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Attualità lunedì 06 agosto 2018 ore 17:10

Elba, un punto di ascolto contro la violenza

La campagna della Polizia di Stato contro la violenza

Iniziativa del Commissariato di PS elbano: un momento di ascolto con rispetto totale della privacy, a disposizione uno psichiatra. Modalità e contatti



PORTOFERRAIO — A seguito dell’ultimo arresto eseguito dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Portoferraio unitamente al Commissariato di Pontedera ed a numerose segnalazioni ricevute, soprattutto nel periodo delle vacanze estive, da parte di donne oggetto di violenze o di atti prodromici quali pressioni, sms ripetuti, attenzioni non corrisposte, pressioni per incontri, la Polizia di Stato sceglie di stare vicina alle donne rinnovando la campagna “…Questo non è amore” con una iniziativa del tutto nuova. Il Commissariato di P.S. mette a disposizione, con garanzia di assoluto anonimato e tutela della privacy, un momento d’incontro settimanale volto a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, donne della Polizia di Stato e lo psichiatra Dottor Adolfo Santoro che offrirà gratuitamente, in collaborazione con la Polizia di Stato - Commissariato di P.S., la propria competenza. Per prendere appuntamenti con il team di esperti all’interno del Commissariato di P.S., presso la Squadra Anticrimine, occorre semplicemente comporre il numero 0565-919511, oppure comm.portoferraio.li@pecps.poliziadistato.it Un’idea, quella del progetto contro la violenza di genere che, partito a luglio del 2016, ha consentito di contattare decine di migliaia di persone, in maggioranza donne, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e di intervenire su situazioni di violenza e stalking che diversamente sarebbero potute rimanere ingabbiate nel dolore domestico. La leggera flessione dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione: non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma perché l’esperienza di polizia mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia. Un quotidiano fatto di attenzioni morbose, di comportamenti aggressivi e intimidatori che vengono letti come espressione di un amore appassionato e di una gelosia innocua, anche da madri, sorelle e amiche, ma che è spesso il triste copione di un crescendo di violenza che si alimenta con l’isolamento. Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.  In questa prospettiva si muove l’adozione del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate. Per quanto concerne l’Isola d’Elba, l’iniziativa del tutto nuova è stata possibile grazie alla collaborazione del dr. Adolfo Santoro.

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