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Attualità mercoledì 24 giugno 2020 ore 08:00

A Portoferraio fiorisce l'ibisco delle Norfolk

Il fiore dell'albero Laugaria patersonii
Foto di: Antonello Marchese

Antonello Marchese descrive i motivi per cui tale albero si trova all'Elba e invita a non introdurre piante che potrebbero danneggiare l'ambiente



PORTOFERRAIO — È in fiore l’Ibisco delle Norfolk (Lagunaria patersonii) albero introdotto nel nostro ambiente mediterraneo dalle lontane isole australiane Norfolk e Lord Howe, i cui fiori ricordano le nostre malve e i più esotici ma meno imponenti arbusti di ibisco, come spiega Antonello Marchese, guida ambientale e fotografo naturalistico. 

"Per la sua origine da quelle lontane isole è detta appunto Ibisco delle Norfolk. - spiega Marchese che ha fotografato la fioritura - All’Elba la incontriamo soprattutto a Portoferraio, con circa 18 piante nei giardinetti di fronte al piazzale della banchina di Alto Fondale, in prossimità ai monumenti ad Ilario Zambelli ed Antonio Zara; un esemplare si incontra in viale Elba e ancora un altro è presente all’interno dei giardini delle Ghiaie, albero che alcune estati or sono, durante una migrazione di farfalle, le vanesse del cardo, fu letteralmente ricoperto dai lepidotteri".

"È un albero di piccola o media grandezza, sempreverde, di forma piramidale, - spiega Marchese - con la chioma che può ricordare agli osservatori meno attenti il nostro leccio, anche per il colore grigio del fusto e per le foglie lanceolate, dalla pagina superiore scura e quella inferiore chiara".

"È molto resistente all’inquinamento e si adatta a ogni terreno e può essere utilizzata in alberature stradali costiere e con altri scopi ornamentali nei centri urbani prossimi al mare. Ma sicuramente la fase più interessante per quest’essenza di importazione è la fioritura che ha luogo da maggio a luglio, quando la chioma si copre di moltissimi fiori rosa larghi fino a 6 cm, che ricordano quelli dell’ibisco".

"L’introduzione della Lagunaria, se vogliamo, è il retaggio di una lontana tradizione di acclimatazione di specie esotiche iniziata più di un secolo fa con gli esperimenti di Giorgio Roster e Giuseppe Garbari nella Valle dell’Ottone, quando i due appassionati naturalisti si dedicarono con grande passione ed impegno economico, accompagnati da finalità scientifiche e ornamentali, a inserire specie esotiche, tra le quali un gran numero di palme, sulla nostra isola".

Infine Marchese ricorda che nel realizzare giardini è bene informarsi e privilegiare le specie locali per evitare di introdurre specie aliene che potrebbero danneggiare la biodiversità elbana.



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