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sabato 21 settembre 2019

Attualità mercoledì 12 dicembre 2018 ore 17:00

Esaom: i soci di minoranza contro l'amministratore

Piazzale Esaom a Portoferraio

La dissociazione dalle dichiarazioni dell'amministratore Esaom e la domanda sul perché è stato bloccato il progetto del Porto cantieri



PORTOFERRAIO — Alle dichiarazioni con cui Umberto Buzzoni, amministratore unico di Esaom Cesa, nei giorni scorsi esprimeva preoccupazione per il progetto di un porto turistico in zona San Giovanni, a Portoferraio - che Qui News Elba ha riportato in sintesi - seguono le dichiarazioni dei soci di minoranza della società, che qui di seguito pubblichiamo. La nota è a firma di Franco RosiPaolo Benvenuto.

"Con la seguente dichiarazione congiunta i soci di minoranza di Esaom Spa che rappresentano il 43 per cento delle quote societarie, - si legge nella dichiarazione - ritengono doveroso esprimere pieno dissenso dalle posizioni dell’amministratore Esaom, ritenendo che possano essere state lesive della società, dell’interesse dei soci e purtroppo di tutti gli Elbani.

Abbiamo appreso dalla stampa locale di quanto dichiarato dall’amministratore della società Esaom Cesa per la questione del progetto Marina S. Giovanni ed in particolare dalle preoccupazioni espresse dallo stesso amministratore sulla possibilità di subire un danno economico per la società nel caso questo nuovo Marina si dovesse realizzare. In qualità di soci di Esaom Cesa, con questo comunicato congiunto intendiamo informare la cittadinanza Portoferraiese che dissentiamo da quanto afferma sulla stampa l’amministratore Umberto Buzzoni. 

Siamo infatti convinti che qualsiasi iniziativa finalizzata all'incremento della nautica sull'isola sia da incoraggiare e sostenere. Il cantiere Esaom, grazie ai suoi spazi esterni ed alle potenzialità lavorative fino ad oggi non sfruttate al meglio, ci potrebbe permettere di non temere concorrenza alcuna. 

Ci chiediamo invece perché sino ad oggi nulla si sia realizzato in quell’area portuale delimitata dal progetto Porto Cantieri. Ci risulta che la Regione Toscana abbia fermato il progetto Porto Cantieri perché incompleto nella documentazione della Valutazione d'impatto ambientale, quindi riteniamo che sia sterile attaccare nuove iniziative nautiche quando la mancata realizzazione del progetto Porto Cantieri è da ascrivere come responsabilità a soggetti pubblici e privati.

Quale interesse superiore può aver determinato la volontà di non realizzare una iniziativa di così grande portata per Esaom e per l’Elba tutta? Perché non cercare accordi e sinergie finanziarie come tutte le società che hanno costruito porti ed approdi nel nostro paese? Perché non è stata colta subito la rara opportunità offerta dal consenso degli Enti interessati? Perché non dar corso ad un progetto già costato ad Esaom un milione di euro? Perché nonostante le proroghe concesse non è stato completato l’iter relativo alla VIA, valutazione di impatto ambientale?

Pur avendo la titolarità di una partecipazione azionaria molto rilevante, il nostro tentativo di offrire un fattivo contributo alla formazione di una volontà sociale è stato totalmente ignorato ed addirittura contrastato, vedendo naufragare il sogno di un Porto Cantieri nuovo e moderno, che avrebbe potuto dare incremento al turismo, creare numerosi posti di lavoro e dare lustro all’Elba.

Ci siamo dunque chiesti perché sia stato fermato questo processo".



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