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Cronaca lunedì 16 novembre 2015 ore 18:02

Non era diffamazione, il sindaco perde la causa

Il sindaco di Portoferraio aveva querelato una cittadina per alcune frasi ritenute offensive su Facebook ma il giudice dispone l'achiviazione



PORTOFERRAIO — "Ora finalmente vi posso raccontare quello che è successo tra me Giada Venturini e l’architetto Mario Ferrari, “in proprio e nella sua qualità di rappresentante dell’amministrazione comunale di Portoferraio".

Comincia così la lettera arrivata in redazione che rende noto lo scontro legale fra una cittadina e il suo sindaco. Il tutto comincia il 13 novembre 2014 quando la giovane militante del gruppo civico Cambiare in Comune si sfoga sul popolare social network: "Io sono allibita delusa e incavolata nera. Stanca di tacere davanti a questi sistemi schifosi. Una bassezza unica. Mario (Ferrari, ndr) mi ha fregata perché credevo molto in lui come persona rispettosa, corretta ma invece o si droga pesantemente e il primo progetto sarà una piantagione a Montecristo o non ha un carattere decisivo e ci gestisce qualcun altro, oppure e' veramente tutto l'opposto della bella persona che pensavo fosse...".

Un post certamente duro che fa attivare il primo cittadino per preservare la dignità della carica che ritiene lesa. "Il 15 Giugno 2015 - racconta ancora Giada - mi viene notificato dal tribunale di Livorno l’atto di opposizione all’archiviazione per una querela del 12 Febbraio 2015, giorno in cui Mario Ferrari mi denuncia per diffamazione.

.Accusata di aver scritto “frasi offensive della persona del querelante e dell’organo istituzionale di sindaco di cui ricopre la carica, e di aver usato termini definiti pesantemente negativi nei confronti del carattere dell’Arch. Mario Ferrari. L’atto di denuncia termina con la richiesta di punizione, nonché la condanna al risarcimento danni morali e materiali pari a 2mila euro da parte del querelante e della Giunta".

"Tutte le accuse nei miei confronti vengono archiviate il 7 maggio 2015 dal GIP di Livorno che le definisce “critica politica”. A questo punto il Sindaco e la Giunta ci tenevano particolarmente a punirmi, ed ecco perché ricevo l’atto di opposizione all’archiviazione. Scopro così cosa mi stava succedendo, ormai da mesi a mia insaputa: il 25 Settembre 2015 avrei avuto la mia prima udienza. 

A questo punto avevo bisogno di un avvocato e di tanta, tantissima calma. Finalmente il 7 Novembre 2015 viene comunicata la sentenza, con la quale il Gip di Livorno mi scagiona da tutte le accuse, dichiarando che “le frasi censurate non superano i limiti del diritto di critica e dispone nuovamente e definitivamente, l’archiviazione del procedimento penale per infondatezza della notizia di reato".

Una vicenda sicuramente inusuale, a memoria infatti una reazione istituzionale del genere non si ricorda, ma che lascia alla Venturini una domanda: "Mi resta solo una domanda da porvi come cittadina: ma queste 2.537 euro impegnate dal comune di Portoferraio per sostenere la causa penale nei miei confronti, non potevano essere spese per qualcosa di utile?"

Luca Lunedì
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