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Attualità martedì 31 maggio 2016 ore 16:00

Via i mufloni dall'Elba

Il direttivo del Parco ha deciso di avviare le azioni di eradicamento dei mufloni che vivono sulle pendici del Capanne, considerati un flagello



CAMPO NELL'ELBA — Via libera dal direttivo del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano alla lotta al muflone elbano. Nella scorsa riunione, che si è tenuta a Pianosa, per visitare i recenti scavi che hanno portato alla luce una serie di tombe dell'era neolitica, il consiglio che guida il Pnat ha anche fatto il punto su quello che considera "un vero e proprio flagello per la flora e l’agricoltura del versante occidentale dell’Isola": i mufloni che vivono sulle pendici del Monte Capanne fino al mare.

Infatti il consiglio direttivo del Parco ha approvato una delibera nella quale si sottolinea che nell’area protetta dell’Isola d’Elba "E’ presente una popolazione naturalizzata di muflone (Ovis aries) originata da individui introdotti negli anni '80 nel territorio comunale di Marciana" e che quindi si tratta di una popolazione "alloctona al sistema naturale dell’Isola".

Una decisione che accoglie le richieste ripetute di intervento e di indennizzo da parte delle associazioni degli agricoltori, degli albergatori, della Prefettura e dai Comuni per interventi per ridurre drasticamente la popolazione di mufloni all’Elba. Secondo le indagini effettuate dallo stesso Parco negli anni, infatti "Il muflone esercita una pressione di pascolo eccessiva sia sulle giovani piante di leccio che su altre essenze della vegetazione forestale e di macchia e provoca evidenti danneggiamenti al sistema agricolo, alle pertinenze delle strutture residenziali e alla circolazione stradale, con forti ripercussioni in ambito socio-economico".

E' in realtà una lotta che va avanti da tempo quella del Parco con questo particolare tipo di ungulato, tanto che azioni per la sua non proliferazione sono state adottate già da anni ma, nonostante dall’autunno 2007 ad oggi all’Elba siano stati prelevati nell’area protetta oltre 2.600 esemplari di muflone, dal monitoraggio annuale della popolazione effettuato negli ultimi 5 anni emerge solo "Una leggera tendenza alla diminuzione senza comunque rilevare, nonostante i prelievi, una importante e significativa riduzione, tale da far ritenere sotto controllo le problematiche associate alla presenza dell’ungulato".

Secondo direttive del Parlamento Europeo e del Consiglio U.E, per prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive è possibile adottare "Disposizioni per l’applicazione di misure di eradicazione sia per le specie esotiche invasive di nuovo ingresso sia per quelle ampliamente diffuse. I metodi utilizzati devono essere efficaci ma devono tenere in debita considerazione la salute umana e l’ambiente, provvedendo a che agli animali siano risparmiati dolore, angoscia o sofferenza evitabili. Le misure adottate inoltre devono essere proporzionate all’impatto sull’ambiente, adeguate alle circostanze specifiche, efficienti in termini di costi, basandosi su analisi dei costi/benefici e di valutazione del rischio".

Attenendosi a queste linee di indirizzo, il Direttivo del Parco Nazionale ha ritenuto necessario "proseguire le azioni già approntate per la drastica riduzione della specie all’Isola d’Elba, fino all’eventuale eradicazione del muflone" introdotto sull'isola "e pertanto specie alloctona rappresenta un elemento di minaccia per il sistema naturale e antropico dell’isola medesima".

La graduale eradicazione del muflone del muflone dall’Elba avverrà anche attraverso "La realizzazione di piani di azione pluriennali da sottoporre all’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA)".


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