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martedì 19 novembre 2019

Politica giovedì 20 giugno 2019 ore 16:30

Querela per diffamazione, precisazioni di Gemelli

Mattia Gemelli

Il presidente del Consiglio comunale di Rio spiega le motivazioni della querela. Il sindaco ha querelato anche il gruppo di minoranza "Terra nostra"



RIO — La diffusione della notizia sulla querela presentata dal sindaco e presidente del Comune di Rio, per diffamazione aggravata attraverso l'utilizzo di Facebook da parte dell'amministratrice di un gruppo (leggi qui l'articolo), ha suscitato vari commenti favorevoli o contrari anche sui social.

Inoltre il sindaco di Rio, Marco Corsini, ha presentato querela anche contro il gruppo di minoranza "Terra nostra" per i contenuti di un post pubblicato su Facebook e inviato anche alla stampa.

Mattia Gemelli, presidente del Consiglio comunale di Rio, intervie per fare alcune precisazioni su quanto accaduto.

"A fronte di quanto accaduto nei giorni scorsi circa il procedimento penale che io e il sindaco Corsini abbiamo avviato, - dichiara Mattia Gemelli - mi preme chiarire alcuni aspetti. Coloro che ritengano che lo scrivente abbia voluto far censura, per forza di cose si trovano in mala fede. Questo perché in contrasto con la mia (da sempre) sportività, nonché con il mio continuo apprezzamento verso coloro che vogliano contribuire al progresso o al sano miglioramento: non solo per quanto concerne la mia 'vita' amministrativa, ma personale bensì professionale".

"Il sottoscritto, - prosegue Gemelli - in quanto garante dei lavori del Consiglio comunale, nonché delegato al bilancio, (che ricordo, dopo vari e vani tentativi di spiegarlo, essere uno dei motivi tecnici che hanno causato i ritardi nei lavori) ha sempre lavorato nella trasparenza e al completo servizio del paese ; sottraendo - orgogliosamente, s'intenda..! - tempo ai miei impegni accademici e personali". 

"Per cui, - spiega Gemelli - non si discute di tentativi dittatoriali di sopprimere critiche, ma di tutelare la mia persona, la mia reputazione e la mia famiglia da attacchi gravi e diffamatori tali da partorire consigli circa lo 'sputarmi in faccia guardandomi allo specchio, la mattina' o rispetto al fatto di giostrarmi tra 'le pastette' (ma c'è di più tra gli screenshot allegati alle querele...!)"

"Non posso, pertanto, permettere a nessuno di offendermi e offendere l'amministrazione che rappresento, - conclude Gemelli - soprattutto da parte di coloro che non conosco e che non conoscono l'impegno e il sacrificio che impiego ogni giorno per adempiere alla missione che ho assunto attraverso il voto dei miei concittadini. Se qualcuno ha diffamato e infamato, e nel caso in cui il giudice lo rilevasse, dovrà rispondere davanti alla legge penale, ferma restando la facoltà di costituirmi parte civile nelle more processuali".



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