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giovedì 12 dicembre 2019

Politica lunedì 19 febbraio 2018 ore 14:32

Dimissioni, passi falsi e problemi della sinistra

Giovanni Muti

Un interessante fondo a proposito della campagna elettorale a firma di Giovanni Muti, che analizza alla sua maniera i fatti degli ultimi giorni



PORTOFERRAIO — Gli italiani si avvicinano alla data del 4 Marzo in uno spirito di incertezza come mai si era verificato in questo paese. Certamente non ha aiutato la confusione creata dalla legge elettorale, né il clima generale dove prevalgono i populismi aggressivi e la strumentalizzazione di alcuni problemi molto complessi, che verrebbero risolti a suon di promesse. La situazione degli elbani, poi, è ancora più difficile.

La sinistra stanziale

Coloro che votano a sinistra, per esempio, hanno un problema in più: non hanno mai potuto votare per un elbano come candidato alla Camera o al Senato. Ai dirigenti del maggior partito della sinistra è stato addirittura vietato di entrare nella competizione regionale. Alle ultime regionali la candidatura di una dirigente elbana del PD fu bocciata dalla direzione di Piombino. Se in passato l’ideologia e il senso di appartenenza al partito rendeva queste esclusioni più sopportabili, adesso non dovrebbe più essere più così.

I compagni non dovrebbero più accettare che l’Elba venga ancora considerata, a Firenze, una zona per svaghi coloniali; una riserva importante dove eccelle la biodiversità con ricca presenza di rospi smeraldini, tartarughe marine e marangoni dal ciuffo, ma priva della specie autoctona di compagni preparati: una razza endemica con limiti biologici che impedirebbero al compagno stanziale di poter assumere ruoli amministrativi importanti. L’assessore regionale Conti lo disse chiaramente : “ Gli elbani possono fare da sé, ma non da soli”. In altre parole gli elbani, ma più precisamente i compagni elbani, sono come dei bimbi scemi. In queste elezioni speriamo che i più intelligenti, che non mancano, ne tengano conto, perché è questo che ha provocato lo spostamento di tutti i servizi essenziali oltre canale, senza che nessuno all’interno del partito aprisse bocca.

Nel centro deserta la cosa è diversa

Abbiamo Luigi La Nera candidato con Fratelli di Italia , ma per votare per lui bisognerebbe essere residenti a Livorno o a Pisa.

Al Senato c’è Luigi Coppola, candidato per “Noi con l’Italia” UDC nel Collegio Plurinominale “Toscana 2Arezzo/Pisa/Livorno/Siena/Grosseto”. Coppola conosce molto bene i problemi dell’Elba, dove lavora da anni come direttore di un noto camping/villaggio e dove ricopre la carica di consigliere nel Parco Nazionale. Per il lavoro che svolge conosce a fondo, in particolare, i problemi legati al turismo. E' una persona seria, responsabile, generosa ed onesta, sempre pronta a farsi carico dei problemi degli altri. Una vera mosca bianca, di questi tempi. E' anche molto preparato e non manca di esperienza. Avendo ricoperto per parecchi anni la carica di segretario dell'UDC per l'Elba e Val di Cornia conosce molto bene il senatore Bosi, con cui ha un ottimo rapporto, e, se necessario, ha buone entrature negli ambienti che contano, anche a Roma. Inoltre, già da diversi anni, è consigliere di Faita Toscana (l'associazione che raggruppa i campeggi, a livello regionale) dove, insieme ad altri quattro gestori di campeggio locali, rappresenta gli interessi delle strutture elbane.

Claudio De Santi

Sempre nel Centro destra abbiamo Claudio De Santi candidato al Senato per Forza Italia

De Santi, ex sindaco di Rio Elba, è molto noto a tutti gli elbani, per avere operato all’Elba come imprenditore per oltre 40 anni e per essere stato, negli ultimi tre anni, una presenza costante nella stampa dove lo hanno visto, come neo eletto sindaco di Rio, lottare per fronteggiare una situazione contabile drammatica, lasciata dalla precedenti amministrazioni.

Il modo come lo ha fatto e, soprattutto, l’abilità dimostrata nell’avere utilizzato questa situazione come un elemento determinate a favore della fusione delle due Rio, deve avere influenzato Forza Italia a volerlo come candidato al Senato. Quindi un implicito riconoscimento delle doti che gli hanno permesso di trasformare un problema in un’opportunità

E anche il suo ingresso in politica non era stata una cosa semplice. Per entrare in comune a Rio aveva dovuto battere la forza politica più organizzata dell’Elba. Radicata nel palazzo comunale di Rio da oltre 40 anni. Una forza politica che disponeva di dirigenti e sindaci di grande esperienza politica e amministrativa. Tutti avevano svolto ruoli importanti a livello elbano provinciale, regionale e addirittura Nazionale. E questo spiega perché questa vittoria fu mal digerita dagli avversari che digrignarono i denti e, appena si presenta loro l’occasione, continuano a sparare le ultime cartucce rimaste.

Le dimissioni di Ruggero Barbetti

Questa volta l’occasione è stata le dimissioni di Ruggero Barbetti da Forza Italia. Un fatto certamente importante. Ed è stato sorprendente l’intervento dell’Ex sindaco di Rio Pino Coluccia che vede le dimissioni di Barbetti come una reazione alla candidatura De Santi. In questo modo coloro che stimano Barbetti e gli elettori di centrodestra, avrebbero visto De Santi come un nemico.

Poi, in un intervento molto deciso, Barbetti ha chiarito tutto: ha detto a Coluccia che non ci aveva capito nulla. Gli ha ricordato che Claudio De Santi era candidato al Senato, qui nel nostro collegio, mentre lui sarebbe stato candidato al primo posto alla Camera in un collegio sicuro al 100x100, ma che il suo posto era stato preso da un altro”. E ‘ quindi evidente che lui non poteva esser in concorrenza con De Santi .

La vicenda umana

Ma oltre che errato è stato un intervento fuori luogo. Perché la vicenda Barbetti coinvolge aspetti che vanno oltre lo scontro riese con le solite polemiche e i suoi rancori. Vi sono dei rapporti umani che non possono essere ignorati: l’aiuto dato da Barbetti a De Santi con la gestione associata, che gli ha permesso di andare avanti e di resistere; ma, soprattutto il rapporto che Barbetti aveva con Altero Matteoli il quale lo stimava al punto di vederlo come il suo delfino. Una stima nata in decenni di collaborazione. Ma questo aspetto è stato ignorato dai dirigenti di Forza Italia. E questo ha aggiunto a questa vicenda, così drammatica, qualcosa che sa di fredda indifferenza che la rende ancora più dolorosa. Ecco perché strumentalizzarla ai fini di polemiche politiche è veramente insopportabile .

C’è da sperare che nei prossimi giorni, all’Elba, si incominci a discutere sui temi generali, che nel nostro paese si stanno dibattendo. E anche ai numerosi e seri problemi che abbiamo all’Elba. Quindi, in questi ultimi giorni chi si candida dovrebbe utilizzare tutti i mezzi possibili per connettersi con gli elettori. Soprattutto con gli indecisi che non dovrebbero farsi abbindolare da coloro che arrivano fare passerelle dal Continente. Lo dovrebbero fare i candidati Elbani e anche lo stesso Barbetti che conosce bene i problemi che affliggono quest’Isola avendo, in passato, per primo affrontato problemi come una legge speciale per L’Elba, l’elicottero con base all’Elba e altro . Lo potrebbe fare a vantaggio degli elbani, che gliene sarebbero grati, e in attesa che il suo problema venga affrontato e risolto.



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