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mercoledì 12 dicembre 2018

Attualità venerdì 22 settembre 2017 ore 08:30

Fusione di Rio, illustrate le ragioni del "sì"

Il quadro del dottor Mario Mellini

Scarsa partecipazione ma molta chiarezza nell'incontro che si è tenuto nel municipio di Rio Marina. "In ballo c'è il futuro di una comunità"



RIO MARINA — Due ex sindaci (Paola Mancuso e Elvio Diversi), una quindicina di persone quasi tutte piuttosto attempate. Questi i presenti nella sala consiliare del comune di Rio Marina. La sensazione è quella che il dibattito sul referendum non sia ancora concretamente iniziato; la speranza è che questo non sia un segnale di scarso interesse.

Questo è quello che si percepiva nella mattinata di venerdì 21 settembre alla conferenza stampa convocata dal sindaco di Rio Marina Renzo Galli e dal suo ex collega di Rio Elba Claudio De Santi per illustrare "le ragioni del sì al referendum sul comune unico di Rio", soprattutto dal punto di vista dei vantaggi finanziari che questa fusione rappresenterebbe.

Galli, da buon padrone di casa, ha illustrato i motivi della conferenza stampa. "Serve chiarezza sui vantaggi per le due comunità - ha detto - il luogo comune  di Rio Marina che si prende i debiti di Rio Elba  va sfatato, ed è quello che vorremmo fare oggi". Tutto parte, come è noto,  dalla verifica della Corte dei Conti, "il cui testo - ha detto ancora il sindaco di Rio Marina - ho letto più e più volte , e non lascia spazio ad ulteriori interpretazioni.  Dovranno essere ricostituiti i fondi dedicati ad opere ancora da realizzare. Non essendo stato fatto questo, senza voler dare giudizi, a fine 2016 la cifra da ricostituire è 2.5 mln di euro. Il tutto va fatto in pochi anni. In tre anni sono 800mila euro l'anno da risparmiare. E Rio Elba difficilmente può farlo se non andando in dissesto.  Da questa situazione di partenza  - ha aggiunto Renzo Galli - sarà più facile prospettare la fusione ai cittadini, visto che diventa quasi una necessità. Gestendo la situazione dalla riunificazione scattano tutta una serie di vantaggi finanziari . Ci sono in ballo 6.4 milioni di bonus con la legislazione corrente. 2.5 li metterà la Regione, il resto lo Stato".

"Oggi oltretutto - secondo Renzo Galli - la fusione è l'unica situazione che possa aprire prospettive per la gente di Rio. Le fusioni dei comuni oggi sono necessarie se non vogliamo andare incontro alla crisi dei servizi. E sono da fare  prima che vengano fatte dall'alto dal governo centrale, d' imperio e senza contributi. Siamo a un bivio:  o cercare di unirci, anche se saremo poco più di tremila, o essere destinati a sopravvivere tagliando servizi. Non dobbiamo perdere questa occasione".

"I bilanci? Se ci sarà la fusione si partirà da 1 gennaio  2018 con un commissario che avvalendosi della collaborazione dei due sindaci ci accompagnerà alle elezioni del giugno 2018. Nel frattempo verrà predisposto uno statuto unico,  in cui vengano date indicazioni della salvaguardia delle identità locali".

Come è noto, un accordo già tracciato prevederebbe due municipi amministrativi, con la sede del  consiglio comunale a Rio Elba  e quella del sindaco a Rio Marina. Gli uffici comunali saranno da riorganizzare con un  front office unificato, mentre si aprirà la  possibilità di assumere personale e contrarre mutui. Il Bilancio 2018 sarebbe unificato, mentre l'Urbanistica andrebbe avanti con ciascun regolamento urbanistico fino ad esaurimento delle singole previsioni.

"Da qui al referendum ci saranno altri incontri - ha concluso il suo intervento Renzo Galli - la cittadinanza deve essere messa in grado di giudicare quale sia la migliore soluzione per il futuro della comunità riese".

"Finalmente è stata fatto chiarezza sulle situazioni finanziarie  del comune di Rio Elba - ha poi aggiunto Claudio De Santi - la proposta di fusione non è una cosa improvvisata ma assolutamente condivisa da parte delle due amministrazioni. Il problema finanziario - ha specificato ancora l'ex sindaco di Rio Elba -  è una ricostituzione di somme vicolate alla realizzazione di determinate opere, non un debito. Il contributo statale e regionale  che porta Rio Elba sarà destinato a far confluire servizi e risorse su tutto il territorio. Una ricollocazione di fatto aprirebbe due strade: metà della disponibilità  libera da investire sul territorio,   l'altra metà sarebbe vincolata a quelle opere da realizzare a Rio Elba.  Sudditanza?  Non ne esiste. Le opere e gli investimenti dovranno rispettare le necessità dell'intero  territorio".

"Nello stesso tempo  - ha detto ancora Claudio De Santi - per l' Elba la fusione delle due Rio potrebbe essere un buon esempio che arriva dai territori più deboli. Il Comune di Rio modificherebbe gli equilibri nelle questioni comprensoriali,  assumendo  un peso decisamente diverso: basti pensare che due porti elbani su tre sarebbero in quel territorio, costringendo tutti  - per esempio - a rivedere intanto le ripartizioni dei proventi della tassa di sbarco. E poi - ha concluso De Santi - questo territorio ha storia,  identità ed esigenze comuni. Questo è ciò che deve essere ben valutato dai cittadini".

La riunione si è conclusa con l'esposizione di un quadro, un dipinto del dottor Mario Mellini di Cavo  che riassume e riunisce visivamente le tre anime della comunità riese. Quasi un auspicio per il futuro di questa parte dell'isola che si fa davvero fatica a vedere divisa in realtà diverse, anche se da qui al voto del 29 e 30 ottobre dovrà crescere molto la consapevolezza dei cittadini per non andare incontro ad ulteriori delusioni e alle relative conseguenze, gravi soprattutto per la comunità di Rio nell'Elba.

Fabio Cecchi
© Riproduzione riservata



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