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Attualità mercoledì 07 aprile 2021 ore 17:00

Pianosa, "sono troppi 450 accessi giornalieri"

Isola di Pianosa

L'Associazione per la Difesa dell'isola di Pianosa contesta la decisione del Parco nazionale sul numero di accessi previsti e chiede più manutenzione



CAMPO NELL'ELBA — Il Parco nazionale Arcipelago toscano ha stabilito di permettere 450 accessi giornalieri sull'isola di Pianosa ma questa scelta non è stata favorevolmente accolta dall'Associazione per la Difesa dell'isola di Pianosa che è intervenuta per spiegare come invece sarebbe necessario investire sull'isola per la manutenzione.

"Il Parco ha aumentato il numero di persone, che giornalmente possono risiedere sull’isola: da 341, di cui 91 stanziali più 250 giornalieri, a 450, di cui 91 stanziali e 359 giornalieri. Il numero dei locali non comprende i Carabinieri, la Capitaneria di Porto, i detenuti, le guide e il personale delle cooperative presenti sull'isola, pertanto il numero di 450 è destinato ad essere costantemente superato".

Si apre così l'intervento dell'Associazione per la Difesa dell'isola di Pianosa, a firma del presidente Giuseppe Mazzei Braschi.

"Per di più il martedì si va in deroga con le altre 200 persone della nave di linea. - si legge nella nota dell'associazione - Le spiegazioni del Parco circa l'aumento del numero delle persone non sono giustificabili perché, secondo noi, le escursioni e le attività programmate non sono sufficienti a distribuire tutti i turisti nell'arco della giornata, specialmente in questo periodo di pandemia, con il rispetto delle disposizioni anti Covid. Di conseguenza, a partire dall’apertura dell’attività turistica, ci sarà un numero sempre maggiore di visitatori che si trasferirà sulla spiaggia, litorale che risulterà totalmente minacciato, specialmente nella zona dove sono presenti le dune con la fioritura spontanea dei gigli e delle rughette di mare".

Edifici pericolanti a Pianosa (foto di repertorio)

"Un’isola di una grandissima fragilità, - spiegano dall'associazione - completamente antropizzata e ormai abbandonata, o quasi, da venticinque anni. Le manutenzioni sono per lo più inesistenti e non solo per quanto riguarda le case o i tanti muri a secco, ma anche per l’approvvigionamento idrico: pochissimi pozzi ancora in funzione e a rischio crolli, il sistema fognario assente; l’approvvigionamento elettrico da molti anni è giudicato a pericolo di interruzione per le cattive condizioni dell’unico cavo che collega Pianosa all’Elba".

"Il Comune, in accordo con il Parco, - proseguono dall'associazione - ha deciso di costruire dei bagni pubblici, e questa è una buona notizia. Quello che ci chiediamo è se l'apertura a più turisti porterà benefici all’isola, o se aumenterà solamente l'introito dei ticket di accesso. Come associazione vogliamo che l'isola sia accessibile a tutti, ma vorremmo anche vedere diminuire le transenne che delimitano l'accesso al porto per la caduta di calcinacci dalle abitazioni, ormai lasciate all'incuria del tempo; vorremmo condividere con i turisti, ad esempio, la storia del Forte Teglia, costruzione che sovrasta l'ingresso del porto, una volta a difesa dell'isola, ma ora immagine di abbandono; vorremmo rivolgerci a tutti, ma nel rispetto della terra chi ci accoglie, già fragile, in precario equilibrio".

"Come vogliamo che sia il futuro di Pianosa? C’è l’intenzione in una qualunque maniera di farla rivivere, oppure vogliamo continuare a trattarla come la gallina dalle uova d’oro? Pianosa ha bisogno di investimenti non di speculazioni. Altrimenti è solo sfruttamento", concludono dall'associazione.

                                                                                               

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