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Cronaca Mercoledì 08 Aprile 2026 ore 09:34
Rifiuti pericolosi e manufatto abusivo sequestrati

È questo il risultato di una operazione del Roan della Guardia di finanza a tutela dell'ambiente. Denunciata una persona
PORTO AZZURRO — I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Portoferraio hanno sottoposto a sequestro un’area di circa 950 metri quadrati situata nel Comune di Porto Azzurro utilizzata come discarica abusiva.
Nell'area, come si legge in una nota della Finanza, sono state trovate 5 tonnellate di rifiuti anche pericolosi e un manufatto realizzato in totale assenza di permessi di costruzione, nell’ambito di una attività di controllo economico del territorio e di tutela dell’ambiente.
L’operazione è nata da mirate attività info-investigative ed ha permesso di accertare la presenza di un ingente quantitativo di rifiuti, tra cui materiale ferroso, plastiche, batterie esauste, motocicli e residui di lavorazioni in avanzato stato di deterioramento, ammassati senza autorizzazione e in violazione delle vigenti normative ambientali.
"In accordo al principio affermato dalla Corte di Cassazione – Terza Sezione Penale, infatti, la definizione di rifiuto contenuta nel Testo Unico Ambientale “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi” (articolo 183 comma 1 lettera a) del decreto legislativo 152/2006), deve essere interpretata in modo oggettivo e non soggettivo, definendo secondaria, se non inaccettabile, ogni valutazione basata sulla percezione personale della natura del materiale e privilegiando valutazioni legate allo stato di conservazione ovvero alle condizioni fisiche dell’oggetto (sentenza n.48316/2016)", spiegano dalla Guardia di Finanza.
Lo sviluppo dell’attività ha registrato anche la collaborazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, che ha quantificato i rifiuti rinvenuti in circa 5 tonnellate, classificandoli con i codici previsti dall’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER), necessari per le successive attività di bonifica e il ripristino dello stato dei luoghi, oltre che per il versamento alla Regione Toscana del connesso tributo speciale per il deposito in discarica, l'ecotossa, previsto dalla legge regionale 29 luglio 2016, n.45.
Il manufatto edificato nell’area tutelata paesaggisticamente, qual è l’isola d’Elba, si connota per la pavimentazione in cemento, la copertura in metallo e l’allaccio alla rete elettrica, in totale assenza di qualsiasi titolo edilizio.
Una persona è stata segnalata all’autorità giudiziaria labronica per le violazioni previste dal richiamato Testo Unico Ambientale, dal Testo Unico dell’Edilizia e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità del soggetto segnalato sarà definitivamente accertata solo all’esito di sentenza irrevocabile di condanna.
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