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venerdì 24 marzo 2023 ore 16:38

Rigassificatore, "limitato riparo dai venti"

Pubblichiamo alcune considerazioni fatte Giovanni Castaldi, ex comandante di grandi navi originario di Porto Azzurro oggi a Roma



PIOMBINO — Sul rigassificatore nel porto di Piombino è intervenuto Giovanni Castaldi, ex comandante di grandi navi nato a Porto Azzurro nel 1944 e oggi residente a Roma.

Castaldi, forte della sua esperienza quarantennale a bordo di grandi navi in Sud America, Medio Oriente, Olanda e Stati Uniti, ha inviato un parere sul caso Piombino. Nel 2005, inoltre, è stato nominato "Maestro del Lavoro" dal Presidente Ciampi.

"Un paio di giorni fa ho avuto occasione di vedere ormeggiata la Fsru (Floating Storage Regasification Unit) Golar Tundra alla banchina Est della Darsena Nord del porto di Piombino, ubicazione scelta per il progetto di rigassificazione che dovrebbe entrare in servizio tra poche settimane. Pur dissociandomi dalle argomentazioni apparse in questi mesi sui media circa tale progetto, da uomo di mare, ex comandante delle navi più grandi mai costruite e con una certa esperienza su navi metaniere, mi sia permesso di offrire un mio parere prettamente marittimo su questo progetto. - ha esordito Castaldi - Nulla da eccepire sulla sicurezza offerta dalle navi metaniere, oggigiorno le navi metaniere in circolazione hanno un elevato standard di sicurezza tecnico/operativa e, in quanto tali, sono armate con equipaggi adeguati e ben familiarizzati, sono navi molto controllate e quindi offrono un elevato standard di sicurezza. Impianti come quello a Piombino non sono una novità, nel mondo esistono molti impianti Fsru che operano sia al largo delle coste e alcuni di essi all’interno degli ambiti portuali senza che si siano verificati incidenti eclatanti. Detto questo, nel caso specifico di Piombino e da un punto di vista prettamente marino ho invece qualche perplessità che potrebbero costituire oggetto di attenzione e preoccupazione soprattutto con condizioni meteo avverse, condizioni meteo che oggigiorno assomigliano troppo spesso a veri e propri fortunali di breve ma forte intensità".

"Le navi metaniere in generale, sia cariche che scariche, offrono una notevole superficie esposta ai venti con il conseguente pericolo di sovraccaricare il sistema di ormeggio della nave e i punti di attracco del pontile. Tutto ciò, l’aumento di tensione sui punti di ormeggio, ovviamente viene accentuato quando la Fsru Golat Tundra ha affiancata ed ormeggiata la nave Lng. - ha proseguito - Il pontile di attracco del Fsru, Banchina Est, è un pontile in cemento di recente costruzione collaudato nel Giugno 2019 che, per quanto destinato alla protezione della darsena Nord dal moto ondoso, offre un limitato riparo dai venti provenienti dai quadranti meridionali, in altre parole, sia la Fsru che la nave Lng rimangono esposte ai venti dai quadranti meridionali che in quell’area sono quelli più intensi e predominanti. Dato che quel pontile, nel progetto iniziale, era sorto nell’ambito di un progetto di attività di smantellamento delle navi, manutenzione e refitting navale, spero siano stati effettuati nuovi studi sull’adeguatezza dei punti di attracco e che gli stessi offrano un adeguato margine di sicurezza alla luce del diverso utilizzo del pontile e soprattutto per la presenza di due navi metaniere affiancate". 

"Dato che il progetto è ormai nelle sue fasi finali e in dirittura di arrivo, mi sia permesso di consigliare alle Autorità Portuali/Istituzionali di stabilire parametri molto conservativi sui limiti della forza del vento per l’attracco e disormeggio della nave Lng, limiti molto conservativi per sospendere le operazioni di trasferimento del Lng, limiti molto conservativi per la disconnessione dei bracci di carico ed infine parametri molto conservativi per un eventuale disormeggio di emergenza della nave Lng. Considerando che la fase più critica da un punto di vista operativo e marittimo è quando le nave Lng rimane affiancata alla Fsru, la discarica del Lng dovrebbe avvenire nel più breve tempo possibile, senza interruzioni o soste. In altre parole la nave Lng dovrebbe rimanere affiancata alla Fsru unicamente per il tempo necessario alla discarica. Infine, il porto di Piombino dovrebbe essere permanentemente dotato di un numero adeguato di rimorchiatori di potenza adeguata sia per le manovre di routine per l’accosto e disormeggio della nave Lng ma soprattutto, per essere di valido supporto, nel caso di peggioramento delle condizioni meteo, per tenere le due navi accostate a banchina e/o in ultima analisi, assistere la nave Lng in caso fosse imprescindibile disormeggiarla e portarla fuori dall’ambito portuale".

"Dal mio punto di vista prettamente marino, - ha concluso - vista la limitata area di manovra a ridosso del pontile di Piombino e soprattutto l’assenza di un riparo dai venti meridionali, sarebbe stato più sicuro effettuare il progetto fuori dell’ambito portuale anche se ciò avrebbe comportato un certo ritardo sul progetto e sicuramente maggiori costi per le infrastrutture".


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