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Cronaca mercoledì 06 aprile 2016 ore 09:44

Disposta la perizia psichiatrica per Giardiello

Si è svolta ieri l'udienza davanti al Gup: resta in carcere l'uomo che sparò e uccise l'avvocato Lorenzo Claris Appiani nel tribunale di Milano



BRESCIA — Punta all'incapacità di intendere e volere la difesa di Claudio Giardiello, l'uomo che un anno fa riuscì a introdursi armato dentro il palazzo di giustizia di Milano e aprì il fuoco uccidendo tre persone, tra cui l'avvocato elbano Lorenzo Claris Appiani.

Il Gup di Brescia Paolo Mainardi ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica presentata dall'avvocato difensore Andrea Dardè ma ha al contempo stabilito che l'imputato resti in regime di restrizione della libertà in carcere. Durante l'udienza, durata meno di due ore, Giardiello era presente in aula così come lo erano i familiari delle vittime, compreso il padre di Lorenzo, Aldo Claris Appiani.

L'udienza è stata così aggiornata al prossimo 19 aprile quando dovranno giurare i medici psichiatri, che effettueranno la perizia. "Ci sono degli elementi per dire che Giardiello fosse incapace di intendere e volere? Per noi sì - riferisce l'avvocato difensore Dardè all'Ansa - per gli avvocati di parte civile no e quindi bene hanno fatto i giudici ad accogliere la richiesta di perizia".

Sul banco degli imputati anche Roberto Giuseppe Piazza, una delle guardie giurate addette ai controlli all'ingresso di Palazzo di giustizia di Milano: per lui l'accusa è di aver mancato i controlli che avrebbero scoperto la pistola che Giardiello teneva nella borsa e che avrebbero sventato il triplice omicidio del 9 aprile.

Aldo Claris Appiani affida il suo sfogo ai social network: "Come dice Alberta giardiello, con la g minuscola - scrive il padre della vittima - è un mollusco che non ha il coraggio di rivendicare neanche il suo essere malvagio e artefice di delitti efferati. Si rifugia dietro l'incapacità di intendere, piagnucolando un pentimento falso come Giuda. Un uomo di m... vissuto nella prepotenza contro i più deboli e nella menzogna. È' stato facile per lui sparare contro un ragazzo disarmato che stava giurando di dire la verità, chiamato da lui in una trappola. Che coraggio gli dava la Beretta!".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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