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Attualità giovedì 20 giugno 2019 ore 16:00

Casa del custode, "siano rivisti tutti gli atti"

Capo Poro

Legambiente, dopo il diniego del Comune, chiede che tutti gli atti siano rivisti e che siano ritirate le concessioni riguardanti la zona protetta



CAMPO NELL'ELBA — Il Comune di Campo dell’Elba, con provvedimento definitivo dell’Area tecnica, ha bocciato la richiesta di autorizzazione paesaggistica per la “Realizzazione di edificio rurale a servizio del custode azienda agricola” in località Capo Poro, cioè nel bel mezzo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di una Zona speciale di conservazione (Direttiva Habitat) e Zona di protezione speciale (Direttiva Uccelli).

Legambiente Arcipelago toscano interviene per commentare la decisione del Comune. "Si tratta di un atto significativo visto che, - spiega Legambiente -nonostante i vincoli sovraordinati del Piano del Parco Nazionale e le direttive europee, la Commissione per il Paesaggio il 30 gennaio 2019 aveva espresso 'Parere favorevole preso atto delle modifiche apportate con riduzione delle altezze'. Vincoli fortunatamente non ignorati dalla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio che ad aprile aveva espresso 'parere contrario all’intervento la cui ubicazione verrebbe ad interagire in un tratto paesaggistico delicato, l’edificio proposto introdurrebbe una nota di antropizzazione non consona con la ruralità e con il quadro percettivo in generale, inoltre non è in coerenza con il luogo e non privilegia una localizzazione prossima ad una idonea rete viaria esistente'". 

Galenzana

"Una rete viaria - segnala Legambiente - che a Galenzana e dintorni si è distinta negli ultimi anni per fantasiose aperture e chiusure arbitrarie, allargamenti e nascite, cancelli e divieti, ruspe e tagli di vegetazione. Infatti, in una successiva nota di giugno nella quale respinge il ricorso dei richiedenti, la Soprintendenza annunciava il parere negativo definitivo aggiungendo che l’opera avrebbe avuto un impatto sia sulla vegetazione che sull’orografia dei luoghi e che 'Dato il carattere funzionale di una abitazione per custode non se ne comprende il discostarsi dalla viabilità principale nelle sue fasce a monte e a valle, Non si comprende inoltre la ricerca di un’are di grande visibilità paesaggistica e dunque anche intervisibile dal mare'".

"Insomma, - sottolinea Legambiente - la casa del custode somiglia molto di più a una villetta padronale affacciata sul mare e che necessiterebbe dei nuovi collegamenti che sembrano una vera ossessione per i proprietari di Galenzana". 

Una decisione, quella del Comune, che Legambiente giudica positivamente dato che "Bene ha fatto quindi il responsabile dell’area tecnica del Comune di Campo nell’Elba a negare definitivamente l’autorizzazione paesaggistica alla realizzazione di un’abitazione la cui costruzione violerebbe i vincoli paesaggistici e ambientali di un’area delicatissima e dentro un Parco nazionale. Viene da chiedersi perché – di fronte all’evidenza delle norme e dei vincoli - non abbia fatto altrettanto la Commissione per il Paesaggio".

Ma questo non basta per Legambiente che chiede un ulteriore impegno da parte del Comune di Campo nell'Elba e del Parco nazionale Arcipelago toscano.

"Di fronte a questo ennesimo tentativo di costruire a Capo Poro – Galenzana, di fronte alle continue violazioni perpetrate nella zona, - aggiunge l'associazione ambientalista - Legambiente Arcipelago Toscano torna a chiedere al Comune di Campo nell’Elba di sospendere in autotutela tutte le eventuali concessioni richieste e segnalazioni certificate di inizio di attività (Scia) per manufatti, sentieri, strade e altri lavori nell’intera area e all’Ente Parco Nazionale di sospendere la concessione di qualsiasi tipo di nulla-osta fino a che la situazione riguardante altre vicende legate alla realizzazione di manufatti e strade non sarà del tutto chiarita".   

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