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lunedì 17 giugno 2019

Spettacoli mercoledì 19 dicembre 2018 ore 07:00

L'album dedicato all'Elba del Collettivo Decanter

Collettivo Decanter

Pubblicato l'album "Emilia d’Hercole", ispirato al mare e all’isola d’Elba, nato da una residenza artistica nel 2017 del progetto "L'Elba del vicino"



TORINO — Il nuovo album "Emilia D'Hercole" del Collettivo Decanter, composto da Marta Caldara, Alessia Galeotti, Marco Perona, Vincent Boniface, è ispirato al mare. 

Ne avevamo scritto a Novembre perché il gruppo aveva anche attivato una raccolta fondi per la produzione e diffusione dell'album musicale e oggi è arrivata la notizia che l'album è stato pubblicato.

Il progetto è stato ideato nel Settembre 2017 quando il gruppo ha vinto un soggiorno per una residenza artistica di una settimana a Rio Marina, sull'isola d’Elba, nell’ambito del progetto L’Elba del Vicino. 

"Sono stati giorni artisticamente molto fertili, - sottolineano i componenti del Collettivo Decanter -grazie al mare e alle miniere di Rio, ma soprattutto per il contatto con le tradizioni e le leggende dell'isola che hanno ispirato alcuni dei brani contenuti nell'album e che ne costituiscono il nucleo centrale".

Apre l’album la leggenda di Malopescio, un pescatore locale, odora di zolfo, di streghe e fattucchiere. E’ ambientata a Capoliveri che un tempo veniva chiamato il paese delle streghe. E contiene una magnifica interpretazione del diavolo, da parte del cantante Riccardo Ruggeri. 


Il Mago Chiò è il nome che si era scelto Francesco Grassi, un artista analfabeta che visse a Portoferraio nel XIX secolo. Divenne una figura leggendaria anche al di fuori dell’isola d’Elba per la sua smania arrampicarsi sugli edifici per scrivere il proprio nome a caratteri cubitali in ogni dove. Infine morì per amore. 


Emerge su tutte la storia di Emilia d’Hercole, meglio nota come la storia di Barbarossa e il bambino, che affonda le radici nel 1500. Per la suggestione indotta nei musicisti del collettivo, Emilia d’Hercole è il brano che dà il titolo al nuovo album. 

Ancora di mare parla Meu Navio, una canzone in portoghese, nella quale il porto è un luogo in cui riposare. Silvia Donati e Gabriella Beccari addolciscono con voci e percussioni l’impronta di nostalgia tipica della musica lusitana.
In qualche modo di ispirazione ecologica è il brano CO2: si parla di atomi e molecole e della loro straordinaria influenza sull’amore.
Segue un brano strumentale, Plancton, intessuto di ricami alla chitarra a cui si aggiungono a metà percorso l’organetto diatonico e il pianoforte.
Chiudo le finestre è un brano del cantautore toscano David Ragghianti. 

Tra le suggestive onde create dall'intrecciarsi di chitarra e kalimba e le nostalgiche note del low whistle, il racconto di un mare in tempesta che genera confusione nell'animo. 

Vola più in alto è una canzone dedicata ai bambini, nostro futuro, ma anche al nostro bambino interiore. Un augurio a liberarsi dalle catene e a seguire i sogni, impreziosito dalla poliedrica voce di Luisa Cottifogli.
Polenta e biòrro è il brano che chiude l'album e che, quasi a simboleggiare il rientro del Collettivo Decanter dopo l'esperienza elbana, porta in Piemonte e in particolare nelle Valli di Lanzo. E’ una cantilena tradizionale della valle di Viù, della quale non esiste una traccia sonora o uno spartito musicale. Il brano è arricchito, come Emilia d'Hercole, dalla partecipazione dell'ensemble piemontese Folkestra&Folkoro. 


La poesia che precede Emilia d'Hercole è di Pedro Salinas, Mare Lontano (1931), voce recitante di Giorgio Perona. I disegni di copertina e retro sono opera dell'artista ungherese Gyorfi Andras che aveva già firmato il primo album del Collettivo Decanter, Aria con da capo.

Il gruppo si sta anche organizzando per una presentazione elbana dell'album, con date e luoghi ancora da definire.



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