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Attualità sabato 02 settembre 2017 ore 18:15

Fumi delle navi in porto, arrivano le foto

Una foto inviata dai lettori

I lettori ci mandano scatti da inviare al concorso fotografico indetto dall'associazione Cittadini per l'Aria. Il racconto di un'addetta alle pulizie



PORTOFERRAIO — Un mare di foto, ma anche un mare di fumo. Questo l'esito del nostro invito ad aderire al concorso fotografico dell'associazione Cittadini per l'Aria, che cerca di sensibilizzare  la cittadinanza documentando  l'inquinamento atmosferico  dei porti da parte dei traghetti.

Le foto che arrivano in redazione - e che gireremo puntualmente all'associazione per il concorso, che scade il prossimo 30 settembre - documentano tutta una serie di situazioni senza far distinzione di compagnie di navigazione, ma raccontano anche episodi come quello accaduto  alla addetta alle pulizie di una compagnia assicurativa che ha sede in uno dei primi piani del "grattacielo" (così lo chiamano impropriamente i portoferraiesi) della zona portuale, di fronte al Molo Massimo. "In realtà accade periodicamente - ci racconta la signora - che al mattino, spazzando sul terrazzo esterno che dà sul porto, si trovino accumuli di fuliggine come quelli della foto che vi ho mandato. Un fatto davvero preoccupante". Ed indicativo, aggiungiamo noi, di come la situazione anche nel porto di Portoferraio sia decisamente più a rischio salute di quanto si pensi.

Un altro dei lettori che ci hanno inviato le foto, che si è evidentemente documentato, ci ha mandato anche una sua nota esplicativa sulla situazione in atto nel porto elbano. 

"I motori, soprattutto quelli vecchi come nel caso di alcuni traghetti qui in servizio,  ma in generale tutti - ci dice fra l'altro -  hanno bisogno di essere alimentati non col gasolio normale che si mette anche nella macchina, ma con bunker,  che altro non è che gasolio addizionato di olio combustibile, molto sudicio, velenoso e dannoso e soprattutto vietato. A parte i vetri e i panni stesi questa robaccia va nei polmoni della gente e, ovviamente, in terra e di conseguenza nell'acqua".

"Competenti per questi controlli  - ci ricorda ancora il nostro attento lettore - sono, in primis, Capitaneria di Porto e Arpat. In seconda battuta, nel caso cioè di inefficienza (che mi pare palese) di questi due enti, spetta al Comune intervenire, ovviamente non direttamente, ma tramite ingiunzione all'Arpat di verificare la conformità dei carburanti usati. In caso di ennesimo diniego di intervenire si può richiedere l'intervento dei NAS e, in estrema ipotesi, della Procura della Repubblica".

 Ci auguriamo ovviamnet che tutto questo no sia necessario e che la sensibilizzazione ormai iniziata sul problema possa portare a soluzioni ragionevoli, soprattutto da parte delle compagnie e di chi deve effettuare i controlli. In attesa di ulteriori sviluppi, rinnoviamo infine l'invito a chi ne sia in possesso ad inviarci ancora foto che documentino quello che accade quotidianamente nel porto di Portoferraio.

Fabio Cecchi
© Riproduzione riservata



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