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martedì 25 febbraio 2020

Politica mercoledì 12 ottobre 2016 ore 15:57

Botta e risposta Bosi - PD

L'ex sindaco e il circolo di Rio Marina e Cavo dibattono sui lavori effettuati nella zona del Piano durante le passate amministrazioni



RIO MARINA — "L'ex assessore della Provincia di Livorno, con delega alla difesa del suolo e alla viabilità, Catalina Schezzini, conferma la mia versione dei fatti e cioè che dopo il primo sprofondamento del 2008 il Comune di Rio Marina interessò la Provincia, competente per materia, anche per avviare uno studio di monitoraggio e controllo dell'area". 

Comincia così la replica di Francesco Bosi nella polemica nata in seguito alla pubblicazione degli studi condotti sul Piano in relazione agli sprofondamenti del terreno. 

"Questo è proprio quanto ho affermato in replica ad una dichiarazione del PD di Rio Marina che sosteneva esserci stata inerzia, da parte dell'amministrazione da me guidata, nella gestione del fenomeno sinkole. 

Non comprendo invece perché avrei chiamato in ballo, in maniera inesatta, la stessa Schezzini. Osservo invece come la descrizione dei fatti fornita dalla Schezzini costituisca una netta e chiara smentita al contenuto del comunicato del PD al quale ho indirizzato la mia replica".

Intervento al quale risponde il circolo PD di Rio Marina e Cavo: "Il nostro impegno rimane quello di portare a soluzione i problemi del Piano di Rio, per questo ci siamo attivati con i rappresentati del territorio sia livello nazionale, la deputata Silvia Velo, sia a quello regionale, il consigliere Gianni Anselmi. 

Lo scorso 6 ottobre ci siamo riuniti e, con il contributo del geologo Enrico Regini, abbiamo esaminato gli studi unificati finanziati dalla Regione Toscana. Dopodiché abbiamo emesso un comunicato frutto della nostra discussione. Un comunicato a cui, benché non menzionato, è seguita la replica di Francesco Bosi il quale, sicuramente, essendo ex sindaco, ex parlamentare ed ex sottosegretario di stato, ben conosce la legge 225/1992 la quale individua il sindaco quale autorità comunale di protezione civile. 

Pertanto ben sa come il sindaco di Rio Marina fosse tenuto a provvedere agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale. 

In conseguenza di ciò è inutile tirare in ballo la provincia di Livorno e, meno che mai, l’allora assessore ai lavori pubblici Catalina Schezzini. L’ex sindaco Francesco Bosi si dice disposto a un confronto pubblico. Bene, prima però è necessario che l’ex sindaco comunichi la data e il numero di protocollo con cui nel 2008 (gennaio o maggio che sia) adempì il suo ruolo di autorità comunale di protezione civile, e renda nota la data e il numero di protocollo con cui chiese alla Provincia di Livorno di commissionare all'Università la Sapienza di Roma gli studi del sottosuolo per radiografare il più vasto fenomeno di sinkole. 

Richiesta che Bosi afferma di avere reiterato nel novembre 2009. Ci pare utile avere un confronto davanti ai cittadini, tuttavia è necessario avere solidi e validi documenti d’appoggio, poiché verba volant, scripta manent. Cioè le parole volano, gli scritti sui quali discutere rimangono, cosa finora sconosciuta. 

Permane tuttavia un nostro convincimento: gli studi dovevano essere promossi nel 2008, e in tal modo i finanziamenti pubblici per la messa in sicurezza del bacino idrografico del Riale, sarebbero stati utilizzati per i lavori a monte e non per quell'inutile e brutto muraglione che taglia in due la parte finale dell'alveo della valle. 

Una opinione che hanno anche i cittadini del Piano di Rio ai quali, casomai, spetta anche promuovere un’eventuale class action". 



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