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Attualità domenica 27 settembre 2020 ore 09:00

L'isola che c'è, attività e richieste agli enti

bambini che disegnano
I bambini durante un'attività del progetto "L'isola che c'è"

Il progetto è andato avanti anche durante il lockdown con varie iniziative a distanza ma mancano gli spazi di aggregazione per famiglie e bambini



RIO — L’anno scolastico è appena iniziato e “L’isola che c’è”, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, torna con nuove proposte, tutte volte ad aggiungere esperienze educative per i minori dell’Elba, partendo dalle risorse sociali ed ambientali dell’isola. Il progetto si basa soprattutto sul fare rete, sulla collaborazione tra soggetti diversi del territorio per creare insieme opportunità di apprendimento informale. Conclusa la fase di dialogo con le amministrazioni locali, a breve sarà pubblicato il calendario delle attività autunno e inverno.

"L’inverno scorso - spiegano dall'organizzazione de L'isola che c'è - avevamo dato avvio agli spazi di comunità a Rio Marina, Rio nell’Elba, Porto Azzurro, Capoliveri e Marina di Campo. Luoghi faticosamente aperti per animare i pomeriggi dei piccoli abitanti dei Comuni elbani con attività ludiche e nutrienti. Poi è arrivata la pandemia, che ci ha fermato, ma solo per pochi giorni. Durante il lockdown ci siamo dati appuntamento online con genitori e con i bambini che frequentavano gli spazi di comunità. Abbiamo messo in campo sportelli di sostegno psicologico, videochiamate con i genitori, per dare loro un momento per confrontarsi, raccontarsi e chiacchierare in libertà, aiuto compiti per tutti i cicli, merende online, attività ricreative sperimentali come una piccola redazione multimediale che parlasse di quello che stavamo vivendo grazie alle opportunità offerte dal digitale, per continuare a stare insieme e riflettere su quello che ci stava accadendo".

L'estate è iniziata con un doppio evento dedicato a Gianni Rodari, una grande festa per il ritorno alla vita sociale in presenza che ci ha entusiasmati. Nei centri estivi di Rio Marina, Marina di Campo e Porto Azzurro si è cercato di gestire il ritorno ad una vita comunitaria in presenza, per riallacciare i fili di un percorso educativo multidisciplinare che avevamo avviato. 

"L’estate - spiegano - è stata impegnativa, due mesi di vita intensa e complicata, fatta di tanto lavoro per gli adulti e di un urgente recupero della vita spensierata per i ragazzi. I tre centri estivi sono diventati il nostro nuovo banco di prova, di tenuta del progetto, fatto di un intreccio non semplice di collaborazioni tra i partner per offrire attività sportive, educative, psicologiche, di educazione ambientale".

Tuttavia dai soggetti promotori del progetto L'isola che c'è sottolineano l'importanza delle possibilità che la natura offre all'Elba per organizzare iniziative all'aperto dedicate all'educazione ambientale come punto di partenza dell'educazione in generale.

Inoltre viene avvertita la necessità di "fare più rete" dato che  “L’isola che c’è” è un progetto anche molto proiettato all’esterno. Al di là della costituzione formale di un consorzio di partner, riteniamo che sia importante costruire una rete molto aperta ad altre istituzioni, associazioni, enti, eccetera, tutti accomunati dal desiderio di riportare il tema educativo al centro dell’agenda pubblica, in un’ottica di costante miglioramento e arricchimento del contesto di apprendimento. In questo senso si può dire che “L’Isola che c’è” sia un bene collettivo, dedicato a tutti i bambini e i ragazzi dell’Isola d’Elba, alle loro famiglie e a tutti i soggetti che agiscono nel contesto locale che considerino l’educazione un valore fondante della nostra società. I risultati che il progetto ha ottenuto e otterrà, costituiscono un patrimonio non solo per i partner del consorzio, ma per tutti coloro che vivono e lavorano all’Isola d’Elba".

"Quello che emerge con chiarezza dopo un anno di attività - spiegano gli organizzatori del progetto -  è la necessità di costruire spazi mentali e fisici specificamente dedicati all’educazione informale, all’aggregazione dei ragazzi, alla gestione dello studio e delle attività ludiche e di sostegno alle scuole del territorio. Facciamo un esempio, dentro gli edifici scolastici, giustamente, i genitori non possono entrare durante le attività. Il nostro progetto mira a creare opportunità di educazione sia per i genitori che per i figli, insieme, dove la famiglia, i gruppi, le persone possano interagire, mettendo a fuoco temi e pratiche volte al sostegno del “gruppo famiglia” che affronta l’età evolutiva dei propri figli. Quindi ci vogliono spazi ad hoc. Nei comuni dell’isola d’Elba mancano biblioteche intese in senso moderno e spazi di aggregazione, dove fare vita di studio, animazione sociale e culturale. I pomeriggi dei nostri figli devono poter prevedere attività in spazi adatti per questo scopo, non luoghi di risulta e temporanei, ma ambienti vivibili in cui dare continuità nel tempo alle attività educative della comunità locale". 



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