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Cronaca Martedì 10 Marzo 2026 ore 16:35

Addio ad Emma, suora missionaria laica

Emma e Carlo

Il ricordo di Emma Gremmo, molto conosciuta e stimata a Piombino e all'Elba



ISOLA D'ELBA — Emma Gremmo è morta lo scorso 8 Marzo, all'età di 85 anni.

"In tanti anche all'Elba la ricordano con affetto e gratitudine. - scrivono in una nota di ricordo Nunzio Marotti e Rita Rossi - Di origini piemontesi, la suora missionaria laica ha vissuto diversi anni a Piombino (dal 1986), dopo l'esperienza nel Congo. Proprio la sua permanenza nella parrocchia del Cotone, dove era parroco il missionario padre Carlo Uccelli, l'ha portata a frequentare la nostra isola. - prosegue la nota - Non si possono dimenticare gli appuntamenti mensili sulla Parola di Dio, che solitamente si svolgevano nel salone della parrocchia San Giuseppe di Portoferraio. Momenti davvero illuminanti e coinvolgenti in modo attivo i numerosi e assidui partecipanti. Di anno in anno si seguivano linee tematiche o libri biblici (Esodo, vangelo di Marco, Atti degli apostoli, Apocalisse...). Sempre insieme, Carlo ed Emma a introdurre, ascoltare, confrontarsi, incoraggiare".

"La loro forza consisteva nella fede nella Parola e nella vita fraterna, quali caratteristiche della centralità del Regno di Dio, nel cui orizzonte si autocomprende e vive la comunità cristiana. - prosegue il ricordo - Al Cotone di Piombino la loro presenza e opera è riconosciuta da tanti, anche se gli inizi non furono facili. Ma è stata la loro visione cristiana e l'esperienza missionaria ad aprirsi a chiunque, senza pregiudizi e distinzioni, nella costruzione di una chiesa segnata dalla comunione e dalla missione. In questo rientra l'apertura al territorio, ai suoi problemi  alle necessità, il farsi vicini ai più deboli e il coinvolgersi nelle richieste e proposte di miglioramento della vita del quartiere (per esempio le questioni del lavoro, dell'ambiente e della salute), senza dimenticare il contesto globale, con le sue disuguaglianze, violenza e guerre. E "pace" fu sempre una parola chiave ispiratrice di costante impegno".

"A livello di comunità cristiana, vanno ricordate alcune priorità: i gruppi di ascolto di vangelo nelle case (piccole chiese domestiche), - continua la nota - i percorsi formativi degli educatori e dei catechisti, la formazione comunitaria dei volontari laici (coppie e singoli), l'organizzazione della solidarietà, l'attiva partecipazione (corresponsabilità) dei laici ad ogni livello".

"Gli elbani impararono a conoscere ed apprezzare biblisti e autori di spiritualità proprio grazie ai suggerimenti di Carlo ed Emma. - prosegue ancora la nota - Ricordiamo quando, sbarcavano dai traghetti con pesanti borse piene di libri. Ieri, il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, l'ha ricordata così: "una donna che ha dedicato la propria vita al servizio degli altri e alla costruzione di una comunità più solidale. (...) Emma ha portato avanti per molti anni un impegno costante nel quartiere Cotone insieme a don Carlo, contribuendo alla crescita della comunità parrocchiale e accompagnando tante persone e famiglie con ascolto e spirito di accoglienza".

"Di lei, la giornalista Serena Comito ha scritto: "La sua morte lascia un vuoto che va oltre la dimensione religiosa. Colpisce il quartiere, la comunità, chi l’ha conosciuta da vicino e chi magari l’ha incontrata anche solo in alcuni passaggi della vita. Perché certe figure, senza clamore, finiscono per rappresentare qualcosa di più grande del proprio ruolo. Emma Gremmo, per Piombino e per il Cotone, è stata esattamente questo: una presenza storica, una donna che aveva saputo trasformare la missione in vita quotidiana e la vicinanza agli altri in una forma concreta di testimonianza".

"Adesso Emma è con padre Carlo, che ci ha lasciti a dicembre 2021, e di cui lei ricordava "la sua cocciuta determinazione, unita a grande mitezza e capacità di dialogo con tutti e tutte", il "suo essere discepolo di Gesù, formato costantemente alla scuola della parola di Dio, con il riconoscimento della priorità del Regno di Dio" e l'obbedienza alla vita. Come famiglia non la dimentichiamo, insieme a Carlo. Non dimentichiamo - e anche i nostri figli più grandi li ricordano - quando si fermavano a cena a casa nostra, a causa degli orari dei traghetti invernali. - si conclude la nota - Per noi è sempre stata una grande gioia, un supplemento di incontro per la nostra crescita come coppia e famiglia".


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