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Attualità martedì 14 luglio 2015 ore 10:13

Il Crest stronca il Documento Elba

Il sindaco Mario Ferrari e il consigliere delegato Rossi rivelano alcune mail riservate in cui il Crest demolisce la proposta elbana sulla sanità



PORTOFERRAIO — Una stroncatura netta che arriva da chi non te l'aspetti. Il Documento Elba sulla sanità è vittima di fuoco amico se si pensa che il Crest (Comitato regionale emergenza sanità toscana) si era riunito all'Elba pochi mesi fa proprio a Marciana, patria del sindaco Bulgaresi, prima estensore del Documento Elba.

E' quanto rivelano il sindaco di Portoferraio e il consigliere delegato alla sanità Luciano Rossi rendendo pubblici alcuni scambi epistolari con i membri del Crest che, esprimendo una valutazione sul Documento Elba, non esitano a definirlo un "libro dei sogni".

"Dopo un mese da quel 28 maggio (data in cui fu consegnato il Documento Elba all'ex assessore regionale alla sanità Marroni) non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale a quel documento - si legge nella nota inviata dal sindaco di Portoferraio - e questo semplicemente perché se da una parte è troppo lontano dai programmi sanitari regionali ormai noti a tutti, dall’altra si scontra sia con norme legislative nazionali che ne impediscono in gran parte la realizzazione, sia con difficoltà realizzative pratiche insormontabili. 

Ci sono però pervenute considerazioni sul progetto, considerazioni finora tenute riservate nella speranza di vedere una valutazione positiva in ambito regionale, ma che oggi si rende indispensabile pubblicizzare per cercare sia di capire il progetto politico del sindaco Mario Ferrari e del suo delegato alla sanità Luciano Rossi, sia per cercare di recuperare una credibilità progettuale sanitaria capace di portare i servizi fondamentali all’Elba attraverso vie alternative. 

I rappresentanti del Crest, ed alcuni medici ai quali era stato inviato per un parere, ci hanno risposto con questi comunicati dei quali riportiamo alcuni stralci: 

In risposta i Comitati Elbani Riuniti pro Sanità (C.E.R.) qualche saggia riflessione - dicono, secondo Ferrari e Rossi dal Crest - Leggo con particolare inquietudine il comunicato dei Comitati Elbani Riuniti pro Sanità (C.E.R.) che, avanzano proposte così assurde che di fatto chiuderebbero ogni possibilità di concertazione, essendo assolutamente irricevibili da qualunque organismo. 

In un loro particolare libro dei sogni richiedono, per la sanità elbana, in un momento di profonda crisi dove sono ridimensionati i servizi di molte città di medie e grandi dimensioni (segue elenco delle richieste contenute nel Documento Elba, ndr): tale proposta è assolutamente impresentabile e se fosse davvero avanzata alla Regione dagli amministratori elbani, ne minerebbe fortemente la credibilità (esponendoli forse anche al pubblico ludibrio).

E’ fin troppo chiaro quindi che, se i CER vogliono fare riferimento al Decreto Balduzzi, lo debbano fare in maniera congrua ed intellettualmente onesta. 

Se la Regione seguisse le linee guida sugli ospedali in zone disagiate riportate dal Decreto Balduzzi, il nosocomio di Portoferraio ne uscirebbe molto ridimensionato. Credo che se si vuol fare una lodevole battaglia per il bene comune, come la tutela della Salute dei propri concittadini, sia necessario competenza, preparazione e soprattutto senso della realtà, evitando di farsi contagiare dal germe della demagogia e del populismo, che se coinvolgesse anche i nostri amministratori e i nostri Sindaci produrrebbe una politica inutile e dannosa per l’intera comunità. 

Se questo non fosse sufficiente - continuano Rossi e Ferrari - per chiarire la credibilità del progetto, alleghiamo una seconda valutazione, questa volta di un addetto ai lavori al quale lo abbiamo inviato proprio allo scopo di ottenere una parere tecnico medico di percorribilità. 

il progetto è, come minimo, visionario, ed è partorito evidentemente da qualcuno che non ha assoluta conoscenza delle problematiche in questione e vive evidentemente in un altro pianeta. 

Il problema è che chiunque presenti un progetto siffatto, rischia davvero di perdere la credibilità e di farla perdere ai cittadini che rappresenta. L’estensore del documento esordisce con l’isola d’Elba come laboratorio di ricerca dell’Università di Pisa. 

E’ francamente difficile comprendere il significato di tale affermazione, anche se suona molto bene. A noi serve un ospedale efficiente che ci permetta di affrontare soprattutto le problematiche di urgenza ed emergenza, oltre che una buona medicina.

Alcune proposte son addirittura ridicole. Penso alla proposta di una neonatologa all’Elba (sic!!!), laddove la neonatologia è branca iperspecialistica presente solo in pochissime realtà ospedaliere ed universitarie (penso al Gaslini, a Pisa ma anche al Meyer di Firenze).

Una proposta del genere, se presentata, sarebbe fortemente nociva sia per gli amministratori che la presentano che per i cittadini che essi rappresentano, perché ci farebbe perdere di totale credibilità. E forse gli amministratori regionali non aspettano che questo, per affossarci del tutto. Scusate la mia franchezza, ma questo è ciò che penso. 

Questi documenti, tenuti riservati nella speranza che le autorità regionali si rendessero disponibili ad un confronto sulla base di quanto programmato in conferenza dei sindaci, non possono più essere ignorati alla luce di quanto sta accadendo con un sempre più grave isolamento elbano dal contesto sanitario che la regione sta attuando senza alcuna possibilità di interferire e modulare l’azione sanitaria. 

La salute dei cittadini elbani da oggi è affidata solo ed esclusivamente, senza possibilità di mediazione, alla benevolenza e soprattutto alla coscienza di chi non vive su questa isola ma ha il compito di amministrarla".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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