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Attualità domenica 23 giugno 2019 ore 13:50

Sara, l'Elba e l'allevamento sostenibile

Sara Esposito (foto da Facebook)

​Dalla Campania all'isola d'Elba: la sfida di Sara Esposito che ha trasformato una vacanza sull'isola in un progetto di lavoro e di vita



CAPOLIVERI — L'amore per l'isola d'Elba di Sara Esposito, come ci racconta lei stessa, nasce nel 2006 quando, dopo aver concluso il primo ciclo di studi all'università decide di venire all'isola d'Elba per una vacanza-lavoro. Ed è proprio sull'isola che conosce il suo compagno. Sara torna sempre più spesso all'isola, quasi ogni fine settimana, e inizia ad appassionarsi al suo territorio. Sara Esposito attualmente ha 37 anni ed è originaria di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, è laureata in Scienze e tecnologie agrarie e ha conseguito il dottorato in Produzioni animali. 

Collabora per un periodo con Slow Food Elba, attraverso il Mercato della Terra e del Mare, e pian piano conosce le varie aziende agricole del territorio finché nel 2013 decide di avviare una sua attività in campagna. Prima acquista gli animali e successivamente anche un terreno, che oggi è la sede della sua azienda agricola “Regali rurali”, a Lacona, nel Comune di Capoliveri, dove Sara alleva pecore, produce e vende formaggi, lana e zafferano ma organizza anche attività e laboratori.

Le pecore di Sara

Fra le varie attività organizzate nella fattoria di Sara c'è un'iniziativa che si chiama “Adotta una pecora” e quindi le abbiamo chiesto di spiegarci come funziona.

Le nostre pecore sono allevate in modo sostenibile – racconta Sara Esposito - e questo vuol dire che vengono portate spesso al pascolo per ripristinare la biodiversità, sono curate con terapia omeopatica, sono seguite una per una e  l'alimentazione è tutta a base di erba naturale che io stessa vado a raccogliere. Per fare allevamento sostenibile però i costi sono molti alti perciò come azienda abbiamo scelto questa iniziativa che permette a chiunque voglia di sostenerci. In cambio le persone riceveranno foto e informazioni sulla crescita della pecora adottata ma soprattutto prodotti di qualità garantiti dal benessere degli animali”.

Durante la tosatura delle pecore

“Alcuni elbani hanno deciso di adottare una pecora – racconta Sara - e ogni tanto vengono a trovarmi. Inoltre è importante anche il sostegno che ricevo da alcune associazioni. La tosatura delle pecore, per esempio, che si è svolta nei giorni scorsi, è stata possibile grazie al supporto dell'associazione culturale sarda 'Bruno Cucca'. Ma anche l'Accademia italiana della Cucina e l'Università del tempo libero mi hanno coinvolto nelle loro attività e quindi sono state occasioni per far conoscere il mio lavoro”.

L'azienda agricola di Sara Esposito

Ma quali sono i futuri progetti di Sara? “Uno dei progetti a cui sto pensando – ci spiega Sara - è quello di organizzarmi per poter vendere prodotti realizzati con la carne che deriva dal mio allevamento: penso per esempio al salame di pecora, un prodotto molto buono ma ancora poco conosciuto. All'Elba manca un mattatoio perciò bisogna appoggiarsi ad altre strutture fuori dell'isola per questo tipo di attività e poi seguire una serie di procedure previste dalla normativa in questo settore. Un altro progetto a cui sto lavorando riguarda invece la realizzazione di un agricampeggio, una struttura che possa permettere a chi lo desidera di vivere un'esperienza di vacanza alternativa”.

Una delle attività principali con cui Sara Esposito riesce a coinvolgere le persone sono i laboratori della sua fattoria didattica dove è possibile fare varie attività come il laboratorio dedicato alla tessitura della lana ma ci sono anche il laboratorio di educazione alimentare e altre attività da scoprire attraverso una visita guidata.

Nello staff di Sara che lavora ogni giorno nella sua azienda, c'è il marito che, pur svolgendo un altro lavoro, la supporta e poi il ricorso ai woofer, che sono persone che credono nell'agricoltura sostenibile che danno un aiuto in cambio dell'ospitalità da parte delle aziende ospitanti.

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata

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