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Attualità Venerdì 20 Febbraio 2026 ore 15:00

"Cure palliative, è il nome che spaventa"

Foto di archivio

Francesco Semeraro, portavoce di Elba Salute, dopo l'incontro a Porto Azzurro, interviene su come funziona il servizio



PORTO AZZURRO — "Il problema non sono le cure. Il problema è il nome. Quando sentiamo parlare di cure palliative, spesso pensiamo subito alla fine, alla resa, a qualcosa di inutile. Ma è un errore profondo".

Lo scrive Francesco Semeraro, portavoce del Comitato Elba Salute.

"Le cure palliative non sono un abbandono: sono una vera forma di cura, che sostiene il paziente e chi gli sta accanto. - prosegue Semeraro - Noi di Elba Salute preferiamo chiamarle “Servizio di cura e dignità” perché questo sono. Sono medicine, ascolto, presenza, umanità. Un servizio che non si limita a curare il corpo, ma si prende cura anche delle persone che vivono accanto al malato: figli, coniugi, fratelli, familiari. Nessuno viene lasciato solo. C’è supporto psicologico costante, informazioni chiare, sostegno concreto.Chi entra in questo percorso — che noi chiamiamo “Cura e Dignità”, ma che tecnicamente sono cure palliative — non viene abbandonato. Al contrario, viene accompagnato da un’équipe composta da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e operatori qualificati".

"È una medicina che non misura il valore della vita in giorni o in mesi, ma in qualità, serenità, rispetto e umanità. - aggiunge Semeraro - Martedì 17 Febbraio, nella sala del teatro di Porto Azzurro, si è tenuto un importante incontro organizzato da Diversamente Sani, con la responsabile del servizio, la dottoressa Galli, e una psicologa. È stata un’altra occasione per chiarire un equivoco diffuso: le cure palliative non hanno l’obiettivo di “accompagnare alla fine”. Al contrario, servono a migliorare la vita, anche quando la malattia è grave. Si occupano di gestire dolore, nausea, difficoltà respiratorie, ansia, insonnia, debolezza, perdita di appetito, ma anche paura, preoccupazioni e cambiamenti della vita quotidiana".

"Si prendono cura dello stress dei familiari e li sostengono nei momenti più difficili. Per questo il nome “cure palliative”, ormai vecchio e fuorviante, continua a creare paura e incomprensioni. Ma dietro quel nome c’è uno dei servizi più importanti e più umani che abbiamo. - conclude Semeraro - Noi di Elba Salute speriamo di aver spiegato che non è un’etichetta a definire il valore di un servizio, ma le persone, la professionalità e l’attenzione che offre ogni giorno ai pazienti e alle famiglie. Un servizio che rappresenta un’eccellenza del nostro Servizio Sanitario Nazionale, e che merita rispetto, conoscenza e fiducia".


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