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Attualità Lunedì 09 Marzo 2026 ore 10:56

Violenza sulle donne, consigli dei carabinieri

I carabinieri: "Il ciclo della violenza porta le donne ad isolarsi". Ecco un vademecum per chiedere aiuto



ISOLA D'ELBA — "È attuale e incessante l’attenzione e la sensibilità agli episodi da parte delle Istituzioni orientato ad ottenere una sempre maggiore fiducia da parte delle vittime, che sempre più spesso si rivolgono alle forze dell’ordine per ottenere supporto e protezione. La prevenzione in questo delicato ambito riveste una funzione prioritaria ed al riguardo un’importante funzione ha avuto la comunicazione para-istituzionale, attraverso la diffusione sul territorio di centri antiviolenza che insieme alle forze di polizia - con le quali condividono percorsi formativi comuni - supportano la donna vittima di abusi e sopraffazione". 

Lo spiegano i carabinieri di Portoferraio in occasione della Giornata internazionale della donna. L’invito dei carabinieri elbani è sempre quello di trovare il coraggio di denunciare e segnalare: "il “ciclo della violenza” conduce al progressivo isolamento della donna maltrattata che pensa di vivere una anomala situazione di disagio, di cui, a volte, si sente addirittura responsabile".

Un breve vademecum, redatto dall’Arma, può fornire dei suggerimenti utili: non confidare sui cambiamenti di carattere e di comportamento promessi da un partner violento e non lasciarsi influenzare negativamente dalle sue offese e dalle sue minacce; in caso di ferite o lividi andare quanto prima al Pronto Soccorso di un ospedale e dichiarare la verità; chiamare appena possibile il “112 NUE” Numero Unico Europeo per le Emergenze; rivolgersi ad appositi centri che possono dare consulenze legali, bancarie e psicologiche gratuite o contattare telefonicamente il servizio “1522” (gratuito e attivo 24h su 24h), i cui operatori forniscono alle vittime -assicurando loro l’anonimato- un sostegno psicologico e legale nonché l’indicazione di strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui potersi affidare. 

"La comunicazione e la sensibilizzazione sul problema - spiegano i Carabinieri - rappresentano uno strumento essenziale per la lotta alla violenza", aggiungono.

Proprio in tal senso, la prevenzione e il contrasto di questo particolare fenomeno sono al centro dell’azione dell’Arma dei carabinieri anche sull’isola d’Elba, che può contare sulle 6 Stazioni Carabinieri, con sottufficiali, sia uomini che donne, che hanno frequentato specifici corsi di formazione, preparati per accogliere le vittime e ricevere denunce da donne oggetto di violenze od abusi, informando l’Autorità Giudiziaria ed i Servizi Sociali, non abbandonandole ma accompagnandole (e nei casi più gravi anche proteggendole) nell’iter che segue alla denuncia. 

Presso la Caserma di Portoferraio, sede del Comando Compagnia dei Carabinieri, è attiva la “stanza tutta per sé” dove le donne vittime di situazioni di violenza vengono aiutate a riconquistare la dignità e la serenità perduta, denunciando i loro aguzzini. 

"Uno spazio riservato, nel quale si possono raccontare gli abusi le violenze e le vessazioni subite, in un ambiente protetto, accogliente e riservato, non promiscuo rispetto ai normali uffici di ricezione del pubblico della Caserma", spiegano i carabinieri. 

Lo spazio dedicato è anche idoneo ad accogliere i figli minori delle donne vittime delle violenze, che così potranno stare vicini alle loro mamme in questi momenti difficili. 

Le stanze, allestite dal Club Soroptimist International d’Italia – Isola d’Elba è un ambiente rassicurante e dedicato che tende a trasmettere una sensazione di accoglienza della persona e di attenzione per le sofferenze subite e che al contempo mira a ridurre il disagio di dover raccontare esperienze drammatiche. Si tratta di stanze protette per assicurare alle donne vittime di violenza la massima riservatezza e protezione nel difficile atto della denuncia, collocata presso la caserma di Portoferraio con un ingresso discreto e riservato.

L’iniziativa del Soroptimist è nata sulla base del progetto nazionale “Una stanza tutta per sé”, varato insieme al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri con l’intenzione di attivare su tutto il territorio nazionale luoghi protetti al fine di agevolare la presentazione delle denunce.

Ad accogliere la denuncia c’è personale specializzato che favorisce l’esposizione ponendosi sia come rappresentante della legge sia come persona cui confidare le proprie sofferenze e la stanza, resa accogliente, comunica serenità e facilita l’audizione nel complesso percorso della liberazione dalla paura.

La resistenza a denunciare è causata dal fatto che l’autore della violenza non è un estraneo ma una persona cui la vittima è legata affettivamente, dal timore di entrare in un luogo istituzionale, dalla “vergogna” di dover raccontare tutto.


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