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lunedì 18 novembre 2019

Politica giovedì 02 febbraio 2017 ore 19:19

Sanità, le accuse del sindaco Ferrari

Il primo cittadino di Portoferraio chiede un passo indietro alla presidente Bulgaresi: "Abbiamo perso due anni di tempo"



PORTOFERRAIO — "Nel 2014 partorimmo un progetto sanitario che ci vedeva funzionalmente partecipi di un sistema a più ampio respiro, un sistema integrato con la realtà continentale. Il nostro progetto non incontrò l’approvazione dei sindaci elbani e sotto la guida di Anna Bulgaresi fu partorito un progetto, credo mai preso in considerazione e ormai dimenticato, con il quale si rivendicava una autonomia funzionale sanitaria per il nostro territorio. 

E’ quindi con una certa soddisfazione che nell’incontro precedente ho sentito la stessa Bulgaresi dire che occorre pensare ad una sanità diversa, con una diversa organizzazione: in altre parole ha rinnegato ciò in cui ha sempre creduto approdando sulla sponda della condivisione di risorse di rete, quel principio al quale rimasi fedele e che ho pagato con la presidenza della conferenza dei sindaci. 

E’ stato un programma giustamente cestinato perché in contrasto con le attuali normative di legge che prevedono servizi in rapporto alla casistica, e in contrasto con le necessità di economizzare la spesa sanitaria. Ecco allora che improvvisamente si abbraccia la rete, quella rete vituperata nel 2014.

Bene abbiamo così perduto due anni di tempo, due anni durante i quali la Regione, priva di un interlocutore credibile ha continuato nel suo progetto di smantellamento della sanità elbana, (cito solo l’abolizione della guardia medica a Portoferraio, impoverimento di servizi che ora vanno a singhiozzo mentre prima funzionavano H24 (vedi endoscopia) e le promesse da tempo fatte anche dall’assessore Marroni sono rimaste solo promesse, come la mancata modernizzazione del pronto soccorso. 

La Bulgaresi ha detto anche che è stufa delle critiche, alludendo evidentemente alla convocazione di una conferenza stampa nella quale denunciavo solo la trappola governativa dei nuovi LEA che in realtà sono un nuovo balzello per i cittadini ed un metodo per recuperare risorse sottraendole alle Aree Vaste.

Prima che qualcuno faccia un passo avanti è opportuno che qualcuno faccia un passo indietro prendendo atto del fallimento. Ma veniamo alle dichiarazioni della De Lauretis: a parte la costruzione del nuovo ascensore, che non ha perso l’occasione di dare il meglio dell’efficienza impiantistica rimanendo fermo, abbiamo udito una serie di faremo. E' ripresa la sfilza delle promesse come in passato e mai mantenute. 

A fronte di tutto quello che è stato in passato declamato e non realizzato ed a fronte delle ridotte capacità assistenziali della sanità elbana, io le segnalo di nuovo le nostre più importanti, ma non certo le uniche, criticità: rafforzamento delle attività chirurgiche utilizzando le risorse di rete al fine di risolvere la fuga dei cittadini elbani verso altri presidi per un ammontare annuo di 5 milioni di euro, emergenza urgenza chirurgica ormai affidate al servizio di elisoccorso, aprire un tavolo di concertazione con i sindacati e con i medici al fine di realizzare alcuni posti letto di terapia intensiva post chirurgica.

Ancora: recuperare sul territorio quelle problematiche inerenti le chirurgiche specialistiche programmabili quali oculistica otorino urologia, il Pronto soccorso dovrebbe ormai essere ristrutturato non solo da un punto di vista murario ma anche funzionale, rivalutazione del metodo dei carichi di lavoro, la camera iperbarica destinata solo alle emergenze, concordare una strategia sugli oncologici che conduca ad un percorso comune per l’esecuzione di eventuali esami di controllo da effettuare fuori Elba con risparmio di tempo e di denaro sia privato che pubblico.

Stiamo infine raccogliendo dati per quanto riguarda il servizio territoriale delle ambulanze perché così come strutturato non ci pare possa garantire la golden hour, argomento che le chiederò di affrontare al momento opportuno. 

Per concludere le dirò che la sanità non può e non deve essere subordinata sempre e solo a problemi di contabilità ed oltre al patto di stabilità e alla spending review, vi sono anche e soprattutto problemi di carattere etico e morale con i quali dobbiamo confrontarci".



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