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Attualità martedì 11 luglio 2017 ore 09:00

Vela, Vincenzo Onorato campione del mondo ORC

Vincenzo Onorato

L'armatore e timoniere di Mascalzone Latino vincitore con il suo Cookson 50. E' il suo settimo titolo mondiale



TRIESTE —
Com'era nell'aria, si è deciso tutto all'ultimo giorno. Due valide regate con soli quattro punti totali sono state sufficienti a sigillare il primo posto assoluto e il titolo mondiale per Vincenzo Onorato ed il suo Mascalzone Latino, che da alcuni anni rappresenta con orgoglio nel mondo i colori dello Yacht Club de Monaco. Solo un punto di distacco per i validi inseguitori e rivali di tutta la settimana: il secondo classificato è il TP52 Freccia Rossa di Vadim Yakimenko e lo Swan 42 Sheraa YCH di Maurizio Poser, in testa sino a venerdì sera.

Un grandissimo sabato quindi per Vincenzo Onorato, che per la prima volta alza al cielo il trofeo più alto per le classi d'altura attuali, a diciassette anni dal primo campionato mondiale conquistato nell'IMS, a Newport, nel 2000, quando era il sistema di rating più in voga. In mezzo, altri cinque titoli differenti (a squadre e con i monotipi Mumm 30 e Farr 40), per un totale di sette oggi nel portfolio del celebre armatore-timoniere napoletano.

Un grandissimo campionato naturalmente per l'equipaggio tutto italiano a bordo del Cookson 50 blu, che si distingue per un tasso di "triestinità" significativo. A bordo dell'imbarcazione campione del mondo ORC 2017 assoluto nella “classe A” c'erano: Vincenzo Onorato al timone, Lorenzo Bressani alla tattica, Francesco Mongelli navigatore, Leonardo Chiarugi alla randa, Stefano Ciampalini, Andrea Ballico e Lorenzo De Felice alle scotte, Matteo Savelli alle drizze, Filippo La Mantia all’albero, Davide Scarpa e Daniele Fiaschi prodiere ed aiuto prodiere, jolly Pietro Manunta. Dal gommone Marco Savelli, coach e sail design del team di lunga data. All’infaticabile Savelli senior va il merito di aver progettato tutto il set di vele 2017, costruite interamente in Italia presso la veleria Millenium, seguendo i dettami di un suo brevetto unico al mondo per costruire vele monolitiche in fibre aramidiche e di carbonio.

Una grandissima settimana, da incorniciare visto il risultato finale. Era iniziata molto bene con le prove d’altura, svolte consecutivamente fra lunedì e martedì, con un secondo e un undicesimo parziale: quest’ultimo sembrerebbe un risultato un po’ deludente, ma in realtà Mascalzone Latino aveva tagliato il traguardo per primo in tempo reale, e l’esito non particolarmente positivo (scartato nel computo finale) era giustificato da un evidente rinforzo del vento dopo l’arrivo di molti dei più “grandi” che ha favorito gli immediati inseguitori, più piccoli e con un rating decisamente più redditizio. Nelle sei restanti regate più corte svolte da mercoledì a sabato, poi, il totale dei punteggi e la media aritmetica sono stati migliori di tutti, seppure con un margine minimo, con una distribuzione di risultati dal primo (nella quinta) al quarto (la terza e la quarta), passando per due secondi (la settima e l’ottava) e un terzo (la sesta). Un “filotto” di grandi piazzamenti invidiabile, insomma, tant’è che il computo finale è quello di un risultato vincente e più costante anche di chi, come Sheraa YCM, aveva saputo conquistare ben tre prove nella serie.

Si conclude così nel migliore dei modi quest’ultima regata mediterranea che serviva all’equipaggio dei Mascalzoni per fare esperienza prima di correre i due impegni più duri della stagione, in programma dopo l’estate. Il Cookson 50 di Onorato verrà infatti trasferito in Asia per partecipare alla Volvo Hong Kong to Vietnam e, a fine anno, alla mitica Sydney to Hobart.

Vincenzo Onorato, armatore e timoniere di Mascalzone Latino: «Vincere questo Mondiale così difficile e stressante ha comportato una notevole concentrazione in tutte le prove. Questo è un regalo bellissimo, soprattutto perché con un equipaggio del genere era impossibile perdere. Sono doppiamente felice perché accanto a me ho avuto Lorenzo Bressani, un campione vero, che ha vinto un Mondiale nelle acque di casa: voleva vincere, ci teneva a vincere, e ha portato l’equipaggio alla vittoria. Dedico questa vittoria al mio grande amico Paolo Venanzangeli, scomparso dieci anni fa alla vigilia della Coppa America di Valencia».



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