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Attualità venerdì 26 agosto 2016 ore 16:05

Terremoto, l'intervento di Beppe Tanelli

Ospitiamo la lettera dell'ex presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano sulle tragiche vicende che hanno sconvolto l'Italia



MARCIANA — "Era la notte fra il 14 ed 15 gennaio 1968 quando si ebbero le prime scosse del terremoto della Valle del Belice. Gibellina , Salaparuta, Poggioreale crollarono. Morirono centinaia di persone. 

Poi il Friuli, l’ Irpinia, Assisi, il Molise,la Val Nerina, l’Aquila, Modena. In questi cinquanta anni le conoscenze sulle cause dei sismi e l’individuazione delle zone a maggiore rischio si è enormemente allargata. Le esaltazioni di medievali segni premonitori di gatti e galline si sono lentamente attenuate, così come le aleatorie previsioni parascientifiche. 

La consapevolezza nella opinione pubblica e nei decisori politici che, stante le attuali conoscenze, non possiamo prevedere il sorgere di un terremoto e la sua evoluzione, tende ad essere interiorizzata. Le tecniche per costruire e mettere un sicurezza sismica gli edifici si incrementano di giorno in giorno, ed i disastri, dolosi o colposi, causati da opere mal fatte, e mal controllate, sono sotto gli occhi di tutti. 

Ora dobbiamo fare, con coraggio e rigore, quello che da almeno una ventina di anni, all’indomani di un terremoto viene sempre detto: ogni edificio pubblico del nostro Paese, ogni monumento, ogni casa deve essere munita di un certificato in cui sono riportati i gradi di rischio sismico ed idrogeologico, sulla base delle caratteristiche edilizie e delle caratteristiche geologiche dei terreni sui quali è stato edificato. 

Quindi deve essere approntato un piano pluriennale in grado di intervenire per mettere in sicurezza gli edifici. Possiamo prevedere un piano ventennale per una spesa annua di quattro - cinque miliardi di euro. I California, in Giappone, e recentemente a Istanbul, un piano del genere, che prevede finanziamenti pubblici e privati è già in funzione. 

Dobbiamo incrementare i fondi per disporre, almeno nelle zone a maggiore rischio sismico (1 e 2) di carte geologiche di dettaglio in grado di definire a piccola scala le litologie e le fratture dei terreni. 

E’ inconcepibile che siano bloccati i fondi per dotare il nostro Paese di una adeguata e moderna Carta Geologica. In Italia è stato stimato che da una cinquantina di anni si spendono attorno a quattro miliardi di euro/anno per la ricostruzione delle case, delle fabbriche, delle strade e dei ponti, delle chiese e dei monumenti colpiti da eventi sismici e/o dissesti idrogeologici: il nostro tessuto civile, sociale, economico e culturale. 

Sono migliaia le donne, gli uomini, i ragazzi, i bambini scomparsi. L’Italia non può attendere oltre, se vogliamo tentare veramente di non piangere ancora vedendo quelle masse di macerie seppellire tante vite e tante speranze". 


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