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Politica giovedì 08 luglio 2021 ore 10:53

Ripascimento La Rossa, caso in Consiglio regionale

La spiaggia La Rossa dopo il ripascimento

Interrogazione 5 Stelle per approfondire l'iter che ha portato quella sabbia fine e bianca per il ripascimento della caratteristica spiaggia elbana



PORTO AZZURRO — "La Rossa di Porto Azzurro non c’è più. Al suo posto la Bianca di Stintino”. Così la capogruppo in Consiglio regionale Irene Galletti ha portato il caso del rinascimento della tipica spiaggia elbana in Regione Toscana attraverso una apposita interrogazione. 

“Un tempo composta da sabbia mista a ghiaia rossastra ricca di minerali, La Rossa, così è chiamata la caratteristica spiaggia nei pressi del porto, di grande attrazione turistica, e nel tempo rimaneggiata dall’erosione, a seguito di un intervento di ripascimento effettuato dal Comune a Luglio 2021, è stata ricoperta da una fine sabbia bianca, che secondo fonti stampa potrebbe provenire dalla spiaggia di Stintino in Sardegna. Un danno ambientale incalcolabile, di cui gli attori protagonisti ne dovranno rendere conto alla collettività. - ha evidenziato la consigliera regionale - Tra i coinvolti c’è anche la Giunta Regionale della Toscana, che nella programmazione degli interventi per il recupero e il riequilibrio della fascia costiera previsti per il 2021, tra le spiagge più compromesse del litorale elbano indica anche La Rossa di Porto Azzurro, con un importo stanziato di 24mila euro per 5 interventi. Poco - secondo Galletti - per un carico di sabbia proveniente dalla Sardegna, sarà bene quindi capire meglio la questione e ricostruire come si sono svolti effettivamente i fatti”.

“Quello che è certo - ha spiegato la pentastellata - è che troppo spesso si tendono a fare interventi di cosmesi delle spiagge, credendo di portare un valore aggiunto attraverso la trasformazione del paesaggio in qualcosa di simile ad altre realtà turistiche, con elementi geologicamente alloctoni e snaturando l’originaria geomorfologia dei litorali. Mentre sarebbe più opportuno preservare il paesaggio originale e combattere le ragioni che hanno portato al fenomeno erosivo sull’isola: come ad esempio l’abbandono delle campagne, un tempo ricche di vigne e coltivazioni, con canalizzazioni torrentizie che favorivano il trasporto di ciottolame e sabbie verso valle e sulle coste”.

Per la consigliera Galletti per le opere di ripascimento dovrebbero essere coinvolte le eccellenze universitarie per trovare soluzioni ambientalmente ed economicamente sostenibili.

"Quello che vogliamo sapere è come sia potuto accadere tutto questo, nel silenzio della Regione Toscana che avrebbe dovuto controllare ed accorgersi di un fatto tanto grave. - ha concluso Galletti - L’economia dell’Elba si basa sul turismo e quindi sulle sue spiagge, speriamo che la nostra interrogazione, oltre a far chiarezza sui fatti, contribuisca anche a far passare un concetto: il paesaggio e le sue peculiarità sono un tesoro che va difeso, soprattutto in una Regione che basa gran parte della propria economia sulla sua rilucente bellezza”.

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