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Attualità giovedì 14 luglio 2016 ore 16:20

Sinkhole, la zona a rischio ridotta del 70%

Gli studi presentati questa mattina dimostrano una grande riduzione della zona rossa e si potrebbe recuperare la strada vecchia



RIO MARINA — Sono molte le notizie emerse dalle quattro ore di riunione fra gli esperti delle due università che hanno condotto gli studi geologici al Piano e i rappresentati delle due amministrazioni riesi, ma una svetta su tutte: la zona a rischio sinkhole è stata ridotta di oltre il 70%. 

Zona rossa. La zona di rischio elevato, quella classificata come rossa, viene insomma ridotta di molto anche se un computo metrico esatto dell'estensione ancora non c'è. Quasi annullata invece la zona a rischio moderato, quella gialla, se pure rimane una propaggine sulla quale verranno fatti ulteriori accertamenti. Quello che emerge, commenta il sindaco De Santi: "E' che questo studio, fortemente voluto e che se fosse stato fatto nel 2013 avrebbe fatto risparmiare un sacco di tempo e soldi, ci ha detto che la zona interessata dal fenomeno è molto ridotta e resta quella della bretella e alcune zone circostanti". Escono dal quadro di rischio la centrale elettrica e le zone commerciali del Piano.

Lo studio. Gli studi condotti sull'area sono stati due, indipendenti e condotti con tecnologie differenti ma i risultati che hanno prodotto coincidono al 95%. Il gruppo guidato da Riccardo Fanti dell'università di Firenze ha eseguito le indagini sismologiche e idrogeologiche mentre quello dell'università La Sapienza di Roma di Michele Di Filippo ha eseguito le indagini microgravimetriche. Alla riunione erano presenti anche Veronica Pazzi, Emanuele Intrieni e il vice sindaco di Rio Elba, Rita Matacera. L'intero studio è stato finanziato dalla Regione con un contributo di 220mila euro di cui sono stati utilizzati 170mila euro.

Strade. Sia la vecchia strada che la nuova bretella rientrano ancora nella zona rossa ma una novità emerge per quanto riguarda il collegamento originario: "Gli studi evidenziano - spiega il sindaco Galli - che sotto la strada ci sono delle zone sicure e di appoggio, per questo motivo, con un progetto di sottofondazione, potrebbe essere salvata e riaperta. E' una decisione che verrà valutata ma che ora è sul tavolo". I due sindaci hanno ricevuto rassicurazioni che il grande traffico veicolare che nei prossimi due mesi si abbatterà sulla bretella non rappresenterà un fattore di rischio ulteriore rispetto alla situazione attuale.

Emungimenti Asa. E' stato chiarito anche un ulteriore aspetto che per lungo tempo era stato al centro della discussione: l'incidenza degli emungimenti che la società idrica ha condotto nel tempo: "Ora sappiamo che non sono stati un fattore sostanziale per la creazione dei sinkhole - commenta De Santi - ma sono stati un fattore che in parte ha contribuito. Per questo, d'ora in poi, dovranno essere ridotti e contingentati per non aggravare la situazione. Per fortuna si parla di un desalinatore che potrà compensare il minor afflusso di acqua". In parallelo verranno effettuati dei lavori di regimentazione idraulica su tutto il corso del Riale: in alcuni punti l'acqua sprofonda nel terreno e questa è invece una delle cause principali dell'emergere del fenomeno carsico.

Assemblea pubblica. L'ulteriore lavoro di sintesi fra i due studi chiesto all'università di Firenze farà sì che l'assemblea pubblica di presentazione dei risultati verrà convocata per i primi di settembre: "In quel momento - conclude De Santi - potremo fare un confronto con la mappa catastale e individuare i soggetti interessati e potremo stendere una mappa del rischio ma è bene sapere che il georadar del dottor Casagli è sempre in funzione e in caso di emergenza veniamo avvisati".

"Vogliamo ringraziare - ci tengono a precisare i due sindaci - tutti gli studiosi che hanno fatto un lavoro enorme per farci avere un quadro finalmente chiaro della situazione".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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