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Attualità venerdì 24 aprile 2020 ore 07:00

Turismo, idee per la fruizione delle spiagge

Spiaggia di Naregno (foto di repertorio)

Pensare alla ripartenza del turismo significa anche capire in che modo potranno essere organizzate le spiagge per garantire il distanziamento sociale



PORTOFERRAIO — Nel tempo sospeso dell'emergenza Covid-19, dove tutta l'Italia attende di sapere quali saranno dal 4 Maggio le modalità di ripresa da un lato dell'economia, dall'altro dello spostamento dei cittadini sul territorio, all'Elba si attende anche di conoscere come e quando potrà partire la stagione turistica. Uno degli elementi che in questi giorni occupano il dibattito a livello nazionale nelle varie zone turistiche di Italia riguarda le modalità di fruizione delle spiagge. A questo proposito molte sono le ipotesi formulate ma un dato pare ormai certo e cioè che per alcuni mesi la regola del distanziamento sociale per contrastare il rischio di contagio Covid accompagnerà tutte le attività e quindi anche l'accesso alle spiagge.

Spiaggia di Fetovaia (foto di repertorio)

“Quando riapriranno gli stabilimenti balneari non sono in condizione ancora di dirlo, lo dirà la comunità tecnico-scientifica”. Così ha risposto ieri durante il Question time alla Camera, Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali e del turismo, dopo però che comunque da alcuni giorni è già stato dato il via libera per le manutenzioni agli stabilimenti balneari. Non si conosce ancora se il distanziamento sociale anche sulle spiagge dovrà rispettare la regole di un metro o se invece dovrà essere esteso ad 1,83 metri o se ci saranno ulteriori indicazioni.

Ma soprattutto non c'è ancora una data ufficiale per la ripartenza turistica, né si sa in che modo verrà organizzata, soprattutto nelle isole come l'Elba. Però, a fronte di questo, anche sull'Isola si sta lavorando per farsi trovare pronti nel momento in cui ciò sarà possibile. Per questo è stato attivato un tavolo tecnico permanente da parte della Gestione associata per il turismo che coinvolge i rappresentati dei vari settori (leggi qui l'articolo).

Ma come si potrà usufruire delle spiagge e mantenere le regole del distanziamento sociale? Le spiagge libere come si organizzeranno? Abbiamo chiesto alcuni punti di vista che qui di seguito vi riportiamo.

Spiaggia di Cala Seregola (foto di repertorio)

Secondo Massimo De Ferrari, presidente dell'associazione Albergatori Isola d'Elba “il problema della fruizione delle spiagge è uno dei punti più difficili da affrontare. Perché, se per le spiagge che già hanno una concessione demaniale sarà più semplice organizzarsi, allargandosi per recuperare gli spazi per trovare un equilibrio fra sicurezza e la tenuta economica dell'attività, invece il problema si pone per le spiagge libere”.

Secondo De Ferrari “durante i confronti con la Gat e le associazioni di categoria sono emerse varie ipotesi innovative che però non hanno una reale applicabilità”.

“Secondo me invece – spiega De Ferrari - occorre mettere un controllo sulle spiagge libere, un punto Blu ma anche puntare su una sorta di autoregolamentazione da parte dei cittadini, come avviene in questa fase per il distanziamento sociale. Bisogna poi rendere accessibili tutta una serie di spiagge non utilizzate. Inoltre visto il momento quest'anno all'Elba avremo sicuramente una stagione con presenze molto ridotte. Certamente non avremo 180mila presenze come gli altri anni”.

Proprio sulla necessità di rendere accessibili molte spiagge che attualmente risultano raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri poco curati, c'è una proposta delle associazioni Legambiente Arcipelago toscano e Cai Isola d'Elba che si sono dette contrarie alla ulteriore “privatizzazione” delle spiagge.

“Legambiente Arcipelago Toscano e Cai Isola d’Elba si rivolgono agli amministratori comunali, all’Ente Parco, alla Gat - hanno dichiarato in una nota le due associazioni - perché si avvii finalmente un’opera di valorizzazione degli accessi alle pocket beach e alle spiagge più remote, facendone uno di pezzi portanti dell’ossatura del turismo sostenibile che occorre creare non solo per affrontare la crisi post Covid-19 ma anche per costruire un’economia turistica resiliente che guardi con fiducia al futuro delle nostre isole. Per esempio, occorre non solo segnalare spiagge e sentieristica ma anche indicare quale sia la loro possibile capienza in base alle nuove regole imposte dal distanziamento sociale. Bisogna allo stesso tempo proteggere l’importante e spesso rara flora costiera che spesso queste spiagge ospitano, ma anche questo è un elemento di valorizzazione che aggiunge ulteriore bellezza a luoghi unici. Bisogna insomma non privatizzare ulteriormente ma liberare e accogliere il turista soddisfacendo la sua curiosità e la sua voglia di avventura e conoscenza”.

Per Ruggero Barbetti, vicesindaco di Capoliveri e responsabile della Gestione Associata del Turismo “si tratta di un problema che riguarda soprattutto le strutture alberghiere, dato che la vendita della camera è comunque connessa alla possibilità di usufruire del mare. Chi ha le spiagge in concessione dovrà adeguarsi mantenendo le stesse proporzioni. La soluzione può essere la turnazione degli ospiti degli alberghi che, nel caso in cui, per esempio, in una struttura ci sia anche la piscina, possono alternarsi fra mare e piscina, sfruttando magari anche gli spazi esterni dei giardini per le necessarie misure di sicurezza”.

Per quanto riguarda invece le spiagge libere secondo Barbetti “devono rimanere tali. Il rispetto delle distanze di sicurezza può essere garantito attraverso l'autoregolamentazione e il senso di responsabilità dei cittadini. All'Elba ci sono inoltre molti chilometri di scogliere che possono essere fruiti”.

Per quanto riguarda nello specifico la zona di Capoliveri, Barbetti ha sottolineato che “se quello che preoccupa di più è la situazione della spiaggia di Naregno dove ci sono più strutture alberghiere - e quindi la richiesta di più spazi – però c'è anche un aspetto positivo, dato che è in fase di completamento proprio in questi giorni il ripascimento della spiaggia che la restituirà con un arenile più ampio. Inoltre stiamo pensando di riaprire anche le spiagge delle miniere di Calamita. Certo sarà una stagione estiva completamente diversa ma sono fiducioso. Dobbiamo puntare a far conoscere le molte spiagge che ci sono in zone più tranquille che sono poco o per nulla conosciute e che possono comunque attrarre un determinato tipo di ospiti e che possono essere frequentate soprattutto da chi alloggia negli appartamenti”.

Nel pomeriggio di ieri i titolari degli stabilimenti balneari elbani si sono riuniti per fare il punto e preparare una proposta da sottoporre anche alla Gat. Michele Teggi, titolare delllo stabilimento Pino solitario di Fetovaia, in rappresentanza degli operatori degli stabilimenti balneari elbani ci ha detto quali sono le proposte emerse.

"Per la fruizione sicura dei nostri stabilimenti - ha spiegato Michele Teggi - abbiamo pensato ad un distanziamento tra gli ombrelloni maggiore (almeno 10 metri quadri per ogni postazione) ed a percorsi di ingresso uscita dalla spiaggia che garantiscano il mantenimento della distanza sociale. Un programma di sanificazione frequente dei locali comuni (wc, docce, cabine e spogliatoi) evidenziato da registri apposti in loco e dei lettini (prima dell’utilizzo e a ogni cambio utenza). Ovviamente personale dotato dei necessari dpi (mascherina in primis) per accoglienza ed assistenza al cliente. A corredo di questo proponiamo materiale informativo (sotto forma di decalogo) da apporre nelle nostre strutture e che spieghi nel dettaglio i comportamenti virtuosi da tenere negli stabilimenti".

"Per quanto riguarda l'utilizzo delle spiagge libere, - ha concluso Teggi - esula dalle nostre competenze, ma sappiamo che i comuni stanno studiando il problema e attendiamo anche noi notizie a riguardo".

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata

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