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Mola, "nuove discariche e inciviltà"

Legambiente Arcipelago Toscano segnala la presenza di nuovi rifiuti in una zona di pregio naturalistico



CAPOLIVERI — "Chi ha partecipato al tartaperitivo organizzato da Legambiente e Parco Nazionale alla Zona umida di Mola si è trovato purtroppo di fronte all’ennesimo spettacolo dell’inciviltà che prende di mira un’area protetta", lo segnalacon una nota Legambiente Arcipelago Toscano.

"Infatti le numerose persone che erano andate a Mola per festeggiare una grande operazione di volontariato che ha portato l’Elba sulle pagine dei giornali e sulle news dei telegiornali e per discutere di biologia e natura si sono trovati di fronte all’altra faccia della medaglia: i vandali che insozzano la bellezza dell’Elba e ai quali non gliene frega nulla di sfregiare la sua immagine turistica", prosegue la nota.

"Così, un’area del Parco, tutelata anche da Direttive europee, si trasforma in una discarica continuamente rimpinguata da imbecilli pericolosi, con i volontari di Legambiente costretti a fare gli spazzini di quel che arriva da terra, oltre che da mare.
Mola, in particolare il parcheggio sterrato nel Comune di Porto Azzurro, è territorio di nessuno, dove la notte gli incivili scaricano spazzatura e scorrazzano entrando sulla spiaggia da varchi incredibilmente lasciati aperti e che vengono continuamente ampliati ai danni della vegetazione.
Il tutto accade in un Comune che ha fatto della sorveglianza con le telecamere un suo fiore all’occhiello securitario, ma evidentemente Mola è il suo angolo cieco, un buco nero che favorisce i vandali dell’ambiente. Crediamo che sia arrivata l’ora di mettere uno stop a tutto questo: non si possono spendere soldi pubblici per proteggere una Zona umida e poi lasciarla in balia degli incivili. La comunità non può continuare a pagare il costo di chi abbandona i rifiuti violando ogni legge e fregandosene di ogni divieto.
Per questo Legambiente chiede al Comune di Porto Azzurro di mettere sotto controllo con telecamere l’area e, se questo non dovesse bastare, di pensare a mettere una sbarra che impedisca la notte l’accesso a Mola con mezzi motorizzati", si conclude la nota di Legambiente.


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