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Attualità mercoledì 04 dicembre 2019 ore 14:43

Mare Caldo, il piano di Greenpeace arriva all'Elba

L'operazione di Greenpeace ha previsto il posizionamento di una stazione pilota per la misurazione delle temperature del mare vicino all’Isola d’Elba



MARCIANA — Monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sul mare, questo l'obiettivo di Greenpeace che ha lanciato da Napoli in occasione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona, l'operazione "Mare Caldo" che coinvolge anche l'isola d'Elba.

“Per capire cosa sta succedendo abbiamo installato insieme all’Università di Genova una stazione pilota per la misurazione delle temperature del mare vicino alla costa dell’Isola d’Elba - ha detto Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia - Il mare è uno dei nostri migliori alleati contro i cambiamenti climatici, ma affinché possa continuare a esserlo dobbiamo mantenerlo in salute".

Tramite sensori posti fino a 40 metri il progetto sarà in grado di registrare le temperature del mare in continuo a diverse profondità per due anni evidenziando variazioni stagionali, eventuali onde di calore e fenomeni anomali, con l’obiettivo di correlare i dati raccolti a eventuali alterazioni nelle biocenosi costiere e metterli a confronto con una rete di osservazione mediterranea, che nella zona manca di una stazione di riferimento.

I dati raccolti potranno servire a sviluppare misure di gestione e tutela. "La comunità scientifica - ha aggiunto - è concorde nel dire che per salvare gli oceani dobbiamo riuscire a tutelarne almeno il 30 per cento entro il 2030 con una rete di Santuari marini, a partire dal Mediterraneo”.

Il progetto “Mare Caldo” di Greenpeace e DiSTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) dell’Università di Genova, è stato sviluppato in collaborazione con Elbatech, il centrodiving il Careno e il Comune di Marciana (Livorno).

La stazione di monitoraggio è stata registrata sulla piattaforma T-Mednet e condividerà i propri dati con il network Mediterraneo, che in Italia vede come partner altri tre siti di rilevamento a Ischia, Portofino e Otranto.

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