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Attualità sabato 07 novembre 2015 ore 08:00

La Fondazione fa centro, i traghetti tasto dolente

Un ricco elenco di ospiti e un tema al centro delle cronache fanno riempire la sala Nello Santi: i traghetti riescono a unire gli elbani



PORTOFERRAIO — Girava una battuta: se avessero chiuso tutti dentro l'Elba si sarebbe fermata. Perchè c'erano tutti, ma proprio tutti: politici di ogni ordine e grado, imprenditori, forze armate, stampa e rappresentanti di categoria a riempire le fila della platea oltre a molti cittadini. Merito di un panel di alto livello, certo, ma anche della sempiterna attualità dell'argomento: i trasporti marittimi hanno ancora la capacità di unire gli elbani in poche e semplici richieste.

Gabriele Canè, editorialista de La Nazione, ha tenuto bene il ritmo e i tempi, è scivolato su una battuta ma si è ripreso: lui aveva il compito di moderare l'incontro dando la parola e stabilendo il tempo del racconto. Dopo i saluti di Mario Ferrari, sindaco padrone di casa che ha scelto una deriva storica per parlare di traghetti, è stato il turno di Marco Mantovani, presidente della Fondazione e uomo sempre in orario.

"La parola magica è concorrenza - inizia, dopo aver accennato all'allungamento della pista dell'aeroporto, altra storica battaglia della Fondazione - non ho visto con piacere il passaggio di Toremar a Moby, è una stortura del mercato anche se Moby è una compagnia seria e che ha fatto molto per l'Elba. Il costo dei passaggi marittimi è un ostacolo per l'economia elbana e le compagnie devono darci una mano".

Doveva concludere, e poi effettivamente lo ha fatto, ma è stato chiamato in causa subito il senatore Marco Filippi, membro dell'VIII° commissione del Senato, quella dedicata ai trasporti e alle infrastrutture: "La continuità territoriale investe i diritti civili sanciti in Costituzione e lo Stato ha l'obbligo di rimuovere gli ostacoli per una piena realizzazione dell'individuo, così come il diritto alla concorrenza deriva dal trattato di Maastricht. Per vigilare abbiamo introdotto l'autorità di regolazione dei trasporti".

Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno pone l'accento sull'aspetto economico: "E' necessario che si riveda il regolamento di assegnazione degli slot. Un dato è importante: l'economia elbana costituisce una buona parte del pil toscano e la promozione dell'isola può attrarre investitori ma per fare questo c'è bisogno di più corse".

Sfumatura politica invece per Maurizio Serini, vice presidente provinciale di Cna: "Quello che manca fin dalla stipula del contratto di affidamento è il collegamento con il territorio. Siamo preoccupati per la rappresentanza dei territori dopo la riforma delle autorità portuali. Anche la Regione deve riconoscere l'importanza dell'Elba ma l'isola deve avere una voce unica per farsi sentire".

Giocava praticamente in casa invece Gianni Anselmi, consigliere regionale e presidente della II° commissione del consiglio regionale: "Con la Fondazione stiamo lavorando a un grande evento sul turismo da fare nei prossimi  mesi. Sono convinto che l'Elba e l'arcipelago debbano essere uno dei punti importanti del piano regionale di sviluppo che stiamo andando a redigere. La Regione ha fatto molto per l'Elba, non ultimo aumentare il contributo per l'aeroporto portandolo a 570mila euro e ora lavoreremo per l'allungamento della pista. Penso che nel rispetto delle regole la concorrenza vada incoraggiata".

Il comandante della Capitaneria di Porto, Emilio Casale, ha spiegato: "Sono necessarie anche le opere infrastrutturali per il porto di Rio Marina e Cavo. Teoricamente non c'è un limite predefinito al numero delle corse ma bisogna tenere al minimo il numero degli incroci pericolosi anche se non si può escludere un'intensificazione delle corse".

In chiusura ci sono stati anche interventi dal pubblico, da segnalare Enrico Cantone, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: "Dopo aver ascoltato tutti ho sempre l'impressione che le corse e i servizi di collegamento marittimi vengano decisi in base solo alla convenienza e che non venga valutato l'impatto per le persone. Ecco, mi sarebbe piaciuto sentir parlare di più delle persone".

Ha concluso Stefania Di Chiara, rappresentate del comitato Per un'isola meno isolata: "Mi spiace contraddire qualcuno che ha parlato prima ma noi siamo cittadini di serie B: da settembre a maggio godiamo di meno diritti degli altri. Siamo riconoscenti alla famiglia Onorato per quello che ha fatto finora per l'isola ma chiediamo che mediti sulle esigenze degli elbani e che ci ascolti: non chiediamo la luna ma cose semplici e di facile soluzione".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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