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Politica venerdì 03 febbraio 2023 ore 09:06

Polemiche sul progetto del porto turistico

Botta e risposta fra i promotori del progetto di finanza per realizzare il porto turistico e l'ex gruppo di minoranza Terra Nostra



RIO — Prosegue la discussione sul progetto di finanza del porto turistico a Rio Marina anche dopo che il sindaco Corsini è stato sfiduciato da pezzi della sua maggioranza e dalla minoranza con le dimissioni in massa.

Due dei promotori del progetto di finanza, che poi hanno rinunciato, hanno rilasciato alcune dichiarazioni in cui accusano i consiglieri dimessi di aver ostacolato lo sviluppo del paese per motivi personali contro l'ex sindaco di Rio.


"Ancora una volta, da rappresentanti del Consiglio comunale di Rio, ora ex rappresentanti, vengono rilasciate considerazioni riguardo il progetto in finanza del porto di Rio Marina, che abbiamo presentato più di un anno fa al Comune di Rio e all’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno. - scrivono Nicola Gemelli e Massimo Gori in una lettera aperta ai riesi - Un progetto, il nostro, che prevede la messa a bando dello stesso dopo la valutazione, peraltro già effettuata, degli organi preposti. Una bella opportunità per il nostro paese e per l’Isola d’Elba in generale, in cui abbiamo creduto e nel quale crediamo ancora, nonostante le infinite speculazioni. Usato come arma contro l’amministrazione dell’ex sindaco Corsini, da coloro che erano stati al suo fianco durante questi cinque anni. Perché?"

"Finalmente anche Rio avrebbe potuto vedere il suo porto come un qualcosa di cui andare fieri, un’opportunità, non solo di prestigio per il paese ma anche di grande aiuto economico per i commercianti, per i nostri concittadini. - proseguono Gemelli e Gori - Un sogno, che però si è trasformato in un incubo, un dono che è divenuto uno strumento da utilizzare nei giochi politici del paese. Adesso possiamo nuovamente ripetere che il progetto è stato creato da una società di progettazione tra le migliori d’Italia, che le concessioni richieste sono state calcolate secondo simulazioni economiche e studiate nel dettaglio, che il guadagno sarebbe stato per tutto Rio, che i voltoni avrebbero potuto essere riqualificati e ristrutturati, per diventare degli spazi commerciali al servizio dei giovani imprenditori che avrebbero potuto costruire lì la loro attività. Ma per tutte queste specifiche tecniche, ci rimettiamo alla scorsa intervista pubblicata in data 14 gennaio 2023, sul quotidiano online Elba Press o quando volete, ci prendiamo un caffè al bar in piazza".

"In questa sede vogliamo invece parlare al nostro paese, ai nostri amici e alle nostre famiglie, a coloro che conosciamo dalla nascita. - aggiungono - La nostra quotidianità ci porta costantemente ad essere presenti nella vita sociale di Rio, e non è mai mancata fino ad ora da parte nostra occasione di intraprendere confronti diretti con chi vive come noi questa realtà, mal rappresentata invece da coloro che si limitano a scrivere sui social, a volte anche in modo anonimo. Certo, sapevamo sarebbe stato difficile presentare un progetto così oneroso, complicato e innovativo ma eravamo sicuri di trovare il supporto di tutto il paese e così è stato, almeno finché gli interessi politici hanno prevalso su quelli della comunità e il nostro progetto, la nostra idea, è stata la proverbiale “goccia che ha fatto traboccare il vaso” dell’amministrazione comunale riese, divenendo poi oggetto di speculazioni dai facenti parte dell’ex amministrazione e non. Sappiamo bene il peso che questo progetto ha nella bilancia della politica del paese, ma alcuni non si sono fermati a criticare il progetto in sé ma piuttosto nei confronti di coloro che lo hanno presentato. Possiamo dire che il colpo più duro per noi è stato questo, perché essere colpiti personalmente da coloro che conosciamo da una vita, dai nostri concittadini? Per un breve momento abbiamo anche pensato che allora non è solo “politica” la questione, ma forse personale?"

"Ma fortunatamente abbiamo ricevuto anche tante dimostrazioni di affetto e vicinanza e questo ci fa sperare nel fatto che ci sia la volontà di capire, ma soprattutto di sperare in un futuro migliore. Noi ancora ci speriamo, crediamo fortemente che il desiderio di vedere il paese rilanciato nell’economia dell’Isola sia di tutti noi, che amiamo Rio perché questa è la nostra casa. Ed è il motivo principale per il quale abbiamo deciso di metterci in gioco e di presentare noi una proposta, nonostante la paura di mettere in atto un qualcosa di tanto grande più di noi, molto più della nostra attuale quotidianità. Tuttavia, lo abbiamo fatto, ed in Massimo Mongale, seppur non riese di nascita quanto più di “adozione” abbiamo trovato un alleato, un amico, che avrebbe messo volentieri le sue capacità, non solo finanziarie, al servizio della nostra idea. Lui forse è stato quello colpito più duramente a livello personale, anche con epiteti poco felici. Questo è molto triste soprattutto perché questi atteggiamenti e queste dichiarazioni così infondate non fanno altro che scoraggiare possibili investitori, foresti e no, con il conseguente immobilismo per tutto il paese. In questo difficile momento per la nostra comunità chiediamo di mettere da parte i personalismi e avere più considerazione nei confronti di commercianti e imprese locali che continuano a sperare in uno sviluppo del paese di Rio, ora più lontano! Ribadiamo nuovamente che i progetti sono a disposizione di tutti e che da parte nostra c’è la piena apertura al dialogo, anzi vi invitiamo a chiedere, a fare domande, basta uscire dalla porta di casa, magari ci vedete passare in piazza. Vogliamo dirlo ancora una volta, noi siamo qui, non molliamo, perché sappiamo che la volontà e l’amore per Rio sono più forti dei giochi politici, delle questioni personali e di quelle economiche", concludono Gemelli e Gori.

A questo proposito l'ex gruppo di minoranza riese Terra Nostra interviene per precisare la sua posizione.


"In una lettera alla popolazione riese gli imprenditori Massimo Gori e Nicola Gemelli affermano che i consiglieri comunali avrebbero utilizzato la vicenda del porto di Rio Marina per far cadere il Sindaco, nascondendo così le motivazioni personali che avevano nei suoi confronti. E così impedendo lo sviluppo del paese. Nulla di meno veritiero. - scrivono gli ex consiglieri di Terra Nostra - Chi ha fatto cadere il Sindaco aveva talmente a cuore gli interessi del paese che, dopo avere assistito ad una serie interminabile di errori e di scarsa programmazione del territorio, ha ritenuto che non si poteva permettere altro scempio dei paesi di Rio".

"Terra Nostra, che non può essere accusata di nulla se non di avere svolto seriamente il suo ruolo, - affermano - ha contrastato le scelte scellerate di prevedere un parcheggio a Rio nell’ Elba distante un chilometro dal centro; ha contestato la concessione ventennale ad un privato dell’illuminazione; ha criticato il percorso fatto dalla Giunta a proposito delle Terme al Cavo e del piano strutturale, sostenendo in Consiglio che, per entrambi, non si mettevano in campo le procedure giuste e si sarebbe perso tempo; ha contestato il sistema di smaltimento di rifiuti solidi urbani che ancora provoca fastidi a famiglie e operatori. Basta o andiamo avanti? Chi ha fatto il bene del paese? Chi voleva dare via il porto ed i Voltoni per un tozzo di pane? Oppure chi ha approvato lavori per la comunità sui quali ci si è dovuto spendere altro denaro pubblico appena fatti? Oppure, invece, chi ha messo fine all’improvvisazione e alla superficialità?"

"Imprenditori benefattori non ne conosciamo, men che meno a Rio. Il che non significa remare contro le ditte locali, che vanno valorizzate. Ma significa che le proposte offerte devono essere serie e credibili altrimenti non si fa il bene del paese, ma se ne pregiudica invece lo sviluppo: come avrebbe fatto la Giunta uscente, dando via il porto a buon mercato. E continuando, quali interessi personali aveva l’Autorità Portuale quando ha scritto 7 (sette!!) pagine di osservazioni al sindaco che denotavano forti perplessità sull’operazione? Tutte congiure contro il paese? Diciamo a Gori e Gemelli di rivedere le loro proposte, proprio per dimostrare davvero di avere a cuore il paese, offrendo cifre congrue e tempo adeguato (non certo 30 anni), e vedranno che nessuno è contro di loro, anzi tutt’altro", concludono da Terra Nostra.


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