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Cronaca martedì 07 giugno 2016 ore 19:12

Quel salto nel vuoto verso l'azzurro

Al quarto giorno di un'intensa ricerca è stato ritrovato sopra la Caletta il corpo di Jacopo Lloyd, il ragazzo scomparso sabato mattina



MARCIANA MARINA — C'è qualcosa di sbagliato nell'azzurro perfetto del mare là sotto, a cento e passa metri. C'è qualcosa di sbagliato nell'orizzonte che si apre allo sguardo e nella stupenda costa marinese che snocciola come grani di rosario una caletta dopo l'altra. Una meraviglia che diventa in qualche modo errore quando a tutto questo volti le spalle perchè una manciata di volontari, incuranti del sole che batte e della fatica, stanno tirando su a forza di braccia il corpo di un ragazzo.

Il sole d'estate, il mare dalle mille tonalità, il profumo della macchia che ti entra dentro e vigliacco se lo mandi via, tutto questo c'era anche qualche giorno fa quando Jacopo Lloyd ha fatto quel salto di cinquanta e passa metri, forse per sbaglio, forse no, non lo sapremo mai. Doveva averle anche lui quelle cose davanti agli occhi mentre stava là, sopra la Caletta, in un punto che è chiamato la punta della Madonna dove suo padre lo portava spesso a guardare il panorama quando Jacopo voleva allontanarsi dalla gente.

E' per questo che ci è tornato, tra sabato sera e domenica mattina. Ma tutte quelle cose forse non le ha viste, forse pensava ad altro. Si è conclusa così, nel modo peggiore, la tragedia che da quattro giorni attanaglia la famiglia Lloyd. Quattro giorni nei quali la madre, il padre e il fratello battevano l'isola, sentiero dopo sentiero, cespuglio per cespuglio.

E insieme a loro decine e decine di professionisti, dalle varie squadre dei vigili del fuoco al soccorso alpino, e ancora carabinieri e guardie forestali. Ancora di più erano i volontari: tutte le associazioni elbane si sono mosse, misericordie, pubbliche assistenze, la Racchetta, tutti uniti dalle sei di mattina a buio, nella speranza che se proprio non era qui almeno fosse altrove ma che stesse bene.

Sono stati invece due giovanissimi volontari a spegnere ogni speranza, un ragazzo e una ragazza che a quell'età un cadavere non dovrebbero vederlo. Ma sono stati loro a seguire il cane per quel sentiero irto e impervio e sono stati ancora loro, con un coraggio enorme, a proseguire quando il cane molecolare si è fermato perchè la traccia era finita ma là sotto, da quello strapiombo forse si poteva vedere qualcosa, ma certo non immaginavano questo.

Ora la macchina delle ricerche ha fermato i motori e si è messa in moto quella che, in questi casi, compie la triste liturgia dell'esame da parte del medico legale, il riconoscimento e il via libera del magistrato prima che Jacopo possa tornare alla sua famiglia. Jacopo che non ha avuto modo di vedere come tutta l'isola si sia mossa in questi giorni per cercarlo, quanto è stato l'affetto dimostrato nei suoi confronti, quante erano le persone che facevano il tifo per lui.

Un'isola che ora si stringe al dolore della famiglia. E noi con loro.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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