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Attualità lunedì 18 novembre 2019 ore 14:15

"Prima di tagliare i pini serve Piano del verde"

Viale di San Giovanni
Foto di: Google maps

Legambiente incalza l'amministrazione comunale di Portoferraio e chiede alcune azioni prima di procedere a tagliare i pini di San Giovanni



PORTOFERRAIO — "Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il sindaco di Portoferraio Angelo Zini avrebbe dichiarato, nel corso di un’assemblea pubblica dedicata ad un primo bilancio dell’operato della Giunta a 5 mesi dall’insediamento, di voler procedere al taglio dei pini (circa 160) che costeggiano il viale di San Giovanni ritenendoli, non sappiamo sulla base di quale documentazione scientifica, pericolosi", inizia così una nota di Legambiente Arcipelago toscano che interviene sulla situazione dei pini nel viale di Sam Giovanni, all'ingresso di Portoferraio.

"Contestualmente - prosegue Legambiente - si dovrebbe procedere alla piantumazione di altre essenze delle quali non si conoscono quantità e tipologia, e alla realizzazione sia della rotatoria a al posto del semaforo che, finalmente, di una pista ciclabile. Quest’ultima vogliamo supporre come primo lotto, in collegamento con la vecchia Longonese (anche attraverso la riapertura di percorsi), della ciclopista elbana, a sua volta estensione della ciclopista Tirrenica".

Secondo il Cigno Verde "’estenuante dibattito sul taglio dei pini di San Giovanni – che sembrano una fissazione per qualsiasi giunta portoferraiese di qualunque colore e sfumature - insiste da un lato sulla pericolosità degli alberi, senza che, per quanto ci è dato di conoscere, nessuna amministrazione, abbia proceduto ad una seria valutazione della loro pericolosità affidandosi ad organismi in grado di farlo, come ad esempio la Società Italiana di Arboricoltura o una Facoltà di Agraria universitaria, e ignorando comunque la necessità di salvaguardare un impianto arboreo monumentale attraverso una manutenzione attenta e continuativa e la sostituzione delle piante quando necessaria, ma al contrario provvedendo a tagli mal pensati e peggio realizzati che non tenevano conto nemmeno delle normative nazionali".

"Da anni Legambiente Arcipelago toscano - aggiunge l'associazione ambientalista - ricorda alle varie (e sorde) amministrazioni isolane la necessità di dotarsi di specifici Piani del Verde previsti sia dalla normativa nazionale che regionale per evitare di intervenire in modo estemporaneo e quasi sempre controproducente nella gestione del patrimonio del verde pubblico. Così, mentre si grida al pino killer, si volta allegramente la faccia di fronte alla proliferazione lungo le strade e nei centri urbani di piante invasive, aliene e infestanti come l’ailanto, anche a pochi passi dalle alberature urbane di pini, come nel caso della Villa delle Grotte, delle fortezze e di gran parte dei cigli stradali elbani e, perfino, di giardini pubblici".

"Viste le dichiarazioni del sindaco di Portoferraio, - aggiunge Legambiente - gli ricordiamo l’impegno preso in campagna elettorale di elaborare e adottare il Piano del verde urbano prima di effettuare qualsiasi intervento di taglio o eradicazione che vada al di là della semplice, quotidiana manutenzione. E’ inoltre inaccettabile il tentativo di legare la realizzazione della rotatoria – dove ci sembra i pini li abbia già tagliati la giunta di centro-destra di Ferrari - e della sacrosanta pista ciclabile al taglio dei pini visto che, come del resto dichiarato anche dallo stesso Sindaco, anche se la necessità della loro rimozione dovesse essere dimostrata dovranno in ogni caso essere sostituiti da essenze più idonee".

"I pini di san Giovanni, - commentano da Legambiente - più che un problema di sicurezza stradale – gli incidenti anche gravissimi verificatisi in quel tratto stradale sono tutti da attribuirsi alla velocità e all’imprudenza – sono un problema di cura, valorizzazione e programmazione del verde pubblico. Sono stati piantati una sessantina di anni fa – in sostituzione di filari di prugni, e svolgono il ruolo sia di ombreggiatura di una strada che sarebbe completamente 'nuda' e caldissima in estate, che di sicurezza facendo schermo al sole in un asse stradale in direzione ovest-est. Sicuramente oggi nessuno penserebbe di piantare alberi con radici così estese sul bordo di una strada trafficate e a margine del fosso di scolo delle acque, ma bisogna tener conto che l’abbattimento di tutti i pini senza procedere a un consolidamento – anche arboreo - della strada potrebbe portare a cedimenti dell’asse stradale stesso".

"Quindi bisogna procedere con saggezza e prudenza, - spiega Legambiente - ascoltando gli esperti e i tecnici del settore, senza farsi suggestionare dalle chiacchiere da bar o da Facebook o da chi spera che, con l’abbattimento dei pini, quel tratto di strada diventerebbe una pista per gare di velocità. Legambiente chiede alla Giunta Zini di comprendere i pini di San Giovanni e l’eventuale rischio di cedimento Legambiente chiede alla Giunta Zini di gestire il rischio di cedimento dei Pini di San Giovanni all'interno del Piano del verde urbano, di verificare intanto – attraverso un’analisi condotta da esperti - quali siano gli esemplari eventualmente pericolosi, se la pericolosità può essere attenuata o se si deve procedere all’abbattimento, secondo le prescrizioni e con piantumazioni sostitutive o risarcitorie e procedendo a trasformare Cosmopoli in una città più verde e vivibile e che, attraverso il verde recupera spazi degradati e partecipa alla lotta contro i gas serra e il riscaldamento globale".

"E’ così che fanno le città e le isole moderne e smart, - prosegue Legambiente - ed è quello che abbiamo chiesto con la nostra recente lettera aperta a tutti i sindaci e agli amministratori pubblici elbani. Attendiamo risposte".

"Mentre Venezia affonda, Matera è travolta da un’alluvione mai visto, - aggiunge Legambiente - la Toscana guarda terrorizzata i suoi fiumi che esondano e il mare invade il lungomare di Marina di Campo annunciando il futuro prossimo venturo, ci viene in mente una frase di Peter Fillery della Forest School britannica: 'Ho parlato con qualcuno dei cambiamenti climatici e mi hanno detto: 'prima o poi inventeremo una macchina in grado di catturare il carbonio dall’atmosfera in modo efficiente'. Ho detto loro che esiste già: si chiama Albero'".



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