

L’articolo scientifico, intitolato “Globally Important Islands Where Eradicating Invasive Mammals will Benefit Highly Threatened Vertebrates”, ha analizzato i dati relativi a 1.279 isole con 2.823 popolazioni di 1.184 specie di uccelli, mammiferi e anfibi elencati come minacciati o criticamente minacciati di estinzione nella Lista Rossa delle specie in pericolo dell’IUCN, la più ampia fonte di informazioni sullo stato di conservazione delle specie di animali, funghi e piante a scala mondiale. Con il supporto di 54 esperti di tutto il mondo è stato quindi analizzato in quali casi fosse possibile rimuovere le specie invasive presenti nelle isole studiate prima del 2020.

Il dottor Piero Genovesi dell’Ispra, co-autore della ricerca, afferma: 

“Attraverso la Convenzione sulla Biodiversità delle Nazioni Unite e gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, la comunità globale ha concordato di fermare la perdita di biodiversità e di evitare le estinzioni entro il 2020. L’eradicazione di specie aliene invasive dalle isole prioritarie attraverso questa ricerca fornirebbe un contributo significativo verso il raggiungimento di questo obbiettivo importante. È anche essenziale informare meglio e di più tutti i settori della società, e Ispra - in collaborazione con Federparchi, diversi parchi nazionali, Legambiente, Regione Lazio, Università di Cagliari, Nemo e Tic – coordina il progetto Life Asap proprio sulla comunicazione in materia di specie invasive”.

Nicola Baccetti di Ispra aggiunge: 

“Anche in Italia questo tipo di intervento ha portato a risultati straordinari. L’eradicazione di ratti realizzata a Montecristo e in altre isole del nostro Paese ha permesso di proteggere specie molto minacciate come la Berta minore”.

Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e presidente di Federparchi sottolinea invece che:

“le aree protette sono particolarmente colpite dalle specie aliene invasive. In particolare nelle piccole isole italiane gli interventi di eradicazione realizzati hanno prodotto un risultato immediato ed importante per il miglioramento della conservazione di specie animali e vegetali, molte delle quali endemiche. È essenziale promuovere più interventi per tutelare le aree naturali protette del nostro Paese da questa minaccia”.

Nick Holmes, direttore scientifico dell’organizzazione Island Conservation e principale autore dello studio, afferma che: “l’eradicazione di mammiferi invasivi dalle isole rappresenta un potente mezzo per eliminare una minaccia chiave per le specie insulari, impedire le estinzioni e conservare la biodiversità Questo studio rappresenta una preziosa valutazione globale dei luoghi dove esistono queste opportunità future di conservazione e fornisce supporto al processo decisionale su dove si deve intervenire per evitare le estinzioni”.



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