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Cronaca mercoledì 03 agosto 2022 ore 21:15

Viola il divieto di avvicinarsi alla ex moglie

L'uomo era stato denunciato per violenza verso la ex moglie. Aveva il divieto di avvicinarsi ed era controllato con il braccialetto elettronico



PORTOFERRAIO — Dopo anni di sofferenza, una donna è stata finalmente liberata del suo aguzzino, rinchiuso in carcere dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Portoferraio, che nei giorni scorsi lo hanno arrestato in flagranza di reato, per aver violato il divieto di avvicinamento alla ex moglie, disposto dal Tribunale di Livorno.

La vicenda risale alla primavera scorsa, quando i carabinieri erano intervenuti in quella casa durante un’accesa lite tra marito e moglie. 

Come spiegano i carabinieri in una nota, nostante le reticenze della donna forse impaurita dalla possibilità di ulteriori conseguenze, in quell’occasione i militari avevano notato sul suo corpo alcuni segni di violenza e quindi intuito che la donna si trovasse in una situazione che si trascinava da tempo.

Riportata la calma, i militari avevano lasciato l’appartamento, avviando immediatamente le indagini per sostenere il loro sospetto e, terminati gli accertamenti, hanno potuto ricostruire un quadro molto grave fatto di maltrattamenti fisici e psicologici ripetuti negli anni, che avevano ormai reso la donna succube del marito persecutore, spesso ubriaco.

Il nucleo operativo e radiomobile dei Carabinieri di Portoferraio ha quindi relazionato alla Procura della Repubblica di Livorno il lavoro svolto e ottenuto immediatamente dal giudice il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla donna, con l’applicazione del braccialetto elettronico per controllarne il rigoroso rispetto.

Pochi giorni fa è però scattato l’allarme per una presunta manomissione del braccialetto elettronico. Partite immediatamente le ricerche, anche con il contributo della Stazione carabinieri del capoluogo isolano, in pochi minuti i militari hanno rintracciato e bloccato l'uomo, che si era liberato del dispositivo elettronico e aveva quasi raggiunto la moglie.

Sono immediatamente scattate le manette per l'uomo, un tunisino 33enne, non solo per aver violato il divieto di avvicinamento alla ex moglie, ma anche per la forte resistenza opposta durante le fasi del suo arresto.

Trasferito nel carcere “Le Sughere” di Livorno, l’uomo rischia ora una pena che può raggiungere anche i sette anni di reclusione.


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