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Attualità lunedì 29 maggio 2017 ore 15:56

Il Garante della concorrenza assolve Toremar

L'Agcm analizza le spese di emissione del biglietto on line e la compagnia specifica: "Sono i costi di prenotazione"



PORTOFERRAIO — Un procedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato porta una maggiore chiarezza nella bigliettazione di Toremar.

L'Agcm era stata infatti chiamata in causa in seguito alle segnalazioni di una dicitura poco chiara presente nel titolo di viaggio e che aggiungeva un costo ritenuto illegittimo da chi prenotava on line il viaggio per l'Elba.

Nell'adunanza dello scorso 4 maggio il collegio del garante ha posto infatti fine a una procedura iniziata il 9 settembre 2016 che aveva come oggetto la voce "spese di emissione biglietto" riscontrabile anche da chi acquistava il biglietto on line. Una voce che, stando al contratto di servizio con la Regione, ammonta in misura variabile al 10% sul costo del passaggio al netto delle tasse e diritti.

Sono state quindi svolte alcune rilevazioni d’ufficio dalle quali è emerso che durante la procedura di prenotazione e acquisto di biglietti sul sito aziendale, subito dopo la selezione delle caratteristiche di viaggio, al consumatore veniva immediatamente indicato il "costo totale della prenotazione" da pagare nella transazione. 

Tale costo totale veniva poi dettagliato nelle distinte voci che lo compongono: tra esse era ricompresa la voce "spese di emissione biglietto".

Dopo vari rinvii, lo scorso 27 marzo sono quindi pervenute all'Agcm le memorie difensive finali di Toremar secondo le quali: "La specifica voce di prezzo che, nel contesto della procedura di acquisto sul sito aziendale, è denominata spese emissione biglietto si riferisce ai diritti di prenotazione al fine di garantire al consumatore la possibilità di assicurarsi il posto a bordo, acquistando il biglietto in anticipo rispetto alla data del viaggio. 

Coerentemente alla loro natura, i diritti di prenotazione vengono addebitati al cliente in relazione alle transazioni effettuate fino al giorno prima della partenza e non, invece, ai biglietti venduti il giorno stesso dello corsa prescelta".

Una maggiorazione per diritti di prenotazione che, spiega ancora Toremar, viene applicata qualunque sia la modalità di vendita prescelta: non soltanto, quindi, on line ma anche ricorrendo al call center, alle agenzie di viaggio abilitate ed alle biglietterie.

Una spiegazione che ha convinto il Garante e che ha fatto sì che Toremar, prima ancora della pronuncia definitiva, cambiasse la dicitura sul biglietto con una più chiara, sostituendola quindi con Diritti di prenotazione: "Nel dichiarato intento di migliorare la chiarezza delle informazioni rese ai consumatori sul punto contestato e nell’ottica di una piena collaborazione con l’Autorità".

La sostituzione dell’espressione è avvenuta non soltanto sul sito aziendale e sulle ricevute cartacee dei biglietti emessi da Toremar ma anche sul sito web e sui biglietti emessi da Moby.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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