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Attualità giovedì 28 settembre 2017 ore 16:20

Fumi nei porti, se ne occupa anche Portoferraio

Fumo nel porto di Portoferraio

Il sindaco Ferrari: "Al lavoro da tempo sulla segnalazione ricevuta dal collega di Civitavecchia, abbiamo compiti istituzionali sulla salute pubblica"



PORTOFERRAIO — “Sto lavorando da tempo sulla segnalazione e sul conseguente invito ad elevare l’attenzione sui fumi emessi dalle navi traghetto nelle zone portuali, ricevuta dal sindaco di Civitavecchia”. A parlare oggi è il primo cittadino di Portoferraio, Mario Ferrari, che era fra i destinatari della missiva inviata pochi giorni fa da Antonio Cozzolino ai colleghi delle 54 città portuali italiane”

“Oltre a prendere atto della segnalazione ricevuta – ci ha detto Ferrari – ho ascoltato con attenzione quanto detto dal nuovo comandante della Direzione Marittima di Livorno, contrammiraglio Giuseppe Tarsia, proveniente proprio da Civitavecchia, che nel suo discorso di insediamento ha toccato anche questo argomento”.

La situazione di Portoferraio è decisamente particolare, visto che a differenza di altri porti come ad esempio quello di Piombino che non ha contiguità con la città o urbanizzazioni prossime alla zona portuale, la città medicea si affaccia direttamente sulla rada nella quale transitano ed effettuano operazioni di ormeggio decine e decine di traghetti ogni giorno.

“Per prendere una posizione chiara c’è bisogno di una serie di verifiche, che ho già attivato attraverso il nostro ufficio tecnico – ha aggiunto Mario Ferrari - anche perché il comune di fronte alla salute pubblica ha compiti istituzionali. Certo, quello che si vede non basta, è necessario stabilire quantità e qualità delle emissioni in atto: accerteremo quindi quella che è la situazione attuale, anche attraverso un confronto con le compagnie di navigazione che operano nel nostro porto. Solo dopo avere il quadro completo chiederemo, se sarà necessario, alle istituzioni preposte di intervenire”.

Come si ricorderà, i sindaci finora intervenuti sulla questione (oltre a Civitavecchia, anche Genova e Porto Torres, ndr) danno rilievo alla particolare situazione ambientale delle città portuali a causa delle emissioni di anidride solforosa e ossido di azoto determinate dai traffici portuali. Della questione, intanto, ha iniziato ad occuparsi anche Arpat, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, che ha annunciato nei giorni scorsi l'avvio a Livorno di una campagna mirata di rilevazione dei dati ambientali in zona portuale e nelle aree limitrofe , al fine di ottenere un quadro conoscitivo esatto della situazione.

Fabio Cecchi
© Riproduzione riservata



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