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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità domenica 04 agosto 2019 ore 10:46

La chiesa di San Lorenzo liberata dal degrado

La chiesa di San Lorenzo dopo l'intervento

Con un blitz di Legambiente la chiesa romanica è stata liberata dalle piante infestanti. L'associazione chiede che l'area sia inserita nel Parco



MARCIANA — All’alba del 3 Agosto, armati di decespugliatore, falci, zappe e roncole, un gruppo di attivisti di Legambiente arcipelago toscano ha liberato la chiesa romanica di San Lorenzo da un vero e proprio boschetto di robinia che ormai aveva infestato quasi completamente l’interno del monumento storico. Ripuliti anche la strada d’accesso a San Lorenzo che parte dalla provinciale della Civillina e i muretti a secco di fronte alla chiesa e i dintorni della pieve.

Il blitz dei volontari del Cigno Verde è stato realizzato anche in preparazione di Plebem, l’Installazione/performance dell’artista elbano-newyorkese Riccardo Mazzei, che si terrà nella notte di San Lorenzo, sabato 10 agosto ,proprio nell’area della Pieve di San Lorenzo, una suggestiva iniziativa che si terrà nell’ambito di Marciana Borgo d’Arte e che vede Legambiente arcipelago toscano tra i sostenitori, come si legge in una nota dell'associazione.

"La chiesa - spiegano da Legambiente - sembra sia stata costruita nel XII secolo, ma la prima menzione della pieve risale al XIII secolo e pare sia stata assalita e parzialmente diroccata dai pirati saraceni e francesi guidati da Dragut proprio il 10 agosto del 1533. Alla chiesa si accedeva sia dal portale della facciata che da due porte poste asimmetricamente sulle fiancate dell’edificio. L’unica luce veniva da tre finestrelle e dall’apertura a croce sopra il magnifico portale. Del pavimento originale, costituito da pietre ricoperto di un impasto di calce e frammenti di laterizi non resta più traccia".

"L’azione disgregatrice delle piante infestanti e degli agenti atmosferici - sottolineano da Legambiente - è evidente anche sulle mura e anche i cartelli abbattuti e rovinati danno un senso di abbandono che questo monumento carico di storia, che resta però imponente, affascinante e avvolto in un’aura di mistero e che merita di essere riscoperto e curato".

Per questo Legambiente ribadisce la richiesta che l’area dell’antica Pieve venga inserita nel territorio del Parco nazionale dell’arcipelago toscano – che inizia dalla strada della Civillina – e chiede che venga riaperto l’antico sentiero che, discendendo la collina di San Lorenzo, arrivava alla Tezzia e da qui ai mulini di Capitella e a Marciana Marina e che ora risulta interrotta da chiusure di terreni privati.

"San Lorenzo è un gioiello romanico da far riemergere dall’oblio - aggiungono da Legambiente - cominciando dal ripristino della cartellonistica – e da valorizzare all’interno di un percorso storico-artistico-naturalistico al quale stanno lavorando Marciana Borgo d’Arte, con il sostegno del Comune e del Parco Nazionale, e le associazioni marcianesi attive nella cura del territorio e della sua storia". 



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