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Attualità giovedì 23 aprile 2020 ore 19:45

Covid, "l'Elba sia isola di sperimentazione"

veduta di Portoferraio
Veduta di Portoferraio

La proposta arriva da un gruppo di cittadini che chiedono alle istituzioni di attuare un modello diversificato sull'Isola data la sua particolarità



PORTOFERRAIO — Nasce con una proposta sulla gestione dell'Emergenza Covid-19 il comitato "Elba Isola della Fiducia". La proposta corredate da una raccolta firme di 510 persone, effettuata in modo virtuale, sono state inviate al presidente della Regione Toscana, alla presidente della Provincia di Livorno e ai Sindaci dei Comuni dell'Isola d'Elba.

"Nasce dai cittadini consapevoli l'Isola della Fiducia. - spiegano i promotori della proposte in una nota - Le eccezionali misure adottate dal Governo per fronteggiare l'evidente problema sanitario, al momento, sono le stesse in tutta Italia, benché la situazione non sia la stessa in tutte le zone del Paese. Attraverso i canali del web, un gruppo di persone, che in poche ore ha raggiunto più di 500 sostenitori, ha presentato alla Regione Toscana, alla Provincia di Livorno e a tutti i Comuni dell'isola d'Elba la proposta allegata di seguito. La morfologia dell'Elba, le sue dimensioni e la densità di popolazione la rendono idonea alla nostra idea di sperimentazione di un parziale ripristino delle libertà individuali. Abbiamo pensato al benessere di quelle fasce sociali più fragili che, forse, perché non producono reddito, non vengono prese in considerazione da nessuno. Pensiamo a tutti i bambini, a tutti gli adolescenti, ai disabili e, al contempo, alla nostra economia altrettanto fragile.Ciò che proponiamo è un richiamo alle responsabilità individuali e collettive e alla fiducia nell'altro, che, in questo periodo, riteniamo siano particolarmente preziose, e quindi siamo pronti a sostituire la paura con il coraggio. Ringraziamo la dottoressa psicologa forense Laura Volpini che, con la sua acuta analisi, ha messo in evidenza i problemi derivanti da un lungo periodo d'isolamento della socialità ed ha sostenuto la nostra iniziativa, confermandoci come promotori di un progetto che porterebbe ad un allentamento della situazione di stress psico-fisica vissuta da molti e subita dai più deboli. Un esperimento che potrebbe aver un valore a livello nazionale".

La proposta chiede "di condurre all'isola d'Elba un test-guida nazionale, anticipando la riapertura parziale, per verificare il comportamento della popolazione rispetto alle nuove regole, dopo oltre un mese di forti restrizioni e valutare così quale livello di coscienza civica e responsabilità personale sia stato raggiunto. Questo permetterebbe di avere un parametro da applicare a livello nazionale per aree simili per estensione, densità e percentuale di contagi. Si potrebbe al contempo pensare di incrementare gli screening sugli abitanti dell'isola. I risultati ottenuti potrebbero essere utilizzati dai tecnici a scopo di indagine".

"I risultati ottenuti - si legge nel documento - potrebbero essere utilizzati dai tecnici a scopo di indagine. Ovviamente, questo non vuole e non deve essere un invito alla trasgressione delle norme di tutela sanitaria imposte dal governo, anzi vuole essere una loro ulteriore precisazione, dettata non solo dal buon senso, ma anche dal senso di alta responsabilità civica che questo esperimento richiede. Tutto ciò sarebbe temporaneo, per un tempo minimo di 15-20 giorni, con la possibilità di proroga. L'esperimento potrebbe iniziare dal 4 maggio 2020".

Nello specifico viene proposto "un implemento dei controlli al porto di Piombino durante questo periodo di prova; la libera circolazione di residenti e domiciliati su tutto il territorio insulare, con obbligo di mascherina, e il mantenimento della distanza di sicurezza tra le persone con l'obbligo di non creare assembramenti;  per gli spostamenti in automobile, max. 2 persone ad eccezione dei nuclei familiari conviventi;  la possibilità di attivare servizio di assistenza domiciliare per i bambini/ ragazzi con difficoltà (dove possibile e per le famiglie che lo richiedano), per alleggerire il carico sui genitori; l'auspicabile riapertura del centro diurno, per gli utenti più bisognosi di supporto, per alleggerire il compito delle famiglie;  favorire accordi tra Comuni e cooperative sociali/associazioni per la realizzazione di attività all'aperto per i minori in piccoli gruppi;  la possibilità di riapertura di bar e ristoranti a orari ridotti per consentire la sanificazione degli ambienti, previa comunicazione ai Comuni di appartenenza, che dovranno verificarne le caratteristiche di idoneità; la riapertura di parchi per passeggiate e attività sportive singole o in piccoli gruppi, mantenendo sempre le distanze di sicurezza; la riapertura delle spiagge libere escludendovi la sosta ed evitando assembramenti durante questo periodo di prova (per il regolamento della fruizione delle stesse durante la stagione estiva attenderemo le indicazioni del Governo);  la possibilità di circolare con la propria imbarcazione non oltrepassando le 3 miglia dalla costa, con le stesse indicazioni date per gli spostamenti in automobile".

Come allegato in pdf sono disponibili le proposte ed i nomi di quanti hanno aderito.

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