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Attualità venerdì 25 agosto 2017 ore 17:52

La curiosa storia della Lepre di mare dagli anelli

La lepre di mare (foto Elena Peruzzi)

Yuri Tiberto dell'Acquario dell'Elba ci racconta un incontro allo scoglio dell'Africhella con un mollusco "alieno". Le foto di Elena Peruzzi



CAMPO NELL'ELBA — La Lepre di mare dagli anelli ( Aplysia dactylomela) è un mollusco gasteropode appartenente all'infraclasse degli opistobranchi, caratterizzata da branchie posizionate nella parte posteriore del corpo. Ha una piccola conchiglia nascosta dal mantello che protegge per quanto possibile gli organi interni. Come tutte le Lepri di mare è elegante nel nuoto come nella livrea, variabile fra il grigio e il beige e inconfondibile per i caratteristici anelli scuri, può raggiungere i 40 cm di lunghezza, anche se la taglia media è attorno ai 20. Erbivora, si può trovare su qualunque fondale ricco di vegetazione, da pochi centimetri sotto la superficie fino ad oltre 30 mt di profondità.

La prima segnalazione nel Mediterraneo è avvenuta in acque italiane, a Lampedusa, nel 2003. Da allora, gli avvistamenti si sono moltiplicati, concentrandosi soprattutto nelle zone più orientali del bacino del Mediterraneo. Normale quindi pensare a una penetrazione dal Canale di Suez, e quindi a una provenienza indo-pacifica (come ancora riporta il sito dell'ISPRA). Anche perché la nostra simpatica Lepre dagli anelli era considerata una specie cosmopolita, diffusa in tutti i mari caldi del globo. Ma la scienza progredisce, e le successive indagini molecolari sul DNA hanno stabilito che la specie A. dactylomela si trova solo ai Caraibi e nell'Atlantico tropicale, mentre nell' indo-pacifico è presente un'altra specie, molto simile, da allora classificata con il nome di Aplysia argus.

Sempre basandosi sul genoma, gli esemplari del Mediterraneo appaiono tutti appartenenti alla specie Atlantica. Come saranno arrivate fin da noi? L'ipotesi più probabile è attraverso le acque di sentina di qualche nave.

Quello che è sicuro è che anche nell'Arcipelago Toscano si sono avuti i primi avvistamenti: a Pianosa, nel 2016, e all'Elba a Capobianco poche settimane fa. Le prime foto originali che ne comprovano la presenza vengono dall'Africhella, dove due esemplari di discrete dimensioni sono stati immortalati da Elena Peruzzi.

Un'ulteriore curiosità: le Lepri di mare, se disturbate o se si sentono in qualche modo minacciate, emettono una secrezione violacea che si credeva fortemente tossica e che causasse la caduta permanente di peli e capelli. Tanto che il nome scientifico della più comune Lepre dei nostri mari è in tal senso più che esplicativo: Aplysia depilans...

In realtà si tratta di una sostanza totalmente innocua per l'uomo, ma utilissima per confondere le capacità olfattive di potenziali predatori.

Come sempre, ci auguriamo che il nostro racconto sia di stimolo per alimentare nei lettori la curiosità e la ricerca: ogni "avvistamento strano" merita sempre un approfondimento, e qualche volta può essere di grande aiuto per la comunità scientifica per meglio comprendere i cambiamenti in atto nel nostro mare.

Yuri Tiberto

Acquario dell'Elba

(foto Elena Peruzzi)



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