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Attualità mercoledì 20 dicembre 2017 ore 06:59

Alessi: "De Santi avrebbe dovuto solo tacere"

Danilo Alessi

Duro attacco dell'ex sindaco: "Non può pretendere le scuse da chi giustamente lo ha criticato per la sua fallimentare e rancorosa amministrazione"



RIO ELBA — L'ex sindaco di Rio Nell'Elba Danilo Alessi ci invia una propria nota, che pubblichiamo integralmente.

"Non ho ancora avuto l’opportunità di prendere visione della complessa e articolata deliberazione del Commissario prefettizio di Rio Elba, sulla quale, in accordo con altri, mi riservo di entrare successivamente nel merito, anche se appare evidente che essa, pur registrando alcune palesi anomalie comportamentali della precedente amministrazione, si limita a prendere atto della pronuncia della Corte dei Conti, peraltro già nota, senza tener conto delle controdeduzioni ancora in essere che la minoranza e la ex responsabile dell’ufficio finanziario, insieme alla dottoressa De Castelli, hanno inviato alla Corte stessa.

La vicenda, pertanto, è da ritenersi tutt’altro che chiusa ed avremo occasione di riparlarne a tempo debito.

Certo è che fa specie leggere le dichiarazioni di un Sindaco che si vanta di aver salvato il paese facendosi dimettere dal proprio Consiglio Comunale e che pretende le scuse da chi giustamente e severamente lo ha criticato per la sua fallimentare e rancorosa amministrazione.

Un Sindaco che ha inondato mezzo paese di avvisi di mora, pretestuosi e privi di fondamento, non più ritirati, come nel caso di Bagnaia e di Nisporto, facendo credere che qualcuno si fosse appropriato di denaro pubblico, infamando persone oneste e creando profonde lacerazioni nel tessuto sociale della comunità riese.

Un Sindaco che compie un vero e proprio abuso di potere trattenendo la relazione Merlini/De Castelli per poi spedirla l’ultimo giorno utile in modo che la Corte non potesse esaminarla contestualmente a quella ufficiale del Revisore del conto, su cui grava la riserva “di successive fasi di controllo” per la presenza di dati contabili e analisi inesatti e contradditori in essa contenuti.

Un Sindaco, unico caso in Italia, che abbandona il proprio Comune a sé stesso per manifesta incapacità a far fronte ad una situazione amministrativa pur critica ma simile a centinaia di altri Comuni, venendo meno agli impegni elettorali assunti con la popolazione e consegnando il paese, per la prima volta nella storia di Rio, in mano ad un commissario prefettizio.

Un Sindaco che nelle ultime settimane della sua gestione propone un referendum consultivo per la fusione dei due Comuni riesi dopo che per tre anni ha speso il suo tempo con la gestione associata di un altro Comune e per di più rassegnando le dimissioni senza attendere l’esito del voto referendario.

Un Sindaco che non si fa scrupolo di violare le norme di trasparenza della Pubblica Amministrazione e quelle di gestione del protocollo comunale, avvalendosi di un protocollo tutto personale a seconda delle sue soggettive e discutibili valutazioni d’ordine amministrativo, così come in più occasioni ha tentato di impedire, con arroganza e atti autoritari, il libero esercizio delle funzione della minoranza.

Un Sindaco così, che fugge dinanzi alle proprie responsabilità e che lascia dietro di sé un paese disastrato che nessun alibi di pretestuosa fusione potrà presto rimettere in piedi, dovrebbe solo tacere e avere l’umiltà di riconoscere i propri gravi errori."


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